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Il padre di Anders Breivik ha scritto un libro. Il titolo è “Colpa mia?”

Jens Breivik, padre del famigerato Anders, l’estremista di destra  norvegese autore della strage di Utoya, ha scritto un libro nel quale cerca s’interroga, da genitore, quali errori abbia commesso nell’educare il figlio.

Norwegians Try To Re Adjust To Life After The Extremist Attacks That Rocked The Country

IL SENSO DI COLPA – Jens Breivik si sente in colpa e responsabile per le azioni del figlio, che il 22 luglio del 2011 portò a termine una strage senza precedenti per la Norvegia, uccidendo 77 persone, accanendosi in particolare sui giovani riuniti sull’isoletta di Utoya per un’iniziativa del partito laburista norvegese.

UN PADRE ASSENTE – I suoi genitori si sono separati quando aveva appena un anno e Jens ricorda nel libro di aver avuto pochi contatti con il figlio da allora, ma non per questo giunge alla conclusione di non avere responsabilità per le sue azioni: «Sento di avere delle colpe e delle responsabilità. Cosa sarebbe successo se fossi stato un padre migliore? Anders avrebbe fatto quello che ha fatto?», si chiede l’uomo, che ha titolato il libro «Colpa mia?» (My fault?).

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IL RIAVVICINAMENTO DOPO LA STRAGE – Dopo la separazione Jens ha tentato di avere la custodia legale del figlio senza riuscirci, perdendo poi i contatti con il giovane al tempo della sua adolescenza. Una ricostruzione che smentisce l’immagine veicolata da altri testi che lo hanno presentato come un tiranno in casa, ma che avvalora il sospetto espresso anche dai servizi sociali norvegesi che Anders possa essere stato trascurato durante l’infanzia. Al figlio Jens si è riavvicinato negli ultimi due anni, dopo la strage, ma non ha condiviso con lui la stesura del libro, che secondo l’autore è un auto-processo, nel quale il genitore si presenta nelle vesti di imputato e giudice di se stesso.