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Atac, la rabbia degli autisti: “Pronti a bloccare Roma”

Roma Atac, gli autisti si dicono “pronti a bloccare la città”: prima un sit-in di protesta e poi, sopratutto, “un paio di giorni di sciopero bianco. Fermeremo la città nella piena legalità: l’utenza deve capire che questa amministrazione e questa azienda stanno tenendo un comportamento vergognoso e inaccettabile“.

ROMA ATAC, L’ASSEMBLEA DEGLI AUTISTI – Questa la sintesi dell’assemblea sindacale di base convocata questa mattina davanti al deposito dell’Atac di Collatina dall’organizzazione Cambia Menti guidata dalla sindacalista e attivista Micaela Quintavalle. Un’assemblea che era comunque prevista per discutere di temi economici e contrattuali, ma che non è potuta non partire da quanto successo sabato sera sulle linee in zona Corcolle: lo 042, guidato dall’autista E.d.B., è stato preso di mira da una trentina di giovani sudafricani che hanno rotto i vetri delle finestre e hanno minacciato la conducente. “La nostra collega aveva paura di morire o di essere stuprata”, si dice durante l’assemblea sindacale: “E’ solo l’ultimo di quattro casi nell’ultima settimana. Prima l’aggressione con una bottiglia di vetro da parte di un passeggero transessuale ai danni dell’autista, poi un autista di Grottarossa con un accento lievemente napoletano minacciato da tifosi della Roma, poi quanto successo ieri a Corcolle e ancora sulla linea 508 dove è stata presa a sassate la vettura“.

“PRETENDIAMO LE VETTURE BLINDATE” – Le richieste dei sindacalisti di base sono state pubblicate oggi sulla stampa quotidiana: “Pretendiamo le vetture blindate, altrimenti non usciamo dalla rimessa”. Un’autista, di nome S., mormora: “E’ facile, o mi danno la cabina blindata o io non esco dalla rimessa. Sono pronta a qualsiasi sanzione disciplinare“, dice. “Ora decideremo le prossime azioni di protesta”, ci dice Micaela Quintavalle: “Sicuramente ci sarà un sit-in, ma spero si possano trovare anche forme ulteriori di mobilitazione. Siamo pronti a bloccare la città con due giorni di sciopero bianco, rispetteremo pedissequamente il regolamento e il codice della Strada e metteremo in campo un’azione di protesta nella piena legalità. La cittadinanza deve sapere che questa amministrazione e questa azienda sono vergognosi, il sindaco Ignazio Marino ha emesso due righe di comunicato solo dopo quanto è successo alla nostra collega. E il silenzio dei sindacati confederali è assordante”, afferma la Quintavalle.

I CONFEDERALI – Anche da parte dei sindacati confederali in realtà si annunciano azioni di protesta: “Certo non staremo con le mani in mano”, ci dice al telefono Alessandro Capitani, segretario generale Filt Cgil di Roma e Lazio: “Stiamo pensando a delle azioni che condivideremo con Cisl e con Uil e che per correttezza quindi non annuncio ancora. Sono anni che denunciamo una situazione serissima sulla sicurezza dei nostri autisti, ma va sempre a finire che c’è bisogno della tragedia, del morto quasi. Adesso basta: è finito il tempo delle dichiarazioni, come quella del sindaco Ignazio Marino che accoglie l’autista ferita, ed è arrivato il momento del fare. C’è bisogno di risorse, di un progetto strutturato, perché non è una novità che in periferia lavorare sia pericoloso, sopratutto la sera“.

 

LE RICHIESTE DEGLI AUTISTI – Gli autisti chiedono che vengano intensificati i controlli e le misure di sicurezza nelle zone ad alto rischio, “le linee di Roma Est, dell’Eur e di Grottarossa“, precisano, attraverso magari la doppia presenza in vettura dell’autista e del bigliettaio in grado di “dare una mano se la situazione volge al peggio”. “Quello che è successo ieri è certamente un’escalation”, ci dicono gli autisti, colloquiando con noi nelle pause dell’assemblea, “ma gli episodi sono all’ordine del giorno. Riceviamo insulti, parolacce dall’utenza; ieri un utente si è messo a bussare fino a quasi sfondare la vetrina perché voleva entrare in vettura all’infuori della fermata”, ci racconta uno di loro. “Quando va bene, il personale è soggetto ad esasperazioni verbali, quando va male finisce peggio, come ieri sera”, ci dice la Quintavalle: “Al personale manca solo lo stupro e l’omicidio. E quel che è peggio è che l’autista che è stata aggredita dalla transessuale giorni fa aveva più paura di quello che poteva fargli l’azienda per non aver fatto ripartire la corsa con puntualità che per la propria incolumità”. Nel pomeriggio di oggi arriva dalla Questura la notizia: l’aggressione di Corcolle non sarebbe stata ancora denunciata, tuttavia le forze di polizia starebbero provvedendo alle indagini di rito.