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Contro Isis dall’Italia armi, aerei e cibo: i numeri del nostro impegno

Isis, l’Italia quante armi ha inviato? Quale è la misura dell’impegno italiano contro il Califfato dello Stato Islamico della Siria e dell’Iraq del Levante? E’ un documento ufficiale diffuso dal Dipartimento di Stato Americano che raccoglie tutti gli impegni che sono stati pubblicati dai paesi membri della coalizione a illustrarlo: notizie di stampa e dichiarazioni di esponenti del governo dettagliano tutte le forze e gli impegni che il governo italiano si è preso nei confronti della coalizione capitanata dagli Stati Uniti d’America.

ISIS, LE ARMI ITALIANE – Il principale impegno che per ora l’Italia si è presa, quello approvato dal Parlamento in piena estate, è l’invio di armi ai combattenti curdi Peshmerga. Si tratta, ha detto Roberta Pinotti, ministro della Difesa in un’audizione alle commissioni parlamentari riportata dalla Reuters, di “200 mitragliatori, 2mila lanciagranate e 950mila cariche di munizioni che arriveranno sia dal surplus militare italiano, sia da riserve di armi sovietiche confiscate durante le guerre balcaniche del 1990”. In totale si tratta di armamenti per un valore di 1,9 milioni di euro. Le armi sono arrivate a Baghdad lo scorso 11 settembre dopo “l’autorizzazione definitiva, ricevuta il giorno precedente” e il ministro si augurava che venissero “consegnate ai combattenti nel più breve tempo possibile affinché possano difendere la popolazione”. Lo scorso 11 settembre Roberta Pinotti annunciava all’Associated Press le ulteriori intenzioni italiane: il nostro paese è pronto a fornire aerei da rifornimento in volo.

GLI ALTRI IMPEGNI – “L’Italia è uno dei pochi paesi che è in grado di fornire questi mezzi ed è intenzionata a renderli disponibili una volta che si sia raggiunta un’intesa fra Stati Uniti ed Europa”, aveva detto il ministro. Il Fatto Quotidiano online ha pubblicato alcune ipotesi su quali mezzi saranno effettivamente inviati: si dovrebbe trattare dell’autocisterna “Boeing KC-767A del 14° Stormo di Pratica di Mare” o anche “l’aerocisterna Hercules KC-130J dalla 46^ brigata aerea di Pisa-San Giusto”.  La Pinotti inoltre ha dichiarato che il nostro paese è pronto a “trasportare armi provenienti da altri paesi” verso l’Iraq e secondo la Rivista Italiana di Difesa, citata ancora dal Fatto, si potrebbe prevedere il dispiegamento anche di Cacciabombardieri AMX. Una missione autorizzata congiuntamente da ministero degli Esteri e da ministero della Difesa ha già trasportato in Iraq anche delle derrate alimentari e degli aiuti umanitari: “Un ponte aereo da 6 voli organizzato tramite l’Unicef ha portato 36 tonnellate di acqua, 14 tonnellate di biscotti proteici, 200 tende e 400 sacchi a pelo. Il ministero della Difesa ha reso disponibile un aereo da trasporto C130J, completo di equipaggio e specialisti”.