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«Senza low cost le compagnie aeree non riescono ad andare più avanti»

Lo sciopero del personale di Air France sembra avviato alla conclusione. Il vettore franco-olandese ha rinunciato alla creazione di una low cost europea per aumentare la redditività del traffico aereo. Una scelta che ha determinato una forte reazione dei sindacati transalpini, ma che appare obbligata per le grandi compagnie di volo, sempre meno competitive viste i loro costo superiori in media del 25% rispetto ai vettori low cost.

AIR FRANCE E LE COMPAGNIE LOW COST – Da ormai 10 giorni una delle più grandi compagnie aree, Air France-Klm, è stata colpita da uno sciopero del personale che ha costretto circa la metà dei voli in programma. Il management del vettore franco-olandese ha così reagito accogliendo parte delle richieste dei dipendenti, congelando il progetto di rafforzare la compagnia low cost Transavia. Il management di Air France ha presentato una correzione all’idea iniziale, rimarcando come il progetto di potenziamento del vettore a basso costo sarà effettuato solo assumendo personale francese. I sindacati si erano mobilitati per la delocalizzazione perseguita dal management, al fine di ridurre drasticamente i costi operativi tramite la riduzione delle retribuzioni dei dipendenti. Il caso di Air France è però sintomatico delle difficoltà attraversate dai maggiori vettori europei, indeboliti dal calo dei consumi europei così come dalla concorrenza delle low cost. Il Wall Street Journal dedica un’analisi a questo settore economico, rimarcando come senza un rafforzamento degli operatori a basso costo le grandi compagnie aeree soffrano eccessivamente.

LUFTHANSA E LE COMPAGNIE LOW COST – Secondo il quotidiano finanziario le compagnie low cost sono essenziali per sopravvivere sul mercato europeo, sempre meno redditizio in questi anni. Senza questo supporto i vettori sono costretti a ritirarsi dal traffico Point to Point, e subiscono anche significativi arretramenti nel trasporto che avviene via hub. Il Point to Point è il tipo di traffico che viene effettuato da voli che non fanno perno su un aeroporto di riferimento, un modello tipico dei maggiori vettori continentali. Oltre ad Air France, anche il rivale tedesco Lufthansa sta cercando di rafforzare le sue compagnie low cost, Eurowings e German Wings, che in futuro dovrebbero essere fuse in un unico vettore. Come rimarca il Wsj, con le due low cost tedesche si viaggia ad un costo inferiore del 20% rispetto a Lufthansa, grazie al minor salario offerto ai dipendenti di bordo che sono coperti da un diverso contratto di categoria. Il rafforzamento di Eurowings e German Wings appare un passo inevitabile, ma anche in Lufthansa ci sono ancora esitazioni su questo progetto.

IL TRAFFICO AEREO E LE COMPAGNIE LOW COST – Nel traffico Point to Point la crescita dei vettori a basso costo è stata continua sul mercato europeo. Norwegian Air Shuttle ha triplicato la sua capacità, il tasso di crescita realizzato da Vueling Airlines è pari al 444% secondo il più recente studio della società di consulenza Prologis. Queste due compagnie si sono rafforzate aggredendo mercati diversi da quelli nazionali, dove in questi anni è ulteriormente cresciuta la quota di mercato di Ryanair ed Easyjet, concorrenti molto forti per i vettori tradizionali Lufthansa, Air France e British Airways.

Le low cost sono più competitive grazie a costi inferiori al 25% rispetto ai vettori nazionali. Operano con un sistema meno complesso, che permette di volare in modo più semplice tra due aeroporti, e sfruttano anche un’infrastruttura IT (Information Technology) meno complessa e più efficiente. Allo stesso modo, rimarca il Wall Street Journal, anche gli extra costi legati alle spese di viaggio come la prenotazione dei posti o il supplemento per i bagagli sono commercializzati con più facilità. Deficit di competitività che i vettori nazionali devono recuperare, anche se un simile processo sarà giocoforza lungo e complesso.