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Magliana: cronaca di un incendio non troppo doloso

CHE FAI, LA BUTTI IN POLITICA? - Intanto, gli abitanti del campo rom negano che ci siano attriti con altri rom che abitano in un campo lì vicino. Dicono che ci vanno d’amore e d’accordo, anche se loro sono bosniaci e gli altri romeni. Dichiarazione del senatore del Pdl Andrea Augello: “Mi sembra gravissimo che alcuni importanti quotidiani cittadini abbiamo quest’oggi diffuso, in merito a un incendio divampato in un campo nomadi, notizie completamente false, secondo le quali si sarebbe svolto un assalto perpetrato da cittadini italiani facendo uso di bottiglie incendiarie, che sarebbero state tre, gli aggressori certamente italiani, il tutto condito dalle dichiarazioni di presunti testimoni”. Santori rincara la dose: “Il XV Municipio, tramite bando, assegna più di 100mila euro all’Arci per la gestione del campo di via Candoni, per la sorveglianza, anche notturna del campo, nonché la promozione di attività culturali e sociali tese a favorire l’integrazione tra componente nomade e cittadinanza. La notizia relativa alle indagini per procurato allarme nei confronti di un rappresentante dell’Arci non è una novità, visto che lo stesso soggetto ieri fomentava i nomadi presenti parlando senza alcuna corrispondenza oggettiva di atti di xenofobia. Se si tratterà di un episodio razziale siamo pronti a esprimere la nostra netta e ferma condanna, ma se si dovesse trattare di un incendio non doloso, la giunta del Municipio XV provveda immediatamente ad attivare le necessarie procedure per indagare quale sia il grado di professionalità impiegato dall’Arci nel campo di via Candoni”.

L’ULTIMA DICHIARAZIONE - Arriva alle 7 e 30 di sera, è del volontario Arci, che si chiama Alessandro M.: “Non ho mai pronunciato le parole ‘italiani e molotov’: al posto mio credo che chiunque avrebbe chiamato vigili del fuoco e polizia, la situazione era drammatica”. Riassumiamo fin qui: c’è stato un incendio, qualcuno ha parlato di molotov, le molotov non c’erano ma non c’era nemmeno altra prova che spiegasse l’origine dell’incendio, comunque non sviluppatosi per autocombustione, la polizia ha indagato un volontario dell’Arci perché dice che è stato lui, al telefono, a parlare di molotov, il volontario smentisce, intanto si apprende di una lite tra famiglie. Tutto qui. Le stesse cose le ripeteranno a noi, che eravamo lì ieri pomeriggio. Anche se, per una volta, sembra che nessuno abbia tanta voglia di parlare. I bambini si nascondono quando tiriamo fuori le macchine fotografiche. Di solito accade il contrario.

3 commenti a Magliana: cronaca di un incendio non troppo doloso

  1. gloria

    complimentacci

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