Il boss e l’acquasanta

25/10/2011 - Bernardo Provenzano nelle parole del pentito Stefano Lo Verso “Bernardo Provenzano era un uomo molto credente, al collo aveva tre croci e pregava tre volte al giorno e quando si faceva la croce usava l’acqua benedetta”. Così il pentito di

     
 

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Bernardo Provenzano nelle parole del pentito Stefano Lo Verso

“Bernardo Provenzano era un uomo molto credente, al collo aveva tre croci e pregava tre volte al giorno e quando si faceva la croce usava l’acqua benedetta”. Così il pentito di mafia Stefano Lo Verso – deponendo al processo a carico del generale Mario Mori e del colonnello Mauro Obinu, accusati di favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra per la mancata cattura del boss di Corleone - descrive il capomafia Provenzano che ha ospitato per un periodo, tra il 2003 e il 2004, durante la sua latitanza.

“UMILE, NORMALE, CREDENTE” - “Era un uomo molto umile, normale, e un giorno mi chiese di accompagnarlo in chiesa, a Ficarazzi per prendere dell’acqua bendedetta che gli era finita – dice ancora Lo Verso – io lo accompagnai e lo lasciai lì. Seppi quel giorno che si trattava di Provenzano. All’uscita della chiesa vide un uomo che passeggiava vicino alla statua di padre Pio e indicandomelo mi disse: “Quello è sposato con una mia paesana. Passeggiavamo insieme a Corleone tanti anni fa. Così mi informai e capii che era lui. Mi cadde il mondo addosso, avevo in casa una bomba atomica”.

“BOSS PROTETTO” – “Quando scoprii che l’uomo che ospitavo in casa da alcune settimane nel gennaio del 2004 era il latitante Bernardo Provenzano  – ha raccontato Lo Verso – ho avuto paura, pensavo di avere in casa una bomba atomica, ma lui mi rassicurò dicendomi ‘non ti preoccupare, non avere paura. Sono sempre stato protetto dai politici, dalle forze dell’ordine e da un potente dell’Arma. Meglio avere uno sbirro amico che un amico sbirro’”.

“C’ERA CUFFARO” – Lo Verso sostiene che a chiedergli di ospitare nella casa della suocera a Ficarazzi (Palermo), sarebbe stato il mafioso Onofrio Morreale. “Provenzano in quella stessa occasione, per rassicurarmi – ha aggiunto Lo Verso in aula – mi disse ‘anche se hanno arrestato Michele Aiello c’è adesso Cuffaro che mantiene i rapporti’ e mi parlo’ del ‘comitato d’informazione’ fatto da Aiello, Ciuro e Riolo (l’ex imprenditore arrestato per mafia e due sottufficiali coinvolti nell’inchesta per le ‘talpe’ della Procura di Palermo ndr)”.

“NESSUNO LO CERCAVA” - Secondo quanto racconta il pentito Stefano Lo Verso, il pentito Bernardo Provenzano gli avrebbe ripetuto in due diverse occasioni di essere stato “protetto da un potente dell’Arma”. “La prima volta mi dice solo che è un potente dell’Arma, mentre la seconda volta io gli chiedo se si tratta di un Carabiniere e lui mi dice sì. Poi mi ha ribadito: ‘Stai tranquillo, a me non mi cerca nessuno perche’ sono protetto da politici e da forze dell’ordine. Era il gennaio 2004″.

LO STATO E LE STRAGI DEL ’92 - “Lo Stato lo sa chi ha voluto le stragi mafiose del ’92″, avrebbe poi confidato Provenzano a Lo Verso nel luglio del 2004, quando l’allora ‘picciotto’ di Cosa nostra curava la latitanza del boss. “Si lamentava che non vedeva la moglie da tre anni e che non conviveva con lei da dodici anni. Quando gli chiesi perche’ – riferisce oggi Lo Verso – mi rispose: ‘per colpa di altri. Le stragi sono state la rovina. In pochissimi sappiamo la verita’: io, il mio conpaesano Riina, Andreotti e altri due che sono morti. Lima che e’ stato ucciso, per paura che non sopportasse il peso e Vito Ciancimino che probabilmente e’ stato ucciso pure”.

DELL’UTRI E COSA NOSTRA - “Dopo le stragi Marcello Dell’Utri si è messo in contatto con i miei uomini”. Con queste parole, invece, Provenzano – spiega Lo Verso – avrebbe indicato nel senatore de Pdl l’interlocutore politico di Cosa nostra dopo il ’92. Il padrino avrebbe confidato all’attuale pentito che “Dell’Utri dopo gli attentati a Falcone e Borsellino prese il posto di Salvo Lima, (l’eurodeputato dc ucciso nel ’92, ndr)”. Il boss avrebbe aggiunto di aver fatto votare Dell’Utri nel 1994. (Agenzie)

     
 

3 Commenti

  1. Pier Angelo soorbole scrive:

    Sull’acqua santa, rimango perplesso, cosa se ne può fare uno come Provenzano che grazie a lui chi sà quante persone sono morte assassinate ? La religione di quell’acqua santa, si riassume in una frase” ama il prossimo tuo come te stesso” !!!!!!!!!!!!!! Un macellaio di carne umana come lui che senso ha, cercare l’acqua santa?

  2. Barnaby scrive:

    quel potente dell’Arma era per caso uno il cui nome inizia con la M e il cognome pure… ?

  3. chi scrive:

    Chissà chi era il politico che lo proteggeva, visto che faceva propaganda per forza Italia?

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