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Davide Casaleggio debutta a Montecitorio: spunta il giallo della piattaforma

Non lo aspettava nessuno. Perché in realtà nessuno (a parte quelli indicati) doveva aspettarlo. Davide Casaleggio, figlio del guru Gianroberto, è sceso a Roma. Al posto di papà? «No comment», spiega lo staff di Montecitorio, l’unico preparato al suo arrivo. Salvo poi ritrattare più tardi spiegando al Corriere: «È venuto solo ad aiutare i tecnici dei computer a installare delle app nei nostri server».

CHI È? – Il figlio di Gianroberto e della linguista Elizabeth Birks è socio di spicco della azienda Casaleggio & Associati e mastica rete da sempre. Da quando, come ricorda Linkiesta, iniziò fondando Kangaroo.it fino a plasmare (col padre) l’azienda di famiglia. «Le reti sono ovunque intorno a noi. Fino a qualche anno fa, le relazioni tra persone, oggetti ed eventi erano attribuite al caso. L’unico modo per ipotizzare il funzionamento dei sistemi complessi era attribuirne le ragioni ad avvenimenti casuali. La vita e l’evoluzione delle reti seguono invece leggi precise e la conoscenza di queste regole ci permette di utilizzare le reti a nostro vantaggio», scrive nel suo libro Tu Sei Rete. Ma l’erede del comunicatore dentro la rete dei 5 stelle in che posizione sta?

QUESTIONE ROTTA – O di timone. Davide Casaleggio figura sempre di più nelle situazioni delicate del Movimento 5 stelle, dopo la batosta delle Europee. È lui ad accompagnare Beppe Grillo in Europa. È lui che, silente, monitora gli equilibri del gruppo alla Camera. Ed è ora proprio Montecitorio il vulnus del problema grillino. Ci sono tre anime: da una parte i falchi che non transigono su un dialogo Pd, dall’altra i critici perplessi davanti al metodo e infine chi sostiene Di Maio, portato avanti dallo staff comunicazione.

CRITICHE ALLA PIATTAFORMA – Ma c’è anche una questione particolare, interna, descritta oggi sul Corriere della Sera da Alessandro Trocino e che riguarda il deputato Massimo Artini:

Il deputato toscano era stato incaricato sin dall’inizio di lavorare alla piattaforma informatica che doveva essere dedicata ai parlamentari a 5 Stelle. Lavoro delicato, fatto d’intesa con Casaleggio. E che ha portato alla creazione, oltre al blog di Grillo, del portale Lex (rivolto anche ai militanti, per intervenire sulle proposte di legge) e di uno specifico dei parlamentari. Bene, raggiunto il risultato (non per tutti soddisfacente, anche perché i nuovi sistemi sono rimasti agganciati al server della Casaleggio associati), Artini avrebbe creato un sistema parallelo. Una piattaforma dedicata alla Difesa, con una pagina inserita nel blog di Grillo che conduceva direttamente a un server di sua proprietà. Chi votava un sondaggio sul blog di Grillo, usando le sue password, finiva sul server di Artini.

Una situazione tutta da provare e che il deputato stesso rigetta: «Solo stupidaggini. Se ci fosse qualcosa di illecito o di illegale lunedì non avremmo pubblicato i dati del sondaggio sulla rappresentanza militare».

(Credits Davide Casaleggio, Largo consumo Tv)