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Vincenzo Nibali e i “rosiconi” che lo accusano di doping sul web

La storia di un successo sportivo si incrocia spesso con la storia di mamme di stupidi provocatori che continuano a rimanere incinte. La straordinaria vittoria di Vincenzo Nibali al Tour de France è infatti accompagnata in questi giorni dalla pubblicazione sui social network di messaggi che lanciano il sospetto, infondato, che le prestazioni del corridore siciliano siano dovute all’utilizzo di sostanze dopanti. È il caso, ad esempio, del 31enne calciatore francese Bryan Bergougnoux, un passato nel Lecce e nella nazionale under 21 transalpina, che su Twitter nei giorni scorsi ha parlato esplicitamente di «sforzo» per arrivare secondi alle spalle di Nibali e di «sospetti» che andrebbero sollevati rispetto alle urine dell’atleta.

 

 

Il riferimento (ingiustificabile) ad un presunto aiuto farmacologico cui avrebbe fatto ricorso l’atleta è dunque chiaro, così come lo stesso riferimento è chiaro in decine di messaggi postati sullo stesso social da numerosi utenti, in gran parte stranieri. Qualcuno ad esempio scrive che Nibali si sarebbe dopato sotto la tutela di Aleksandr Vinokurov, il general manager della sua squadra, l’Astana.

 

 

 

 

Altri sostengono che il coinvolgimento in faccende di doping è «altamente probabile»:

 

 

E non mancano gli articoli maliziosi dei siti d’informazione. Sulle pagine straniere spuntano dei post in cui si ricorda che l’Astana fu l’ultima squadra di Lance Armstrong e che tra i compagni di squadra di Nibali figura Michele Scarponi, già squalificato negli anni scorsi per il suo coinvolgimento nell’Operacion Puerto.

 

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(Foto copertina da archivio LaPresse. Credit: AP / Laurent Cipriani)