Gli All Backs ancora sulla vetta del mondo?
18/10/2011 - Domenica sera la finale del Campionato del Mondo di Rugby tra Nuova Zelanda e Francia Fiato sospeso in Nuova Zelanda per l’atto finale del Campionato del Mondo di Rugby: la sfida di domenica sera a Eden Park tra la nazionale
Domenica sera la finale del Campionato del Mondo di Rugby tra Nuova Zelanda e Francia
Fiato sospeso in Nuova Zelanda per l’atto finale del Campionato del Mondo di Rugby: la sfida di domenica sera a Eden Park tra la nazionale locale e la Francia, che potrebbe regalare agli All Blacks il secondo titolo mondiale della loro storia. Per le strade di Auckland i pareri sembrano concordi: sarà una partita molto complessa e combattuta, dal punteggio contenuto, che vedrà alla fine prevalere i tuttineri. L’unico precedente in finale tra le due squadre sembra sorridere ai neozelandesi. Nel 1987 la Nuova Zelanda batté appunto la Francia a Eden Park, lo stesso stadio della finale di domenica, per 29-9, con il capitano, David Kirk, che a fine partita baciò la Coppa per una foto che ancora oggi rappresenta una delle immagini più belle della storia del Rugby.
STORIA -Da quel giorno sono passati 24 anni e tanti altri incontri tra le due nazionali, dal risultato non sempre a favore degli All Blacks. Per quanto non sia paragonabile il confronto storico tra le due nazionali, con la Nuova Zelanda vincitrice di 37 scontri diretti su 50, la qualità delle vittorie francesi e l’importanza relativa impediscono ai tifosi oceanici di dormire sonni tranquilli. Lo ricordano alcuni tifosi d’oltralpe scesi fino all’altro capo del pianeta per incitare la propria squadra e nel tentativo di spegnere l’entusiasmo locale ricordando quanto successe nelle edizioni del 1999 e del 2007.
IL GRAN RECUPERO – 31 ottobre 1999, stadio di Twickenham, Londra. Si gioca la semifinale mondiale tra gli All Blacks e i Blues. Al settimo minuto della ripresa la Nuova Zelanda domina la Francia per 24-10, dopo due mete firmate da Jonah Lomu. Il centro francese con doti da calciatore Christophe Lamaison lancia il recupero grazie a due drop e due calci, che portano il risultato sul 24-22 a 25 minuti dalla fine. A seguire arrivarono le mete dell’ala italo-francese Christophe Dominici e del centro Richard Douthre, la seconda poi realizzata dallo stesso Lamaison per un 24-36 che lasciò i neozelandesi a bocca aperta. Una meta a testa per le due squadre fissò il risultato sul 31-43 finale per la Francia, in quella che molti critici ritengono la miglior partita della storia dei Mondiali.
LE ACCUSE ALL’ARBITRO – 6 ottobre 2007, Millennium Stadium, Cardiff. La Francia, padrona di casa, dopo esser stata sconfitta al debutto dall’Argentina, arrivando seconda nel suo girone, finisce nel lato “sbagliato” trovandosi di fronte alla Nuova Zelanda nell’unica partita nei quarti di finale prevista fuori dal territorio francese. Le basi per la disfatta ci sono tutte, con la Nuova Zelanda pronta a vendicare l’umiliazione subìta otto anni prima. I tuttineri partono fortissimo, chiudendo anche in questo caso il primo tempo in vantaggio per 13-3. Questa volta a facilitare il ruolo della Francia ci pensa l’arbitro, Wayne Barnes, che a inizio ripresa ammonisce il centro neozelandese Luke McAllister per placcaggio irregolare. Lionel Beauxis, mediano d’apertura, segna la punizione seguente e, dopo pochi minuti, arriva la meta del flanker Thierry Dusautoir, trasformata dallo stesso Beauxis per il pareggio francese: 13-13. Rodney So’oialo, terza centro, rilancia la nazionale neozelandese con una meta non trasformata da Luke McAllister, nel frattempo ritornato in campo. La meta decisiva arriva da Frederic Michalak, mediano di mischia, il quale, entrato in campo al 67esimo, con un’azione travolgente libera con un passaggio, definito “in avanti” dal pubblico neozelandese e quindi non regolare, Jauzion che schiaccia in meta, trasformata poi da Jean-Baptiste Elissalde. 18-20 per la Francia, con la Nuova Zelanda eliminata per la prima volta nella sua storia nei quarti di finale. Ad avere la peggio fu però Wayne Barnes, l’arbitro, che ricevette dai tifosi oceanici minacce di morte per una direzione, a loro dire, “non all’altezza”.
IL PRECEDENTE – Un altro dato che sfugge ai tifosi ma che dovrebbe far riflettere è il seguente. La Nuova Zelanda non perde nello stadio della finale, l’Eden Park, dal 3 luglio 1994. Chi fu l’ultima squadra a vincere contro i tuttineri? Casualmente, proprio la Francia. 23-20 il risultato finale di quel test match, con la meta di Jean-Luc Saodurny a 3 minuti dalla fine dell’incontro.
ATTENZIONE – Domenica andrà in campo l’ennesima sfida tra questi due giganti del rugby mondiale. Ma, nonostante il pronostico, la nazionale neozelandese non puo’ sentirsi favorita, come confermato dal tecnico, Graham Henry, allenatore degli All Blacks anche quattro anni fa, a Cardiff, dove perse da favorito: “La sconfitta di quattro anni fa causò un sincero dolore a molti tifosi e a tutti oi. I francesi, anche se sono apparsi appannati in semifinale, sono capaci di grandi cose. Inoltre non hanno nulla da perdere. Dovremo fare del nostro meglio”.
REALISMO – Ed è proprio questa la forza della Francia. Il non aver niente da perdere. L’allenatore, Marc Lievremont sembrava aver smarrito il controllo della squadra dopo la sconfitta contro Tonga nel girone eliminatorio. Una serie fortuita di circostanze alternate a grandi vittorie, come quella ai quarti sull’Inghilterra, ha portato i Blues in semifinale. Non senza qualche altra polemica. Lievremont ha duramente richiamato la sua squadra dopo che i giocatori si sono attardati a festeggiare la sofferta vittoria contro il Galles, partita che per quanto visto in campo i francesi avrebbero molto probabilmente perso se non fosse stato espulso al 18esimo del primo tempo per placcaggio irregolare il capitano gallese Sam Warburton: “Egoisti! Bamboccioni viziati! Disobbedienti! Ho detto loro che hanno vinto solo una semifinale, mica sono campioni del mondo”. Un altro scontro in uno spogliatoio già spaccato prima ancora della partenza verso la Nuova Zelanda. Ma nonostante questo è arrivata la finale. E se servisse anche questo alla Francia per superare l’ultimo ostacolo?











