FACCIAMOCI DEL MALE – Ma questo è solo l’inizio. Nello stesso Articolo 5, comma 4, si ribadisce che nella “DAT può essere esplicitata la rinuncia da parte del soggetto ad ogni o ad alcune forme particolari di trattamenti sanitari in quanto di carattere sproporzionato, futili, sperimentali, altamente invasive e invalidanti. Possono essere altresì inserite indicazioni da parte del redattore favorevoli o contrarie all’assistenza religiosa e alla donazione post mortem di tutti o di alcuni suoi organi”. Non si possono rifiutare dunque trattamenti “proporzionati“. Si dimentica che la decisione di curarmi, di come e di se non è una decisione solo medica; l’esempio spesso citato della donna che decise di non farsi amputare la gamba pur sapendo di andare incontro alla morte è, ancora una volta, più efficace di molte spiegazioni teoriche. Se siamo a favore della libertà di scelta dovremmo inorridire di fronte all’idea che quella donna,
una volta incosciente, sarebbe stata obbligata a subire l’amputazione in base alle idee di Calabrò e molti altri. Con il comma 6 entriamo in una delle discussioni più assurde degli ultimi mesi: lo statuto di nutrizione e idratazione artificiali. In barba alle dichiarazioni delle associazioni mediche (come la SINPE; si legga anche una interessante lettera sullo stato vegetativo, la nutrizione e i prematuri) i fautori del paternalismo sostengono che siano trattamenti non medici. “Alimentazione ed idratazione, nelle diverse forme in cui la scienza e la tecnica possono fornirle al paziente, sono forme di sostegno vitale e fisiologicamente finalizzate ad alleviare le sofferenze e non possono formare oggetto di Dichiarazione Anticipata di Trattamento”. Basterebbe il buon senso per disattivare lo scopo del definirle “sostegno vitale”: sottrarle alla decisione del paziente. Ma definire la nutrizione e l’idratazione artificiali come “sostegno vitale” è inutile perché, anche se non fossero un trattamento non medico, non dovrebbero essere coercibili. L’alimentazione naturale si può rifiutare – lo sciopero della fame è un diritto garantito anche ai detenuti – e nessuna azione può essere imposta, anche se non è di carattere medico. Nemmeno la carità può essere imposta, o la compagnia! Negando la possibilità di rifiutare la nutrizione (o l’idratazione) si limita ingiustamente la libertà dei pazienti, proprio come se fosse violata la libertà di rifiutare il cibo o la libertà di scegliere cosa leggere. La condizione di non danneggiare nessun altro è rispettata in tutti questi casi, e in tutti questi casi limitare la volontà personale è immorale e inammissibile.
NORME ILLIBERALI, MA PER IL VOSTRO BENE – Facciamo altri due esempi. Ho una neoplasia in stadio avanzato; decido di non alimentarmi, sono cosciente ed esprimo questo mio volere. Non si può che rispettarlo. Lascio scritto che non vorrò essere nutrita e idratata. Non appena perdo conoscenza un medico coscienzioso mi fa una peg perché la nutrizione parenterale non è un trattamento sanitario e quindi mi deve essere imposto come sostegno vitale. Il caso di Eluana Englaro: sono molti quelli che condannano la decisione della Corte di Cassazione in base al fatto che la ragazza non avrebbe lasciato nulla di scritto. Pertanto la sua volontà non è ricostruibile con un margine di certezza accettabile. Molti di questi sostengono un disegno di legge come quello di Calabrò, ovvero un disegno di legge in cui non si potrebbe lasciare scritto nulla sulla nutrizione e l’idratazione artificiale. Risultato: Eluana Englaro, pur se avesse redatto un testamento biologico, sarebbe costretta a mantenere il sondino nasogastrico. Oltre a suggerire l’uso del termine “nutrizione” quando si parla di questi scenari al posto di alimentazione, insomma, sarebbe doveroso suggerire di riflettere sulle affermazioni e sulle conseguenze delle affermazioni. Soprattutto quando rischiano di diventare una legge. All’articolo 6 (Forma e durata della dichiarazione anticipata di trattamento), comma 4, si propone l’aspetto più godibile di ipocrisia nostrana: “Salvo che il soggetto sia divenuto incapace, la Dichiarazione ha validità di tre anni, termin
e oltre il quale perde ogni efficacia. La DAT può essere indefinitivamente rinnovata, con la forma prescritta nei commi precedenti”. Potrebbero almeno scriverlo esplicitamente che i cittadini vengono considerati come degli individui irresponsabili e un po’ sciroccati, ai quali devi imporre delle norme illiberali, ovviamente per il loro bene!
