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Scozia e Inghilterra, un braccio di ferro infinito

Il referendum scozzese sull’indipendenza dalla Gran Bretagna e Irlanda del Nord non rappresenta certamente una vicenda politica da circoscrivere ai giorni nostri, ovvero agli ultimi 3 anni, da quando cioè un partito nazionale (il Partito Nazionale Scozzese) ha ottenuto la maggioranza in Parlamento ed ha promosso la consultazione. La questione è un po’ più complessa e parte da molto lontano, almeno dal 1707, anno in cui la Scozia entrò in unione politica con l’Inghilterra creando il Regno di Gran Bretagna.

 

Referendum, la Scozia dice no all'indipendenza(Foto da archivio LaPresse: AP Photo / Matt Dunham)

 

PRIMA DELL’UNIONE – Prima di quella data Scozia e Inghilterra, e i loro governanti, difficilmente avevano un rapporto cordiale, il confine tra i territori era in realtà un luogo desolato e devastato, e la discordia superava di gran lunga il reciproco rispetto. Quando nel 1603 salì al trono (succedendo ad Elisabetta I) Giacomo VI di Scozia, il primo sovrano a regnare su tutte le isole britanniche, avendo unificato le corone d’Inghilterra, Scozia e Irlanda, le divergenze non furono sanate. Noi siamo abituati a pensare che i reali siano espressione di un’unica identità, ma quel regno è stato uno degli esempi di come i governanti vivano su un piano diverso rispetto ai loro sudditi, così diversi e così disuniti.

DOPO L’UNIONE – In ogni caso le divergenze non si sono fatte attendere nemmeno dopo l’unione. Negli ultimi secoli la Scozia è sempre stata vista dai rivali europei dell’Inghilterra come un potenziale alleato per un eventuale aggressione oltremanica. Va ricordato che solo dopo il 18esimo secolo la Scozia è stata coinvolta in avventure imperialistiche e solo allora è emerso un senso di identità condivisa. Ma non va dimenticato che una sostanziale separazione di poteri ha proseguito il suo corso fino ai giorni nostri. Il sistema legale scozzese è oggi separato da quello inglese, gallese o irlandese e la Scozia costituisce una giurisdizione separata nel diritto pubblico e privato. Nel 1999, inoltre, a seguito di un referendum del ’97, è stato reistituito un Parlamento locale con potere di decidere in molti ambiti della politica interna. Il referendum odierno, con il successo dei ‘no’, mette un freno alle mire indipendeniste. Ma conferma una verità semplice e immutata nel tempo: più che britannici gli scozzesi si sentono semplicemente scozzesi. E dai disordini antiunionisti di Edimburgo e Glasgow del 1706 (anno della firma del Trattato di Unione) sembrano siano trascorsi molto meno di tre secoli.

(Foto copertina da archivio LaPresse: AP Photo / Matt Dunham)