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Isis: la mappa dei gruppi “fedeli” al Califfo

L’impressione che l’ISIS sia una specie di pariah anche tra gli estremisti islamici è confermata dai limitati plausi e dai riconoscimenti ricevuti dal califfato tra i gruppi più attivi militarmente nel mondo islamico.

 

isis al baghdadi

I FEDELI AL CALIFFO – Gli uomini di Jund al-Khilafa killed che hanno decapitato il povero Hervé Gourdel in Algeria hanno compiuto l’azione in omaggio al califfato mentre proclamavano la loro fedeltà ad al Baghdadi, sono i resti della mitica «al Qaeda nel Maghreb» che un paio d’anni fa era intenta nella costruizione di un califfato nel Nord del Mali. Poi i francesi hanno mandato i soldati e insieme ai soldati del Ciad li hanno sloggiati e anche l’ultimo colpo di teatro, la presa dell’impianto petrolifero di Is Amenas, si è risolto in un bagno di sangue per mano delle forze di sicurezza algerine. Ridotti a poca cosa son pur sempre in grado di rapire e uccidere un isolato alpinista francese in escursione, ma l’ISIS avrebbe bisogno di ben alri sostegni. I colleghi nell’estremismo africano invece nicchiano, i Boko Haram hanno dichiarato il loro califfato e gli al Shabaab somali vedono con piacere i successi dell’ISIS, ma niente dichiarazioni di fedeltà.

POCO SUCCESSO TRA I TALEBANI – Poca cosa è anche la temuta estensione in Asia, dove il gruppo di Tehreek-e-Khilafat si è proposto come lo Stato Islamico dell’Asia e del Khurushan, dal nome di una regione storia che comprendeva Afghanistan, Iran, Turkmenistan e Uzbekistan. Il grosso dei Tehreek-e-Taliban, i talibani pakistani, è rimasto fedele al suo progetto locale e presta poca attenzione alle sorti dell’ISIS, confermando il modello che vede attirati dall’ISIS solo i gruppi minori su base nazionale e regionale, se non i più estremisti.

L’ISIS IN LIBANO – Anche in Egitto il modello è rispettato, l’ISIS non raccoglie le simpatie dei salafiti, ma solo quelle di gruppi minori che si muovono tra la penisola del Sinai e in confini con il Sudan a Sud e la Libia a Ovest. Consensi anche dal Libano, dove i Liberi Sunniti della Brigata Baalbek, già Ahrar Al-Sunna, hanno dichiarato la loro adesione al progetto del califfato, anche se in Libano già colpivano quelli del gruppo Qalamoun-Damasco, che dalla Siria cercava la rappresaglia contro Hezbollah per il suo sostegno ad Assad.

IL CALIFFO E LE FILIPPINE – In Asia sono arrivate adesioni al progetto del califfato anche dalle filippine, in agosto i Bangsamoro Islamic Freedom Fighters (BIFF) e quelli di Abu Sayaf hanno dichiarato la loro fedeltà ad al Baghdadi, anche se si tratta di solidarietà formale e se i due gruppi non sono in grado d’aiutare l’ISIS in alcun modo, né intendono seguirne l’esempio in patria, dove il governo filipppino ha concluso un accordo con il Moro Islamic Liberation Front (MILF), che avrebbe chiuso con l’irredentismo islamico, se non che qualche decina di irriducibili è rimasto in guerra, quelli che ora tifano per l’ISIS.

(Foto da archivio LaPresse)

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