LO STATO PAPA’ – Basterebbe quanto scritto finora per capire quanto sia inutile redigere un simile documento. E quanto sia una presa in giro. Ma se non bastasse si può leggere quanto si stabilisce sul ruolo del fiduciario (Articolo 7, Fiduciario, comma 4): “Il fiduciario, in stretta collaborazione con il medico curante con il quale realizza l’alleanza terapeutica, si impegna a garantire che si tenga conto delle indicazioni sottoscritte dalla persona nella Dichiarazione Anticipata di Trattamento”. “Si tenga conto”: adorabile eufemismo per dire che le indicazioni del paziente non sono vincolanti, ma sono indicative, come è indicativo l’oroscopo letto al bagno prima di andare a lavorare, e possono essere ignorate se il medico la pensa diversamente. Buffa alleanza quella in cui a decidere è solo uno, e sempre lo stesso: il medico. Infatti (Articolo 8, Ruolo del medico, comma 4 e 5): “4. Nel caso in cui le DAT non siano più corrispondenti agli sviluppi delle conoscenze tecnico-scientifiche e terapeutiche, il medico, sentito il fiduciario, può disattenderle, motivando la decisone nella cartella clinica. 5. Nel caso di controversia tra fiduciario ed il medico curante, la questione è sottoposta alla valutazione di un collegio di medici: medico legale, neurofisiologo, neuroradiologo, medico curante e medico specialista della patologia, designati dalla direzione sanitaria della struttura di ricovero. Tale parere non è vincolante per il medico curante, il quale non sarà tenuto a porre in essere prestazioni contrarie alle sue convinzioni di carattere scientifico e deontologico”. Bentornato paternalismo!























‘azz, si vede che la Lalli la pubblica ILSAGGIATORE
Una proposta semplicemente VERGOGNOSA. Ma scommetto che ci saranno finti liberali che applaudiranno alla legge, che “colmerà un vuoto normativo” nel “migliore dei modi”.
Che Giornalettismo si faccia promotore di una fiaccolata sotto il parlamento per cercare di far capire che forse non siamo così idioti come sperano…
Adoro, commento, applaudo!!
Brava chia’!
A questo punto mi pare di capire che la legge avrà una rapida approvazione parlamentare…
Bellissimo articolo, sono curioso di vedere come riporteranno gli altri giornali questa notizia!
La domanda “Di chi è la mia vita?” dovrebbe avere una risposta scontata. E invece, as usual, non è così. Che strano questo paese, pieno di gente che che esalta la libertà dell’individuo violandola anche nelle sue norme basilari. Che si riempie la bocca di diritto alla vita, senza peraltro avere chiaro cosa questa bellissima parola significhi davvero.
Questa gente dovrebbe imparere ad esempio che cosa significhi assistere impotenti alla fine di un proprio caro (non più in condizioni di guarire e di decidere per sè) e non desiderare altro che finisca il prima possibile (con tutto l’orrere e la pietà che questo pensiero porta con sè).
Mi fanno un po’ schifo (e sapete che sono solito pesare le parole). Soprattutto quelli che dovrebbero rappresentarmi in parlamento, e che su questi temi non sanno prendere una decisione.
Un sorriso adulto
Non capisco perchè un non cattolico (sono cristiano),debba dover accettare delle leggi che nella realtà sono fatte(perchè….suggerite..) dal Vaticano che, fino a prova contraria,non solo è un altro stato ma proprio recentemente ha disconosciuto la legislazione italiana.
La MIA vita dovrebbe essere un motivo sufficiente a che IO decida di ESSA… ma l’Italia dimostra una volta di più di essere suddita di uno Stato straniero: niente contro chi crede e ritiene inviolabile la vita.. purché non pretenda di decidere della MIA perché se essa NON appartiene a ME molto più prepotentemente NON appartiene a LORO!!!
