|

La chiusura dello Zoo di 105 era solo pubblicità per un amarcord

L’annuncio della chiusura dello Zoo di 105 si è rivelato falso, espediente destinato a far da traino non alla puntata nella quale Marco Mazzoli ha proclamato per l’ennesima volta la morte del fortunato programma radiofonico, ma una riunione del gruppo storico che ne decretò l’enorme successo e che si è diviso anni fa tra Radio 105 e la concorrenza.

zoo 105

zoo 105 2

LO ZOO DI 105, IL PUNTATONE AMARCORD – Niente chiusura, da lunedì 29 settembre la trasmissione torna con l’abituale formazione,  ma l’annuncio ha attirato l’attenzione su una puntatona durata quattro ore e andata in onda ieri, alla quale erano presenti tutti i componenti della storica crew che lanciò la trasmissione verso l’incredibile successo che dura ormai da anni. Per dirla con le parole loro:

Nel 2010 qualcosa si è rotto, come un calice di cristallo, portandosi via tutti quelli che facevano parte di una macchina apparentemente perfetta… Ma quel 2010 non doveva finire così, quel maledetto 2010 doveva andare diversamente, poteva andare diversamente. Quel maledetto 28 dicembre sarà rimosso dai libri di storia, come il 26 settembre. Due direttori che ci consentono di riescivere la storia: Marco Mazzoli, Paolo Noise, Wender e Fabio Alisei, ancora insieme per 4 ore. Lo zoo riscrive la storia perché solo noi siamo capaci di tornare indietro nel tempo. Benvenuti nel 2011. Mettetevi comodi e riscriviamola insieme.

LA GRANDE RIMPATRIATA – La puntata, ideata in collaborazione tra Radio 105 e Radio Deejay, «per riscrivere la storia» con una «reunion dello Zoo» ha rimesso tutti insieme ai microfoni, Marco Mazzoli, Wender, Paolo Noise, Fabio Alisei, oltre ad altri speaker dello Zoo come Leone di Lernia, Pippo Palmieri, Dj Spyne e Alan Caligiuri, una squadra che non si vedeva in campo da quando  ci fu la spaccatura e la diaspora di Alisei e Wender verso Radio Deejay.

LEGGI ANCHE: Marco Mazzoli chiude lo Zoo di 105

LA TELEFONATA DI LINUS – Quattro ore di ricordi e di confronto tra i protagonisti di una stagione che non si erano lasciati troppo bene e che solo ora sembrano aver fatto la pace e pace con i loro senimenti. In trasmissione è intervenuto in chiusura anche Linus, che al telefono ha scambiato parole distese con Mazzoli. Un’atmosfera amichevole che ha fatto da cornice a un «chiarimento» che i fan attendevano fin dal 2011, quando il gruppo originario di spaccò provocando grossi dispiaceri tra chi seguiva il programma.