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Internidi Simone Tagliaferri (Karat45)
pubblicato il 28 gennaio 2009 alle 19:00 dallo stesso autore - torna alla home

Grillini e dipietristi in piazza a Roma contro la riforma della giustizia. Cronistoria e photobook di una bella giornata di sole, di accuse al presidente della Repubblica e di mafia e dei suoi rapporti con la politica

3233808039 8141d7cb48 o Una piazza inascoltata. Come al solitoL’incipit lo dà Pasolini con il suo “Io so”, affermazione, presa di coscienza storia ancora attualissima nella sua lucidità e chiarezza. Piazza Farnese è fredda e lo rimarrà per tutta la mattinata. È una gelida mattinata d’inverno e in questo periodo dell’anno il Sole si affaccia soltanto timidamente ad illuminare la piazza dell’ambasciata di Francia, subito al limite con Campo de’ Fiori, il centro della vita notturna romana. Arrivo alle 8:45 circa e trovo il palco già montato. Alcuni ragazzi dell’organizzazione stanno eseguendo il sound check. C’è ancora poca gente, che aumenterà sensibilmente nei minuti successivi riempendo i tre quarti della piazza. Ma va aperta una parentesi perché, come al solito, è partita una guerra di cifre senza senso. Le zone più popolate erano quelle davanti al palco (ovviamente) e quella alla destra guardando dal palco, ovvero l’imbocco di Via dei Baullari da cui si vedeva bene uno dei due schermi giganti montati per gli spettatori più distanti.

 

NAPOLITANO? PRRRR – La zona davanti Palazzo Farnese era chiusa per motivi di ordine pubblico, mentre subito dietro il palchetto centrale con le telecamere, c’erano gli striscioni (tra cui verrà esposto anche quello incriminato con l’invito a svegliarsi rivolto al Presidente della Repubblica. Insomma, la partecipazione c’è stata, nonostante non sia possibile parlare di un bagno di folla. I partecipanti erano piuttosto eterogenei con pochi giovanissimi, molti tra i venti e i trent’anni, 3233807841 0fd26735a5 o Una piazza inascoltata. Come al solitoma anche moltissime persone di mezza età. Tra pericolose vecchiette armate di sgabello pieghevole e ragazzotte vestite in modo colorato, non ho avuto modo di trovare sovversivi di sorta o pericolosi attentatori dell’ordine pubblico. Numerose sono state le adesioni alla manifestazione di associazioni facenti parte della società civile.

MASS MERDA – Mi apposto inizialmente davanti alle transenne, sulla parte destra, subito dietro le telecamere delle varie televisioni, e mi metto in osservazione di chi arriva e di chi va. All’arrivo di Beppe Grillo e Antonio di Pietro si crea un po’ di calca, ma niente di ingestibile. Nella fase di attesa la nota più inquietante è venuta dalle parole di due cameraman che illustravano gli ordini ricevuti dalle rispettive redazioni: uno doveva riprendere solo Antonio di Pietro, mentre l’altro poteva 3233807765 dfcb37c511 o Una piazza inascoltata. Come al solitoriprendere anche Travaglio, ma se ne doveva “fregare” (parola sua) di tutto il resto. In effetti tornando a casa e leggendo i primi articoli messi sui vari siti d’informazione ho notato che si sono tutti concentrati sull’intervento di Di Pietro, alcuni hanno parlato anche di Grillo mentre tutti hanno ignorato il resto degli intervenuti. Peccato, verrebbe da dire, perché il meglio della manifestazione non è venuto certo dal leader dell’Italia dei Valori, né dal comico genovese (in realtà leggermente sottotono nonostante ci abbia messo la solita sferzante energia).

UNA PAROLA INASCOLTATA – Le testimonianze più sentite e forti sono venute da chi ha organizzato la manifestazione, ovvero dei familiari delle vittime della mafia, che hanno prima proiettato un video realizzato da loro e poi si sono alternati sul palco pronunciando parole vere e struggenti. Salvatore Borsellino, Sonia Alfano, la figlia di Antonio Longo, la madre di Attilio Manca e altri si sono alternati sul palco raccontando la loro tragica esperienza, parlando della mafia per come la conoscono e come sono stati costretti a viverla. Alcuni interventi sono stati molto brevi, rotti dall’emozione, come quello della madre di Manca, altri più lunghi e articolati, mentre altri ancora rabbiosi e decisi, come quello di Salvatore Borsellino,3234657320 53c0b6cde9 o Una piazza inascoltata. Come al solito scagliatosi senza remore contro uno stato occupato dalla criminalità organizzata.

NON SI OFFENDA, SANTITA’ – Ecco, forse quello che dispiace veramente di questa giornata è che se ne è immediatamente dimenticato lo scopo, spostando l’attenzione su una frase detta da Di Pietro e ignorando tutto il resto. Ignorando la gente che era lì e che ha sentito tutto. Ignorando per l’ennesima volta il nodo della questione, ovvero la mafia e i suoi rapporti con la politica. Immagino che nei prossimi giorni non si farà altro che citare quella singola frase, oltretutto male interpretabile perché detta in modo leggermente sgrammaticato, e non si farà parola del resto, facendo calare il silenzio mediatombale sui temi affrontati. Ma in realtà stiamo parlando di una trama già scritta: per la piazza giravano voci sui titoli dei quotidiani online già prima che Di Pietro iniziasse il suo discorso. Insomma, l’idea era quella di farlo passare come un eversivo, quando invece la sua è stata soltanto la difesa del diritto di manifestare e un invito al capo dello stato a svegliarsi di fronte a tutto quello che sta accadendo, non certo un’offesa premeditata.

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