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«Con 5.200 euro al mese la politica non si può fare»

Giuseppe Cangemi è uno dei cinquanta consiglieri regionali del Lazio. Nato nel 1970, tra sei anni prenderà il vitalizio, visto che nella scorsa legislatura è stato assessore esterno alla sicurezza. I soldi che guadagna da consigliere regionale però paiono non bastargli, infatti prende “solo” 6.800 euro al mese netti, «Ma tenga conto che non ci pagano più il permesso della ztl, non ci sono altri soldi per la segreteria, se mi sposto nel Lazio lo faccio con la mia macchina a mie spese», ha dichiarato Cangemi, lamentando il fatto che «prima ne guadagnavo 12 mila».

Foto: Mauro Scrobogna/LaPresse
Foto: Mauro Scrobogna/LaPresse

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CANGEMI E GLI STIPENDI DELLA POLITICA –  Cangemi fa notare al giornalista del Messaggero Mauro Evangelisti che i consiglieri regionali devono «contribuire alle spese delle sedi, al personale extra, ai collaboratori» e quando gli viene detto che il sindaco di Roma prende 5.200 euro al mese, il politico di Ncd ribatte dichiarando che «il sindaco di Roma guadagna troppo poco» e che «per l’attività politica servono soldi. Sarò costretto a ridurre sedi e collaboratori. Non è giusto, nel Lazio abbiamo tagliato tutto e nessuno lo dice», aggiungendo che la politica «con 5.200 euro al mese non si può fare». Arriva poi una stoccata ai consiglieri del M5s, che si “accontentano” di 2.700 euro «Quelli fanno tutto con internet. Io le persone le vado a incontrare, in tutto il Lazio». Parlando di vitalizi, Cangemi pensa che se c’è chi vuole alzare l’età per percepire i vitalizi, la regola dovrebbe valere «anche per chi già li prende, per gli ex consiglieri. E la Regione chieda indietro la differenza. Altrimenti è un’ingiustizia e ci sarà una pioggia di ricorsi. Se faremo questo, rinuncio al vitalizio. In caso contrario, è polverone. Ah, mi devono restituire ciò che era stato versato per il mio vitalizio».

(Photocredit: Roberto Monaldo/LaPresse & Mauro Scrobogna/LaPresse)