@Comicomix: ho riletto due volte il tuo commento perché non riuscivo a credere lo avessi scritto tu!
Un saluto, Lisa
grazie per l’analisi perfetta per scientificità ed esempi concreti adatti ad una intelligente divulgazione: preziosa per una analisi in classe con i miei allievi (la stampo subito!)
La Legge che obbliga l’allaccio della cintura di sicurezza in macchina(proprietà privata!) perchè è stata promulgata e perchè la rispettiamo: per questo Stato siamo preziosi………per pagare!
@enzo_modena: la legge sulla cintura di sicurezza in macchina serve a evitare che tu ti faccia male o ti ammazzi magari non per volontà tua se qualcuno ti si schianta addosso.. e serve a tutelare quelli che porti in auto con te che magari son anche minorenni e non possono autodeterminarsi… nessuno però ti tiene la pistola puntata per fartela allacciare: al massimo ti becchi una multa o decurtazione dei punti sulla patente tanto che quasi nessuno la porta e quasi tutti si portano dietro i figli sciolti e come cavolo vogliono stare in auto!!!
La non legge sul Testamento Biologico invece mi impone (e io non ci posso fare niente!!!!! ) di vivere come vuole il medico di turno!!
Tanto vale che ti mettano direttamente un prete o un suo vice, che interpretandola Bibbia decida direttamente per te su ogni questione medica a questo punto
Vuol dire che le persone devono dare disposizioni ai propri familiari dicendo loro che se gli dovesse accadere qualcosa di irriparabile, di portarli in Svizzera e far sì che lì possano fare per come avevano espresso quando ancora erano in grado di farlo.
Quindi, che ognuno di noi faccia un testamento biologico, da far firmare a due persone come testimoni e che, nel caso gli succeda qualcosa di grave, i propri familiari adempiano al testamento portandoli altrove, fuori dall’Italia.
Sarita,
purtroppo a volte è talmente difficile da essere impossibile (sia sul piano pratico, che su quello giuridico).
Certo è che se passa una legge del genere rimarrà l’unica possibilità per non essere in balia della “sacralità della vita”.
Inaughereremo, come dice una mia amica, anche il turismo mortuario, dopo quello procreativo.
Gran Paese, il nostro!
Pazzesco. Se uno non fa testamento biologico, lo tengono in vita anche se non vuole. Se uno lo fa, ma il medico cattolico, mettiamo, non vuole rispettare quanto c’è scritto, lo tengono lo stesso in vita. A questo punto uno dovrebbe poter almeno rifiutare che al suo capezzale ci siano medici cattolici. Perché il medico può fare obiezione e il paziente no? Io, per esempio, non voglio venire affidata a personale medico che, in base a sue personali convinzioni morali o religiose, potrebbe rifiutarsi di applicare le mie volontà specifiche.
peggio di cosi’,,nemmeno a CUBA esiste una legge simile,,, comandano i NAZIFASCISTImafiosi….
sinceramente non vi capisco, tutti quanti, siete patetici! se ci tenete tanto a crepare (è questo che emerge dai vostri commenti) sparatevi un colpo, almeno la pianterete di lagnarvi su questa storia del testamento bilogico. Nessuno può mettere a morte una persona.
@Chiara Lalli: Complimenti per la chiarezza ed il testo quasi asciutto (quoto gregorj).
Ma uno con quella faccia sta il Parlamento? Addirittura senatore???
Bah…
@Marco:
figlio di una grandissima società paternalistica continua a toccarti e a giocare con la “pleistescion” e lascia i discorsi importanti ai tuoi senatori di fiducia!!!
Mi raccomando alle prox elezioni vota lo scudo crociato
La giornata volge al termine, con un assordante silenzio da parte del mainstream media sull’argomento.
