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Roma Termini: per i turisti stranieri non è “l’inferno”

La stazione di Roma Termini è davvero un covo di malviventi pronti a compiere furti e aggressioni alle centinaia di migliaia di passeggeri che s’aggirano in zona ogni giorno? Per la stampa, spesso, sì. Lo è un po’ meno, se si considerano invece i commenti pubblicati in rete dai turisti stranieri. Sia ben chiaro, nello scalo ferroviario fatti criminosi avvengono sicuramente, ed anche con regolarità, come in tutti i luoghi molto affollati e come in tutte le stazioni d’Europa. Ma, ad un’analisi attenta delle informazioni su borseggi e rapine, si evince come l’allarmismo, a volte, sia andato fuori controllo.

 

Degrado e sporcizia alla Stazione di Roma Termini

 

STRANIERI SERENI – I giornali hanno durante l’estate denunciato casi di «ladri scatenati» e raccontato l’«incubo per i turisti». Mentre su TripAdvisor, ad esempio, gli stranieri che avevano già visitato la Capitale rassicuravano i viaggiatori che sarebbero giunti in Italia di lì a poco, preoccupati per il rischio di furti alla stazione. «È un’esagerazione, non ci sono bande che attaccano le persone», scriveva un utente rispondendo ad un altro turista che chiedeva informazioni sugli orari in cui i gruppi di malviventi agivano con più frequenza a Roma Termini. «È una stazione ferroviaria molto affollata costantemente pattugliata dalla polizia, quindi sarei molto scettivo su tali storie (di ruberie, ndr)», rassicurava ancora un altro utente. «Siamo appena tornati dall’Italia. Non abbiamo avuto problemi», aggiungeva qualche altro.

FURTI IN STAZIONE, LA LOMBARDIA BATTE IL LAZIO – Poi sono arrivati i numeri. I borseggi e le rapine nelle stazioni della Capitale ci sono. Ma a Roma Termini, primo scalo ferroviario d’Italia e secondo d’Europa dopo Gare de Paris Nord per traffico passeggeri, non detiene alcun primato negativo. Nei primi sette mesi del 2014, lo dicono le cifre diffuse dalla Polfer, sono stati denunciati in Lazio circa la metà dei furti (231 in stazione e 243 a bordo) della Lombardia (495 e 597). Ma non solo. Sembra inutile anche l’allarmismo sulla presunta scarsa sorveglianza. Lo ha spiegato ai giornalisti il direttore del servizio di Polizia Ferroviaria Claudio Carorelli: «Anche se siamo in un periodo di spending review e di assenza di turn over riusciamo ad assicurare una presenza visibile nelle stazioni e sui treni. A Roma Termini, come a Milano, operano ogni giorno 20-22 pattuglie, in uniforme e in abiti civili». Insomma, meglio non generalizzare.

(Foto da archivio LaPresse)