Serracchiani risponde a D’Alema: «A volte ci si aspetta la pensione non arrivi mai»

04/09/2014 di Redazione

«Quando uno ha fatto politica al livello in cui l’ha fatta D’Alema forse si aspetta che il momento della pensione non arrivi mai. Ma c’è bisogno dell’aiuto di tutti, adesso. Con la consapevolezza che siamo tutti fondamentali e nessuno responsabile». Risponde così Debora Serracchiani, vicesegretario del Partito Democratico, alle parole di Massimo D’Alema, che ieri, intervenendo a Bologna alla Festa nazionale dell’Unità, ha definito «insoddisfacenti» i risultati ottenuti dal governo Renzi.

 

 Assemblea Nazionale PD 2014(Foto: Fabio Cimaglia / LaPresse)

 

«D’ALEMA? FORSE VIVE UN MOMENTO DI SOFFERENZA PERSONALE» – Intervistata da Tommaso Labate per il Corriere della Sera la Serracchiani afferma che l’ex premier ed ex segretario dei Ds «magari sta attraversando un momento di sofferenza personale» e rivendica gli obiettivi raggiunti dall’esecutivo negli ultimi mesi. «Sostenere che il governo stia ottenendo risultati insoddisfacenti – dice – mi pare un tantino offensivo nei confronti dei cittadini che invece guardano a quello che l’esecutivo ha già fatto, al punto che premiano il Pd con quel 40,8 per centro mai raggiunto prima. Basta mettere in fila le cose. È stata fatta una gigantesca operazione di redistribuzione del reddito, con gli 80 euro. Poi c’è stato il taglio del 10 per cento dell’irap, la tassa che grava sulle imprese. Senza dimenticare che Renzi sta mettendo in discussione delle rendite di posizione che nessuno, e neanche il centrosinistra precedente, aveva avuto il coraggio di toccare».

«D’ALEMA SA CHE NON PUÒ ESSERE RIPAGATO IN POLTRONE» – La Serracchiani dice poi di non voler credere (anche se «i tempi delle sue accuse lo lascerebbero pensare») che la critica di D’Alema sia legata alla sua mancata nomina in Europa. «D’Alema – spiega oggi la governatrice del Friuli – ha senz’altro fatto molto per la storia del centrosinistra, ma sa bene che questo ‘molto’ non dev’essere per forza ripagato in termini di poltrone» e – aggiunge – «Renzi aveva chiarito sin da subito, sia in Italia che in Ue, che il suo obiettivo era promuovere una nuova classe dirigente». Infne, dalla Serracchiani arriva una risposta all’accusa, rivolta al Pd, di essere partito troppo legato al premier. «D’Alema – afferma il vicesegretario – ci dà l’occasione per ricordare che, da quando Renzi è premier, il partito ha organizzato centinaia di feste dell’Unità, celebrato undici direzioni, discusso nelle assemblee nazionali. Impossibile dire che le decisioni calano dall’alto».

(Foto copertina: Fabio Cimaglia / LaPresse)

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