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I bombardamenti fermano l’ISIS

I pesanti bombardamenti nei pressi di Kirkuk sembrano preludere a un’offensiva curda da Nord, mentre a Sud l’avanzata dell’ISIS in Iraq è stata arrestata e l’esercito iracheno pressa gli uomini del califfato.

IRAQ-CONFLICT
Un Peshmerga curdo a Rashad, tra Kirkuk e Tikrit, dove solo un ponte divide i curdi dalle posizioni dell’ISIS (Photo credit  JM LOPEZ/AFP/Getty Images)

AUMENTANO I BOMBARDAMENTI – Il crescere d’intensità dei bombardamenti appare evidente e a farne le spese sono ovunque gli uomini dell’ISIS. Pesanti bombardamenti nei pressi di Kirkuk sono in corso in queste ore, lungo la linea del fronte che separa gli uomini del califfato dai peshmerga curdi schierati a protezione del Kurdistan iracheno, fonti locali parlano d’ingenti perdite tra i jihadisti.

I MOVIMENTI ALLA FRONTIERA TURCA – Bombardamenti anche nei pressi di Kobane, la città curda in Siria verso la quale nei giorni scorsi si era registrata una minacciosa avanzata degli uomini dell’ISIS, questi secondo le testimonianze locali sicuramente portati dagli aerei americani provenienti dalla Turchia. Qui ai bombardamenti si sono aggiunti movimenti di truppe turche che hanno schierato i carri armati lungo il confine. L’afflusso di mezzi corazzati potrebbe preludere alla creazione di quella «buffer zone» tra Turchia e Siria che il presidente Erdogan ha definito necessaria, una zona-cuscinetto che non è chiaro per quanto dovrebbe estendersi lungo il confine tra i due paesi, ma che è chiaro che non potrebbe non comprendere la città assediata di Kobane, risolvendo così i timori per un’imminente catastrofe umanitaria, nel caso la città dovesse cadere nelle mani dell’ISIS.

LA BATTAGLIA VERSO FALLUJA – Intanto in Iraq è battaglia nei pressi di Amariya al-Falluja, dove questa mattina sono stati segnalati pesanti scontri. Si tratta di un centro a 40 chilometri da Baghdad, l’apice dell’avanzata dell’ISIS tra le cittadine a Ovest di Baghdad, dove per ora l’avanzata sarebbe stata arrestata dall’azione congiunta dei bombardieri e dell’esercito iracheno, che avanzano in direzione di Falluja, vera roccaforte dell’ISIS e dei suoi supporter locali in Iraq.

LE VITTIME CIVILI – Altri bombardamenti sono stati registrati nella provincia di Anbar in Iraq e in Siria, dove gli aerei dell’alleanza anti-ISIS hanno distrutto quattro pozzi petroliferi nei dintorni di Raqqa, capitale siriana del califfato e anche il maggiore impianto per l’estrazione del gas nel paese. L’intento dei bombardamenti ai pozzi è chiaramente quello di prosciugare le entrate che il gruppo ricava dal contrabbando di quel petrolio. Nel bilancio dei bombardamenti trovano posto anche vittime civili, come le sette registrate in seguito al bombardamento di un deposito a Deir al-Zour.

 

 

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