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Isis, 48 terroristi collegati all’Italia

La caccia ai vertici dell’Isis lanciata dalle forze occidentali si serve anche delle testimonianze di ostaggi liberati. Il racconto degli ex prigionieri finiti nelle mani di John «il boia» e dei suoi «Beatles» emerge in un rapporto dell’intelligence, di cui parla oggi Carlo Bonini su Repubblica. Nelle pagine stilate dagli agenti segreti sono contenute le impressioni di quattro ostaggi francesi, due spagnoli, e dell’italiano Federico Motka. È proprio dalla loro testimonianza che è partita la caccia all’esecutore degli ostaggi e che sono stati appresi alcuni particolari inediti.

 

decapitazione isis sotloff 2(Foto AP da archivio LaPresse)

 

40 OSTAGGI IN 2 ANNI – I miliziani dello Stato Islamico si sarebbero macchiati anche dell’uccisione di un ostaggio russo, del cui sequestro e della cui scomparsa però nulla si sapeva. E inoltre: nelle celle di John sono trasferite diverse donne, «una almeno americana o comunque dall’accento americano». A quanto si apprende ora di Jhonny e della sua banda di assassini Scotland Yard e i servizi britannici conoscerebbero l’identità ormai con ragionevole certezza da diverse settimane, come quella dell’ex rapper 23enne Abdel Mayed Abdel Bary, partito dal Regno Unito per la Siria nel luglio 2013 e cresciuto nel quartiere di West London, la stessa zona dalla quale – secondo quanto riferiscono fonti dell’intelligence – si sarebbero mossi almeno una parte degli uomini della sua banda. Si tratterebbe di una decina di elementi in tutto che nell’arco di due anni hanno avuto nelle mani 40 ostaggi occidentali e a cui, nel tempo, si sono andati aggregando foreign fighters di cittadinanza francese e anche spagnola».

TORTURE QUOTIDIANE – Tra le testimonianze rese dai prigionieri ai servizi alleati spuntano poi i racconti di torture rese secondo il protocollo carcerario con cadenza quotidiana e che si svolgono per l’intera notte, in stanze vicine rispetto a quelle in cui altri detenuti dovrebbero prendere sonno. Si tratta di un’escalation di violenze messe in atto, spiega Repubblica, per lasciare un segno indelebile nella vita delle vittime e appagare la fantasia disturbata dei carnefici, per evocare nella vittima del contrappeso per gli abusi compiuti a Guantanamo e , dall’altro, per semplice furia sadica.

ALFANO: «48 FOREIGN FIGHTERS LEGATI ALL’ITALIA» – Intanto il ministro dell’Interno Angelino Alfano è intervenuto sul tema della lotta all’Isis e al terrorismo sostenendo che l’Italia non deve considerarsi completamente al sicuro. «La minaccia del terrorismo – ha spiegato – ha assunto nuove forme e modalità operative e richiede progressi sul piano normativo. Nel nostro paese l’allerta è elevata, anzi elevatissima, pur in assenza di una minaccia specifica». Per quanto riguarda i combattenti occidentali arruolatisi per sostenere lo Stato Islamico l’Unione Europea nelle scorse settimane aveva parlato di circa 3mila foreign fighters attivi in Iraq e in Siria. Alfano parla di 48 combattenti «legati in qualche modo all’Italia in termini di trasnito o in termini di passaggi vari effettuati nel nostro paese». Per assicurare sicurezza – ha dichiarato il ministro dell’Interno – sono per un rafforzamento della registrazione dei passeggeri dei voli Schengen».

(Foto di copertina: AP. Fonte: archivio LaPresse)

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