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Matteo Salvini «ha portato sfiga» al Sì in Scozia?

Ne ha parlato Aldo Grasso sul Corriere della Sera. Il segretario della Lega Nord Matteo Salvini ha avuto una responsabilità nella sconfitta del al referendum per l’indipendenza della Scozia. E non si tratterebbe solo del parere di opinionisti o sondaggisti, ma di quanto invece espresso nientemeno che dal leader della fazione dgli indipendentisti e del Partito nazionale scozzese che ha promosso la consultazione, ovvero il primo ministro Alex Salmond.

 

Atrejus 2014(Foto: LaPresse / Fabio Cimaglia)

 

GLI AUTOGOL DI SALVINI – A far perdere consensi al Sì in favore degli unionisti sarebbe stata in particolare la visita di Salvini e di una delegazione di leghisti ad Edimburgo nel giorno delle votazioni. Si racconta che quando Salmond ha visto Salvini giungere nella capitale scozzese ha fatto gli scongiuri e che gli scongiuri del primo ministro non sarebbero bastati. Stando a quanto scrive Grasso sul Corriere, Salmond sapeva che Salvini è un perdente di successo o, se volete, un vincente di insuccessi, un po’ parolaio, e per questo si sarebbe preoccupato. Il riferimento va alle posizioni del segretario della Lega Nord sulla moneta unica, prima apprezzata, nel 2012, e in seguito  bistrattata, nel corso dell’ultima campagna elettorale. Salmond, dice Grasso, sa che Salvini e la sua Lega Nord non sono risuciti a formare un gruppo parlamentare euroscettico a Strasburgo dopo le elezioni del 25 maggio, sa che la Padania, a differenza della Scozia, è solo una nazione immaginaria, e sa che il tanto invocato (dalle camicie verdi) federalismo finora in Italia è solo rimasto nel cassetto, nonostante la lunga esperienza di governo del Carroccio con Berlusconi. Senza dimenticare poi che Salvini ha fatto assumere la sua compagna alla Regione Lombardia e che assunse come assistenti, quando era deputato al Parlamento europeo, il fratello e il primogenito di Umberto Bossi. Insomma, quello scozzese sarebbe solo l’ultimo di una serie di autogol. Clamorosi.

LA LEGA NORD IN THE NEWS – Il parere della Lega Nord sul referendum scozzese non è comunque passato inosservato ai media internazionali. Le agenzie straniere hanno rilanciato le dichiarazioni dell’ex leader Umberto Bossi. «Non siamo contenti, siamo tristi», ha detto il Senatur alla Reuters dopo il successo del No con il 55% dei consensi. «Sono riusciti a spaventare la gente e, purtroppo, in una democrazia, c’è il rischio che chi ha le televisioni è in grado di controllare i giornali, come lo stato». Il Washington Post, intanto, ha riportato il parere del vicesegretario della Lega e coordinatore dei Giovani Padani Matteo Mognaschi, che ha lamentato l’assenza di un referendum simile a quello scozzese in Italia. «Almeno gli scozzesi sono andati alle urne», ha dichiarato.

(Foto copertina: Marco Alpozzi / LaPresse)