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Sconto per Berlusconi: 36 milioni di euro in meno a Veronica Lario

Preoccupato per i conti delle aziende di famiglia e per le casse in rosso di un partito, Forza Italia, che fatica ormai a controllare, Silvio Berlusconi può almeno incassare lo «sconto» deciso dalla Corte d’appello di Milano sull’assegno di mantenimento che ogni mese deve versare a Veronica Lario. Come riportato dal Corriere della Sera, i giudici hanno ordinato all’ex moglie di rinunciare a 36 dei 108 milioni che l’ex premier le aveva versato nei tre anni di separazione. Di certo, la cifra resta comunque elevata: Lario riceverà un assegno mensile da due milioni di euro. Uno in meno rispetto a quanto aveva stabilito il tribunale nella sentenza di primo grado sulla separazione, ma comunque 600mila euro in più di quanto deciso un anno fa dai giudici del divorzio.  

 

AP Photo/Luca Bruno/LaPresse
AP Photo/Luca Bruno/LaPresse

 

BERLUSCONI, LARIO E LO SCONTO SULL’ASSEGNO DI MANTENIMENTO –  Era stato il Tribunale di Monza, lo scorso febbraio, a sancire in modo ufficiale lo scioglimento del matrimonio tra Lario e Berlusconi. Una sentenza parziale, che modificava però soltanto lo stato civile, lasciando aperto il contenzioso economico tra la vecchia coppia. Al tribunale brianzolo si era rivolto il Cavaliere, ora fidanzato con Francesca Pascale, mentre Veronica Lario aveva avviato il 3 maggio 2009 la causa di separazione al Tribunale di Milano, dopo 22 anni di matrimonio.

Non mancarono le polemiche quando, nel 2012, la Lario si era vista assegnare dal Tribunale di Milano un maxi assegno da tre milioni di euro al mese. Una somma che doveva consentire alla Lario di «mantenere un tenore di vita analogo a quello goduto durante la convivenza con Berlusconi», così come prevede la legge in caso di disparità economica tra i due coniugi. Berlusconi criticò sentenza e magistratura, accusando di parzialità «le tre giudichesse» che avevano fissato il valore del maxi-alimento, etichettandole come «femministe e comuniste». Accuse che furono respinte dal presidente della corte d’Appello, Giovanni Canzio, che aveva ribadito la loro terzietà, e dal presidente del tribunale di Milano, Livia Pomodoro che denunciò le accuse sessiste del Cav. 

Nell’assegno, come sottolinea il Corriere della Sera, era compreso anche il valore economico della permanenza nella villa di Macherio, dove erano cresciuti i tre figli avuti da Berlusconi: Barbara, Eleonora e Luigi. Una residenza da 120 mila metri quadrati, con un parco immenso che assorbiva spese per circa 1,8 milioni l’anno. 

Contro questa sentenza Berlusconi ha fatto appello, fino alla riduzione di un terzo decisa durante l’estate. Il motivo? I giudici di secondo grado «hanno ritenuto che fosse eccessivo parametrare l’assegno alla villa di Macherio, tanto più che i tre figli della coppia non vivevano più lì», ha riportato il Corriere della Sera. Considerato che Veronica Lario ha vissuto lì fino a settembre 2010, la decorrenza dell’assegno mensile è stata spostata da maggio a settembre dello stesso anno. Con la somma abbassata da 3 a 2 milioni di euro. 

Circa un anno fa era arrivato anche il primo provvedimento della causa di divorzio (che segue un percorso diverso e parallelo rispetto alla causa di separazione, ndr). In quel caso l’ex moglie del Cavaliere si era vista “ridurre” da 3 a 1 milione e 400 mila euro al mese il maxi assegno dai giudici del tribunale brianzolo. 

LARIO, POSSIBILE RICORSO – La decisione della Corte di Appello di Milano potrebbe essere impugnata da Veronica Lario in Cassazione. Intanto, però, i legali della vecchia coppia starebbero trattando la possibilità di chiudere il contenzioso con una somma complessiva che Berlusconi verserebbe in un’unica soluzione (invece di pagare un assegno mensile a vita, ndr). Secondo le indiscrezioni riportate dai media, però, la richiesta di 540 milioni di euro fatta all’ex marito da Veronica Lario era stata giudicata eccessiva. Berlusconi non vorrebbe superare la cifra di 200 milioni, tra  proprietà e denaro. Una partita ancora aperta.