Proliferano le emittenti che fanno riferimento alle forze politiche italiane. Pochi programmi, contenuti scadenti, palinsesti monotoni, risultati pessimi. Uno scempio che grava sulle spalle dei contribuenti.
Da qualche tempo spuntano come funghi, alla faccia del disinteresse mostrato dagli italiani nei confronti della politica. Sono le emittenti televisive di partito, che oggi – grazie all’abbattimento dei costi di avviamento generato dalle nuove tecnologie – proliferano via web e via satellite. Insomma, i termini Web 2.0, tv on demand, community, social network
all’improvviso sono entrati a far parte del linguaggio comune della politica del Bel Paese.Insieme, ovviamente al motto imperituro: ‘privatizzare gli (eventuali) profitti, socializzare le perdite). Per adesso lo schieramento è composito: il 14 ottobre è nata YouDem, la tv del Partito Democratico, negli stessi giorni ha preso il via la tv del Partito dei Comunisti Italiani (PdCI Tv), il 4 novembre, invece, è stata battezzata Red Tv, con la benedizione di Massimo D’Alema, che, intervistato da Rula Jebreal, commentava in diretta i risultati delle elezioni americane. A fine dicembre ha riaperto la Tv delle Libertà, che aveva chiuso i battenti a fine luglio per problemi di budget dopo appena 13 mesi di attività, mentre già da marzo 2008 ha dato il via all’attivita la tv del semi-sconosciuto Partito Comunista Italiano Marxista Leninista (PdciML Tv), che non a caso ha sede in uno dei più tipici ritrovi del proletariato unito: Ischia.
ALL’ESTERO – Chissà quanto queste manie internaute siano state influenzate dal successo della campagna elettorale di Barack Obama, in cui ha avuto un ruolo importante il web, strumento essenziale per ottenere l’ampio consenso dei giovani. E chissà quanto la verve televisiva dei partiti politici italiani sia stata influenzata dal successo di Current TV, l’emittente politicamente indipendente ideata dal premio Nobel Al Gore e da Joel Hyatt. Nata nel 2005 negli Usa e sbarcata anche nel Vecchio Continente, si avvale dei contributi degli utenti. Caratterizzata dai reportage provenienti dal basso, ovvero dai video della gente comune sullo stile di YouTube, Current dispone di una redazione alla quale spetta solo la selezione dei contenuti per temi e qualità: partecipazione è la parola d’ordine. Così come libertà, indipendenza, democrazia. Ed oltre alla terminologia specifica dell’informatica e del mondo di Internet, anche questi ultimi concetti sembrano ripetuti e stra-ripetuti dalle nostre parti negli ultimi mesi.
YOUDEM – “Non imposto dall’alto, ma che parte dal basso“, erano le parole pronunciate da Veltroni alla vigilia dell’innaugurazione di YouDem a proposito del palinsesto della nuova emittente. “Un social network dove chiunque porterà il proprio contributo. Non sarà la vecchia tv che arriva dall’alto“, spiegava soddisfatto il Segretario del Pd. In realtà di proveniente dal basso sembra esserci davvero poco, visto che tutti i video pubblicati (tra l’altro con scarse
visite), assomigliano più al servizio di un tg piuttosto che ad un contributo di un utente qualsiasi. Con qualche deriva fascista qua e là. Non proprio web 2.0, a quanto pare. Sembrava averci visto bene addirittura prima della nascita di YouDem il blog Il bidone giallo, dove si leggeva una risposta senza peli sulla lingua alla presentazione di Veltroni: “Caro Walter, ma lo sapevi che già esiste? Ed è anche più democratica di YouDem, che neanche censura i video, e dove è la stessa community a segnalare eventuali abusi? Mi pare si chiami YouTube. Pensa anche li si possono creare pagine personali (mi pare si chiamino canali), puoi creare discussioni e condividere i video. Pensa Walter potevi pure risparmiare un sacco di soldi, ti facevi il tuo canale YouTube, lo facevi carino, con la grafica tricolore come piace al PD, lo chiamavi che sò, YouDem, e caricavi tutti i video che ti pareva, o te li facevi inviare dalla gente“. Previsione azzeccata.
