Economia

Sesso e potere, un binomio perfetto

29 gennaio 2009

C’è una cosa che tutti, a prescindere dal settore in cui lavorano, sanno fare benissimo: chiedere soldi allo Stato. Anche il porno ci fa un pensierino…

Chi apprezza il mercato ritiene che il suo principale merito sia quello di costringere i produttori a comportarsi bene tramite la contabilità dei profitti e delle perdite: chi non sa soddisfare il consumatore fallisce e libera risorse per altri, e più urgenti, scopi.Così, più o meno, funzionano tutti i mercati, perlomeno quando il mercato è libero. Le eccezioni sono molte, da Alitalia/CAI alle aziende automobilistiche – che vengono sovvenzionate a spese del contribuente in ogni modo – fino agli agricoltori che vengono pagati per riempire i mari di nitrati in nome della politica agraria europea o del Farm Bill.

L’ECCEZIONE - Esiste però un particolare mercato dove il non far fallire le imprese dopo che hanno commesso gravissimi errori è considerata una politica saggia – magari non lungimirante (ma esiste la saggezza miope?) – ma perlomeno ragionevole: quello bancario. Le banche sono le uniche istituzioni sul mercato che possono permettersi qualsiasi idiozia, con la certezza che lo stato le salverà, magari stampando moneta a tutto spiano, o meno elegantemente ricapitalizzandole all’occorrenza. Così, dopo un po’ di crisi finanziaria – prevedibilissima ed inevitabile, dopo 20 anni di continui salvataggi manu monetari ad opera della Federal Reserve - è arrivato l’equivalente americano dell‘IRI: il Troubled Asset Relief Program (TARP). Il problema è che non appena si è aperta la possibilità di farsi salvare a spese altrui (sono tutti bravi a rischiare i soldi degli altri), si sono aperte le cateratte: le case automobilistiche hanno cercato di mettere le mani sui fondi del TARP, minacciando ritorsioni contro i lavoratori in caso di fallimento (“se non mi date i soldi li mando tutti a casa!“: l’idea sottostante è che le aziende non stiano lì per produrre ricchezza, ma facciano parte integrante dello Stato Assistenziale); addirittura i lavoratori messicani si sono messi in fila per gli aiuti di stato, perché, con tutti gli immobili che il Tesoro rischiava di comprare per tenere su l’immobiliare, sarebbe servito qualcuno per tenere in ordine i giardini e pulire i pavimenti!

AIUTI HOT - Di recente Larry Flynt, benemerito fondatore del mensile di cultura (con particolare attenzione alla prima sillaba) Hustler, ha detto che anche il porno ha bisogno di aiuti di stato. I senatori non sembra siano rimasti molto impressionati, eppure gli argomenti non erano dissimili da quelli delle grandi imprese dell’automobili. Con la differenza che le seconde sono in condizioni economiche pessime da decenni, ma fanno finta di averlo scoperto con la crisi finanziaria, mentre almeno il porno tirava (e non diciamo cosa).L’insegnamento che dobbiamo trarne è duplice. Il primo è che sono tutti bravi a chiedere soldi altrui e a spenderli, magari fingendo di essere la locomotiva dell’economia anziché una palla al piede dove si gettano da decenni enormi risorse economiche (come le Big Three dell’auto). Il secondo è che dopo tutte le porcate fatte in quel di Washington negli ultimi anni, è ora che si passi alle “maiale“: almeno ci sarà qualcosa di bello da vedere.

CHIAGNERE O FOTTERE? – Voi, del resto, a chi li dareste i vostri soldi, a Rick Wagoner o ad Aidan Layne? La seconda almeno ha qualche speranza di essere in grado di reggersi sulle proprie gambe. E che gambe! Mica come le banche, che sono due secoli che sopravvivono solo perché all’occorrenza c’è qualche politico che le tiene in piedi, prima sospendendo la convertibilità o chiudendo gli sportelli, ora comprando con i soldi pubblici montagne di letame. E invece no. Per il porno niente bailout: evidentemente, è vero che comandare è meglio che fottere.

9 commenti a Sesso e potere, un binomio perfetto

  1. e dire che io lo facevo un settore solidissimo :|

  2. Perché rinunciare a una carriolata di contante? Un bel po’ di debito, tanti dividendi agli azionisti ed ecco compiuta la trasformazione ;)

  3. piero

    Perchè non chiedono la rottamazione delle prostitute? o fanno lo sconto?

  4. secondo me larry aveva fatto una boutade…giusto per sottolineare l’idiozia di interventi a pioggia…
    ma anche no :D

    Ma mi chiedevo, e qui da noi le poco pubblicizzate alenia, finmeccanica e via discorrendo come sono messe?

  5. E la rottamazioni delle mogli? io voglio cambiare la mia con una di 18 anni. Perchè lo Stato non mi deve aiutare?

  6. Non so come sono messe le aziende militari italiane, e non so molto in materia. Negli ultimi anni c’è stato un boom per via della lotta al terrorismo, non mi aspetto ulteriori boom, ma sono settori molto bene ammananicati e non hanno bisogno di chiedere formalmente aiuti: basta qualche appalto.

  7. Quoto Libertyfirst. Finmeccanica è tanto a posto da essersi appena spesa 3 miliardi per comprare un fornitore di elettronica per la difesa. Il settore è ok, stavolta non hanno fatto troppi debiti ed anche se i loro clienti si stanno indebitando sempre più , loro vendono beni di prima necessità per qualsiasi governo in un regime di oligopolio collusivo. Inoltre, nei periodi di crisi le guerre aumentano…

  8. Purtroppo quello delle mogli non è un settore determinante qui in Italia quindi verrà abbandonato a se stesso.
    Ho sentito che invece in Russia pensano ad incentivi perché l’export non diminuisca.
    ;)

  9. Date le condizioni economiche russe in peggioramento, credo ci sarà un forte surplus della bilancia commerciale umana in Russia, e un corrispondente deficit in Europa.

    Al che l’Economist comincerà a dire che è colpa delle russe se l’economia in Europa va male perché c’è un “female glut” che tiene bassi i tassi ormonali. Che poi ci sia un “female dearth” in Europa non sarà nominato come causa del problema.

    PS Questa è una parodia degli innumerevoli articoli degli economist che danno la colpa ai cinesi se gli americani comprano a rate pure i lecca-lecca…

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