Pensavo di leggere pessimi articoli, ma così è davvero frustrante, così è davvero una cosa che puzza di regime.
non sono un medico
e se dovesse capitare a me o a miei familiari di capitare sotto le mani di un medico
Dio Onnipotente ce ne scampi e liberi
cosa potrò mai dirgli ?
potrò io dirigerlo e consigliarlo
credo che quando la malasorte ti sottopone ad un medico tu debba solo sperare che sia coscienzioso e che faccia il possibile per salvare te o il tuo familiare
col dovuto rispetto per coloro che soffrono e data la serietà dell’ argomento, mi permetto solo di proporre una soluzione che politicamente accontenterebbe lupi e pecore
si promuovano nella carriera medica emeriti ciucci
credo che, con qualche sforzo, qualcuno pure lo si troverà
e si affidino a detti medici i malati che non vogliono siano eseguite queelle procedure che loro considerano di accanimento terapeutico
in tal modo si accontentano i malati, i familiari e la commissione per le pari opportunità, quelle cioè di dare anche ai medici ciucci il diritto all’ assunzione onde consentire la libera morte senza “faticare” per salvare i malati
perdonate
Credo che sia l’articolo che i relativi commenti siano viziati da molti errori di fondo.
1) Dal lato teorico e dei principi, il testamento biologico” sarebbe buona cosa ma, questo mondo ci ha ormai abituato da tempo che i principi e le teorie vengono poi, quando messe in pratica, completamente stravolte.
2) In questo paese di “arrangiatori” non ci sarebbe nessuna difficoltà a buttare il suddetto testamento nell’immondizia e crearne uno nuovo di zecca. Io stesso sono perfettamente in grado di farlo (e di insegnare ad altri a farlo).
3) Con il suddetto testamento (o senza – vedi caso Englaro) è sempre la legge, non quella divina ma quella dello stato chiamato di diritto a decidere per noi, e non è un caso che si debbano sempre “Interpretare”.
4) Da quanto emerso nei commenti si può evincere che, per voi, il(i) medico dovrebbe essere il vostro lacché personale, che fa quanto voi gli ordinate (in base a cosa?), alla faccia della professione e della deontologia medica. Un uomo (anche se medico) che uccide un altro uomo su ordine di rappresentanti dello stato è solo un assassino (ovvero il boia di stato, di non troppo vecchia memoria).
5) a Chiara: hai dimenticato, tra i tanti, il turismo degli organi! A Galatea: come ti permetti di giudicare chi è un buon medico e chi no! Sbaglio, o in quello che dici si potrebbero scorgere i bacilli del razzismo? A Juppes sono d’accordo, in linea di pricipio a quanto dici, soprattutto ciò che è “tra” le righe.
f.to Sebastianutti Gaetano.
P.S.: A me, i medici hanno salvato la vita già due volte. Non ce li vedo proprio a toglierne una deliberatamente.
Io sono medico e conosco la differenza tutt’altro che sfumata tra togliere la vita e astenersi dall’accanimento terapeutico Personalmente non vorrei mai essere gravata da un fardello così tremendo qual è quello di costringere a forza un essere umano in una condizione innaturale di non-vita, semplicemente perché esistono i mezzi per prolungare all’infinito il funzionamento delle singole cellule di un corpo ormai inerte.
Si sta tanto a discutere fra ciò che è naturale e ciò che non lo è, beh vi dò una notizia sorprndente: LA NUTRIZIONE ARTIFICIALE porta questo nome proprio perché NON E’ NATURALE.
Viviamo in un mondo che ha rifiutato l’idea della morte come naturale conclusione di una vita che non è destinata a restare eterna, perlomeno non nella sua forma materiale (per chi crede che esista un’anima). Si vuole confondere appositamente le acque parlando di eutanasia là dove non esiste, ma esiste semplicemente il diritto del singolo di non proseguire cure che porterebbero ad un aumento quantitativo della vita a discapito della sua qualità.
Non curarsi, interrompere le cure non è né un suicidio, né un atto di eutanasia, ma semplicemente permettere alla natura di fare il suo corso.
Il fatto è che la chiesa, con questi suoi accanimenti, vuole tenere l’essere umano per le palle e vuole essere direttamente lei a decidere cosa fare o non fare, a suo capriccio e senza nesso logico. A Karol Wojtyla son state sospese le cure e lo si è lasciato (giustamente) morire in pace. Ma la chiesa ci gode a fare due pesi e due misure, è il suo modo di ricattare gli uomini per costringerli a restare legati a lei
dimenticavo: per Carlo:
lì per lì ho stentato a riconoscerti in quel commento, ma capisco molto bene ciò che dici. Forse i modi sono insoliti, ma il cuore no, è proprio quello.
chi è carlo?