PDCI TV – Anche il canale del partito di Oliviero Diliberto, che ha fatto un accordo con Red Tv per finire sul canale 890 di Sky, una riedizione dell’Ulivo con dentro i comunisti come piacerebbe a D’alema, più che altro assomiglia ad un canale di You Tube. E anche in questo caso forse se si fossero affidati al più conosciuto portale, avrebbero ottenuto sicuramente maggiore visibilità. Ma vediamo di che si tratta. Nella home page son evidenziati due elementi. In primis un servizio di quattro minuti su una manifestazione pro-Palestina in cui intervengono il Segretario del partito, il vignettista Vauro, Jacopo Venier del PdCi, Claudio Grassi di Rifondazione; il secondo video riguarda un’intervista all’ex Presidente della Commissione Lavoro della Camera Gianni Pagliarini, che ha tutta l’aria di un comizio elettorale. Nessun contraddittorio. Nessuna domanda scomoda. Andando a rovistare in tutto il materiale del sito si scopre che il video più visto non va oltre le 2700 visualizzazioni. Un sito davvero modesto: ritrovarsi peraltro con un Google Page Rank di 2 come se si trattasse di un blog da poche decine di visite al giorno non dev’essere esaltante per chi l’ha creato e per chi ci lavora.























Bell’articolo. Vorrei fare solo qualche piccola precisazione però. Current TV, che io sappia (magari è cambiato qualcosa,) non è user generated se non per il 30 per cento dei contributi prodotti (il resto è tutt’altro che spontaneno) …Discorso diverso poi per yks, quasi totalmente ugc, se pur oramai sapientemente diretta,(che ti cito perché cura anche youdem, poiché è diventata anche una società di produzione) che nasce da una costola della defunta Nessunotv prima che questa iniziasse la trasformazione, quasi tre anni fa. Sto parlando della blogtv (filmati user generated trasmessi in intervalli quotidiani di circa un\’ora tra il 2005/6) trasmessi allora sull\’863 di Sky, praticamente anticipando di poco la stessa nascita dell\’emittente di AllGore e di youtube. Nsomma, non è detto che abbiano attinto fuori di qui, anzi…Abbiamo anticipato i tempi
eppure Adinolfi non mi pare un dalemiano
credo sia piuttosto margheritino con tendenze veltroniche….o mi sbaglio ?
La Brambilla ? Chie è ? Ha forse dimenticato la storia di Rete4 ? Noi cittadini no. E allora ci faccia il piacere……
@ dubbioso: eh, vallo a dire a chi lo invita a Red-Tv. Che c’entriamo noi?
(sulle tendenze veltroniche non sarei così definitivo. Mi sembra più uno a tendenza propria…)
Il problema è che la tv veicola informazioni e soprattutto prodotti da vendere… le informazioni possono assumere svariate forme ed essere “dilatate” da esigenze di partito…
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da lunedi parte un programma nuovo e rivoluzionatio che mi vedrà impegnato 36 ore al giorno per un totale di 20 ore mensili e 44 annuali
siete tutti invitati, parleremo di gnocca, gnocchi, poker, politica, scommesse, fantacalcio e ricotta
andate a cacare tutti
speriamo che arriverete voi lider politici nelle condizioni che ci avete portato.
SPECIALMeNTE da quando governa il centro destra.
FASCISTI
La TV delle libertà sarà stata quel che è stata o che è, ma perlomeno non ha preso soldi pubblici, al contrario delle altre. Un particolare che sembra sfuggire fra le righe, soprattutto visto il titolo.
Nella precedente incarnazione, poi, qualche tentativo di includere contenuti user generated l’aveva fatto.