Il peperoncino che uccide, o quasi

Finisce in tragedia una gara benefica tra assaggiatori di piatti forti Doveva essere una divertente gara tra amanti di cibi...

Finisce in tragedia una gara benefica tra assaggiatori di piatti forti

Doveva essere una divertente gara tra amanti di cibi forti. E invece la competizione tra mangiatori di peperoncino organizzata sabato scorso da un ristorante indiano di Edinburgo, Scozia, si è trasformata in una corsa di massa all’ospedale.

VOMITO E SVENIMENTI - I concorrenti che si erano sfidati a colpi di curry ‘extra-hot’ sono infatti finiti in preda al vomito, agli svenimenti, alle controsioni, al punto che i due operatori sanitari che presidiavano il locale, sopraffatti dal numero di vittime, sono stati costretti a chiamare diverse ambulanze. Non ha nascosto le sue colpe il titolare del ristorante, Abdul Ali, che ha detto che avrebbe dovuto ‘smorzare’ il suo piatto per renderlo meno forte e pericoloso per la salute dei partecipanti. Tra i concorrenti avrebbe vinto chi colui che avrebbe mangiato la maggior quantità del piatto denominato ‘Killer Kismot’. La gara era stata organizzata per raccogliere fondi per la Children’s Hospice Association Scotland. Gli iscritti alla sfida erano tutti maggiorenni ed avevano firmato una liberatoria che esentava gli organizzatori da ogni responsabilità per le possibili reazioni ai cibi.

10 SU 20 I OSPEDALE - Curie Kim, 21 anni, classificatosi al secondo posto, è stato addirittura trasportato per due volte in ospedale, prima di ristabilirsi dal Killer Kismot. “Era una gara per una giusta causa, ma non ho mai sentito tanto dolore”, ha affermato. Il vincitore della sfida, Beverly Jones, pare sia riuscito ad ingerire nove cucchiai pieni di peperoncino. “Abbasseremo il dosaggio, ma sicuramente rifaremo la gara il prossimo anno”, ha fatto sapere l’organizzatore Ali. Il sito web del suo locale descrive il concorso non come una gara in cui vince chi mangia di più, ma una prova di resistenza ad una delle ricette al peperoncino più forti in assoluto”. Dieci partecipanti su 20 sono stati soccorsi in ospedale.