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Nel 2100 saremo 11 miliardi, doccia fredda dai demografi

Sarà l’Africa a contribuire maggiormente al boom demografico e potrebbe diventare insieme all’Asia il continente più popoloso del pianeta, portando il totale complessivo degli abitanti sul pianeta oltre i 10 miliardi.

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PESSIME PREVISIONI –  Lo studio, pubblicato su Science e condotto da alcuni demografi delle Nazioni Unite mostra risultati inquietanti, che vedrebbero il pianeta superare la soglia di dieci miliardi di abitanti nel 2100 e che non ci sarà alcuna «stabilizzazione» della popolazione su cifre più basse entro la fine del secolo, com’era stato azardato in alcune ipotesi, che comunque nei numeri non erano troppo distanti dalle più recenti riportate negli studi.

UNA SCOMMESSA SUL FUTURO – Si parla comunque di uno studio probabilistico, con diversi gradi di probabilità assegnati ai diversi scenari, dal più ottimistico al peggiore. Un lavoro fatto ricavando una proiezione dei tassi di fertilità e senza considerare altre variabili, ma che comunque dice che l’ipotesi di uno stop alla crescita entro la fine del secolo è appena del 30% e che ci sono 8 possibilità su dieci che la crescita di fermi una volta raggiunto un valore che sta nella forbice tra 9,6 e 12,3 miliardi, cioè sugli undici.

AFRICANI TROPPO PROLIFICI – A guidare la crescita sarà l’Africa, che alla fine del secolo potrebbe arrivare a insidiare il primato dell’Asia passando da poco più di un miliardo di abitanti a quasi sei, mentre l’Asia dovrebbe arrestare la sua crescita già attorno al 2050 e gli almeno 3 miliardi di africani (da 3 a 6) in più conteranno per la quasi totalità dell’aumento demografico. La causa è il persistere di un altissimo tasso di fertilità tra gli africani, che non si abbassa come invece ha fatto in Sudamerica e Asia, continenti nei quali tende anzi a precipitare. Un fenomeno legato a fenomeni culturali, ma anche alla mancanza di politiche per la pianificazione familiare, perseguite invece con energia in Asia e altrove. Resta da vedere se il continente e i suoi governi riusciranno a supportare davvero una tale massa umana o se la limitatezza delle risorse non funzionerà da freno imprevisto a un fenomeno che per ora appare inarrestabile.