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Andrea Aquilino storia di un attivista 5 stelle espulso «perché cattolico»

«Espulso a mia insaputa. Reato: rifiuto di abiurare la propria fede cattolica ed i principi di democrazia diretta dal basso per abbracciare il “fondamentalismo a 5 stelle”». Nel Movimento 5 stelle romano c’è maretta dopo l’espulsione di Andrea Aquilino, ex candidato M5S alla Regione Lazio nel 2013 ed ex membro staff comunicazione del capitolino 5 stelle Marcello De Vito. Aquilino è stato diffidato dall’utilizzare nome e logo dei 5 stelle e ora non risulterebbe più attivo sul portale. Ma è il motivo dell’addio che fa discutere. «Attività di propaganda politica e sociale da Lei svolte in qualità di sedicente “portavoce” e rappresentante degli attivisti cattolici del MoVimento 5 Stelle» cita la diffida pubblicata da Famiglia Cristiana.

andre aquilino m5s

MOSSE SCOMODE? – Aquilino, sposato con un figlio e militante storico del secondo municipio, ha spesso parlato a nome dei “militanti cattolici” del Movimento. Si ricordano le sue parole (di distanza) sul ddl Scalfarotto e sul famigerato bacio in aula degli eletti in Parlamento. E sopratutto si ricorda l’incontro organizzato in Vaticano con Alessandro Di Battista, Nicola Morra e Massimo Artini che scatenò alcune polemiche tra gli attivisti romani.
Insomma un rompiscatole? Sotto lo status pubblicato oramai dall’ex 5 stelle piovono attestati di vicinanza: «Tutta la mia solidarietà. Se Beppe Grillo pensa di poter vincere senza i cattolici, sarà per lui una Caporetto», commenta un amico e ancora «Non penso che essere credente o essere ateo possa influire sul restare nel movimento, una cosa non bella questa, secondo me».

LGBT O PRO VITA? – Ferventi cattolici o attivisti LGBT? Il dilemma è eterno all’interno del Movimento. Non essendoci una reale identità politica di base ci si ritrova spesso nelle stesse assemblee con militanti pro vita e difensori della libertà gender. Un bel mix ma stavolta, nel tritacarne, c’è finito Aquilino che ha osato prendere le distanze da ciò che si è sostenuto in aula, diventando, per i media, “rappresentante” degli attivisti cattolici. I pensieri del romano comunque non sono in contrasto con i 20 punti del programma nazionale M5S, anche perché, scorrendo la lista, non c’è nulla sulle unioni civili, fecondazione eterologa e tanti altri temi etici. Insomma è il far west. «Mi chiedo dove sono i parlamentari come Morra o Luigi Di Maio che pure si sono detti cattolici e che in questi mesi non sono mai intervenuti non per imporre una visione cattolica al Movimento ma per favorire un dibattito chiaro e trasparente su questi temi visto», ha affermato Aquilino in una lunga intervista a Famiglia Cristiana. «Nei prossimi mesi il Parlamento, dal ddl Scalfarotto sull’omofobia al disegno di legge sulle unioni civili, è chiamato a decidere su questi temi sui quali, lo ricordo, si discute in tutti i partiti e ognuno esprime la propria posizione. Un militante che lo fa nel Movimento non solo viene ignorato ma addirittura minacciato ed espulso». Già: quale direzione prendere?

(in copertina Aquilino sul palco con Grillo, chiusura campagna 2013, piazza San Giovanni – Foto Mauro Scrobogna /LaPresse)