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Medici Senza Frontiere attacca Beppe Grillo: “#allarmismonograzie”

Medici Senza Frontiere ha risposto a Beppe Grillo ed all’hashtag su Twitter #tbcnograzie lanciato sul blog del leader del Movimento 5 Stelle per denunciare il rischio di contagi da tubercolosi tra i poliziotti impegnati nell’operazione «Mare Nostrum» con un altro hashtag: #allarmismonograzie.

Un presidio Msf in Myanmar (LapresseAP Photo/Gemunu Amarasinghe)
Un presidio Msf in Myanmar (LapresseAP Photo/Gemunu Amarasinghe)

LA RISPOSTA DI MEDICI SENZA FRONTIERE – Medici Senza Frontiere risponde con durezza a Beppe Grillo:

No grazie all’allarmismo basato sulla paura e l’ignoranza piuttosto che sui fatti. Msf è in prima linea nella lotta all’Ebola che sta travolgendo l’Africa occidentale. I nostri operatori umanitari sono sulle coste della Sicilia per fornire assistenza alle migliaia di persone costrette a fuggire da terribili conflitti. L’anno scorso i nostri medici e infermieri hanno curato 30.000 persone affette da Tbc in tutto il mondo. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a falsità come quelle che stanno circolando in Italia in questi giorni.

Msf spiega che nei primi mesi del 2014 ha effettuato, insieme all’Azienda sanitaria provinciale di Pozzallo

il primo screening sanitario per circa 12 mila persone appena sbarcate. Sono generalmente giovani, in buono stato di salute. La quasi totalità delle malattie diagnosticate all’arrivo è legata alle difficili condizioni di vita e del viaggio che devono affrontare: infezioni dermatologiche, dolori articolari, piccole ferite, debilitazione generale e così via. La maggior parte di loro viene da paesi in guerra, come la Siria e la Somalia, o da paesi in cui vengono perseguitati, come l’Eritrea

 

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LA TUBERCOLOSI PRESENTE IN ITALIA DA DECENNI – Medici senza frontiere ha voluto ribadire in una nota che

è del tutto falso che le persone arrivano sulle coste italiane e girano liberamente per il Paese senza alcun controllo sanitario. Vediamo il ministero della Salute eseguire screening sanitari ogni giorno. Noi stessi forniamo screening supplementari a Pozzallo e Augusta, due dei principali siti di sbarchi in Italia Purtroppo, al contrario di quanto affermato in questi giorni da note figure politiche la tubercolosi è una malattia presente in Italia da decenni, non è stata recentemente importata dagli stranieri. Nell’ultimo cinquantennio (1955-2008), il numero annuale di casi di Tbc registrati dal sistema di notifica nazionale è diminuito da 12.247 a 4.418. Non si parla quindi di un riemergere della malattia.

Inoltre le persone positive al test cutaneo alla tubercolina, continua Msf

non sono contagiose. Solo il 10% di chi acquisisce l’infezione sviluppa in seguito la malattia tubercolare, diventando potenzialmente contagioso per altri. La Tbc non si trasmette con una stretta di mano, prendendo lo stesso autobus o frequentando gli stessi spazi pubblici.

NESSUN RISCHIO EBOLA – Infine Medici Senza Frontiere vuole chiarire la questione Ebola, confermando che nessun caso è stato registrato finora in Italia:

L’approdo di questa malattia con i migranti che sbarcano sulle coste siciliane è più che remoto. Il virus Ebola è molto letale e nella maggior parte dei casi provoca malattia sintomatica e poi morte nell’arco di pochi giorni dall’infezione. Questo vanifica la possibilità che una persona infettata si avventuri verso l’Europa in un viaggio che generalmente dura diversi mesi. E questo è anche un tempo troppo lungo perché una febbre emorragica virale possa sopravvivere fino ad arrivare a noi

(Photocredit copertina Roberto Monaldo / Lapresse)