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Urbano Cairo: La lotta agli sprechi de La7 cura buona per l’Italia

Urbano Cairo ha concesso una lunga intervista a “Sette”, l’inserto settimanale del “Corriere della Sera”, in cui illustra i risultati, che lui definisce brillanti, ottenuti da La7 durante la sua gestione dal punto di vista del bilancio. Una cura di tagli agli sprechi che farebbe bene all’Italia secondo l’editore TV, anche se al momento gli ascolti non sembrano essere fedeli ai successi rimarcati in questa intervista.

URBANO CAIRO E LA CURA LA7- Urbano Cairo ha spiegato a Vittorio Zincone, che lo ha intervistato per l’inserto del “Corriere della Sera”, “Sette”, come prima del suo arrivo l’emittente perdesse 100 milioni di euro l’anno, e di come il conto economico sia migliorato grazie all’aggressione degli sprechi. A La7 tutto costava troppo secondo Cairo, che ha risparmiato su praticamente quasi tutte le voci del bilancio.  I compensi per le troupe sono stati ridotti, così come ci sono stati risparmi anche sulle luci delle trasmissioni. Le polemiche sui ritardi dei pagamenti ai fornitori vengono rintuzzate dall’editore, rimarcando come nei prossimi mesi il miglioramento dei bilanci favorirà anche quest’aspetto.

Cairo, nel suo lungo dialogo con Vittorio Zincone, propone la sua cura anti sprechi come misura per risanare l’Italia. “Secondo lei perchè oggi La7 vive? Perchè abbiamo tagliato i costi improduttivi. E’ una cura che servirebbe anche al Paese. L’Italia dovrebbe cominciare tagliando il 10% dei 150 miliardi spesi ogni anno in beni e servizi. Sono spesso rendite di posizione. Il superfluo va tagliato”. Anche se secondo molti, dietro quel “superfluo” si nascondo molti lavoratori il cui compenso è stata “sforbiciato” o del tutto eliminato.

Una cura che Cairo consiglia a Renzi, il politico che più piace all’editore in questo momento, che dovrebbe pensare anche ad un intervento sul mercato del lavoro.

URBANO CAIRO E I RISULTATI DE LA7 – In merito ai risultati di ascolto de La7 da Cairo traspare una minore soddisfazione. Dalla striscia quotidiana di Giovanni Floris le aspettative sono superiori ad uno share del 3%, ma in queste prime due settimane la trasmissione sta viaggiando poco sopra l’1,5%.  Cairo rimarca come il programma sia in crescita, e di come sia necessaria aspettare altri 2 mesi prima di giudicare se sia stato un fallimento o meno. Dal confronto tra “diMartedì” e “Ballarò” l’editore de La7 si attende cose buonissime. Un dato preciso non è stato citato, ma sicuramente lo share inferiore al 4% ottenuto dalla prima puntata l’avrà lasciato insoddisfatto.

Urbano Cairo è convinto come tutti gli altri programmi di informazione replicheranno i risultati già ottenuti. Per Santoro si attende il 10%, mentre da Piazza Pulita di Corrado Formigli il 5%. Dopo aver citato i risultati di share per questi programmi, l’editore de La7 preferisce però tacere sugli altri, rimarcando le sue aspettative positive in termini di conferma di quanto fatto la scorsa stagione. Nell’intervista a Zincone Cairo rivela anche il suo “duello” svolto con Beppe Caschetto, l’agente di Maurizio Crozza, Giovanni Floris, Lilli Gruber, Corrado Formigli e Daria Bignardi. Con il manager della maggior parte dei suoi conduttori ci sono stati ben 15 incontri  durati più di 50 euro, con momenti di acceso confronto definiti eufemisticamente di “studio”. Ora però il rapporto è diventato più fluido, anche se i risultati deludenti di Floris così come la sospensione di “Otto e Mezzo” della Gruber potrebbero portare a nuovi incontri di “studio” tra Cairo e Caschetto.

Tratto da GadLerner.it

Photocredit:  Spada – LaPresse