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Isis, chi sono gli jihadisti italiani e perché lo fanno

L’allarme Isis in Italia viene confermato dall’Ugicos. Sarebbero asattamente 48 infatti gli jihadisti che hanno lasciato il paese per recarsi a combattere in Siria ed Iraq contro l’Occidente. L’Antiterrorismo continua a seguire le loro tracce e rivela che di questi uno solo sarebbe italiano. Ne parla Crisitana Mangani sul Messaggero. Si tratta di un magrebino naturalizzato in Italia del quale non si hanno tracce da tempo. Un altro, Giuliano Ibrahim Del Nevo, è morto in guerra. Così come sarebbero morti in guerra al fianco delle organizzazioni terroriste un’altra decina di miliziani legati al nostro paese. Altri 3 o 4 sono invece rientrati e vengono costantemente monitorati per evitare che facciano proselitismo.

 

A fighter of Islamic group of Mujao stan(Foto: Romaric Ollo Hien / Afp / GettyImages)

 

DALL’ITALIA IN VIAGGIO VERSO LA JIHAD – Nel mirino degli investigatori ci sarebbe ad esempio Anmar Bacha, operaio, 37 anni di cui 13 trascorsi in Italia, scomparso dal nostro paese perdendosi tra la Siria e la Turchia. Le sue orme sono seguite dalla procura di Milano. I pm lo hanno ascoltato quando di recente è tornato dalle nostre parti dopo essersi recato a combattere nel paese di Assad. Ora vive tra Voghera e Cologno Monzese, ha la barba lunga, è alto e magro. Lo scorso maggio l’uomo sarebbe stato segnalato come uomo pericoloso e gli sarebbero stati tolti i documenti. A Torino Anmar avrebbe fatto da serramentista, lavorando anche al nuovo stadio e al Politecnico. Ha raccontato di essere tornato a casa per visitare la sua famiglia, mamma, 7 fratelli e 20 nipoti. Poi c’è il giovane rapper Anas el Abboubi. È nato in Marocco nel 1992, arrivato in Italia, nel bresciano, all’età di 7 anni. Si dedica alla musica, ma anche all’attivismo. Dice di voler formare Sharia4Italy e partire per la Siria per arruolarsi nelle fila di al Qaeda. Si è legato lo scorso anno ad un network di miliziani albanesi. Qualche tempo fa la sua bacheca Facebook, sulla quale postava messaggi pro-Jihad è diventata muta. Bilal Bosnic è infine il nome di uno dei più temuti predicatori. È originario della Bosnia ed ha vissuto per anni in Italia tra Cremone, Bergamo e Pordenone facendo molto proselitismo. Dal suo paese ora continua a lanciare appelli invitando i giovani musulmani alla guerra. È considerato uno degli esponenti di spicco dell’Isis in Europa, e non solo.

 

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NUOVO REATO IN ARRIVO – L’allarme dell’Antiterrorismo e l’identificazione dei foreign fighters partiti dall’italia ha reso necessaria da parte del governo italiano una risposta normativa. Si pensa ad un disegno di legge o un decreto per l’introduzione nel codice penale di uno specifico reato che consenta di punire con il carcere (fino a 15 anni) non solo il reclutamento di terroristi ma anche «il lupo solitario» assoldato e non appartenente ad alcuna associazione di stampo terroristico.

(Foto copertina AP da archivio LaPresse)

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