“Il bavaglio ai giornalisti? Non è così stretto”

11/10/2011 - Contattiamo Maurizio Paniz, l’autore della norma che vuole i giornalisti in carcere, che ci spiega la sua versione sui dialoghi fra Silvio e Lavitola (e fra Consorte e Fassino) Torna in discussione, anzi: accelera la sua marcia – checché ne

     
 

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Contattiamo Maurizio Paniz, l’autore della norma che vuole i giornalisti in carcere, che ci spiega la sua versione sui dialoghi fra Silvio e Lavitola (e fra Consorte e Fassino)

Torna in discussione, anzi: accelera la sua marcia – checché ne dica l’esponente che oggi intervistiamo- la norma sulle intercettazioni che secondo i desideri del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi dovrebbe ricevere l’approvazione più rapida possibile: l’importante è  fermare la barbarie delle conversazioni private sbattute in prima pagina – a suo modo di vedere ovviamente. A promuoverla è di nuovo uno degli avvocati del Cavaliere, l’onorevole Maurizio Paniz, che ha scritto la proposta normativa che, se approvata – nonostante le modifiche – potrebbe condurre i giornalisti direttamente in carcere, se pubblicassero l’intercettazione “sbagliata”

LA NORMA BAVAGLIO – Paniz è stato abbastanza duro quando si è trattato di motivare la sua proposta.

La maggioranza difende il ddl sulle intercettazioni telefoniche. Paniz (PdL) torna a proporre anche il carcere come sanzione per i giornalisti. “Devono essere sanzionati i giornali che pubblicano e i giornalisti. I giornalisti -dice il deputato del PdL- con una misure di rilevanza penale”. Precisa: “Ci vorrebbe una sanzione da 15 giorni a un anno, poi il giudice graduerà”.

La norma Paniz prevedeva il carcere per i giornalisti che pubblicassero intercettazioni di qualsiasi tipo prima dell’udienza-filtro, ovvero l’udienza in cui le parti insieme al giudice decidono quali intercettazioni siano rilevanti ai fini dell’indagine; sarebbe stata inoltre sanzionata anche la pubblicazione delle intercettazioni che vanno distrutte per ordine del giudice, in quanto irrilevanti. La norma è stata poi modificata dall’emendamento dell’onorevole Contento che, però non cambia la sostanza: anzi, rende la norma ancora più dura. Qualcuno già la chiama “legge bavaglio”: qualcun altro no. E stranamente, c’è da dirlo. Parliamo di Maurizio Belpietro, che nel 2006 pubblicò la famosa intercettazione fra Piero Fassino e Giovanni Consorte sulla scalata di Unipol a BNL: “Allora, siamo padroni di una banca?”. E, ancora, l’anno prima, il dialogo fra Giampiero Fiorani, direttore della Banca Popolare Italiana, e Antonio Fazio, allora a capo della Banca d’Italia, che gli comunicava al telefono di aver dato l’ok all’OPA della Popolare di Lodi sulla Banca Antonveneta. La stagione dei furbetti del Quartierino e della scalata della finanza rossa è stata scritta sui giornali del centrodestra proprio con i brogliacci delle intercettazioni: nessuno, però, fra gli addetti di questi organi di stampa sembra oggi lamentarsi per l’incombente nuovo corso. Evidentemente abbiamo capito male noi: ora, con la nuova norma Paniz, una riedizione di quella stagione sarebbe possibile? Lo abbiamo chiesto direttamente al deputato del PdL.

BELPIETRO SI’, BELPIETRO NO – Che ci conferma: chi pubblicherà intercettazioni “rilevanti” non avrà nulla da temere, anche se la bobina in questione non fosse giudicata rilevante per le indagini dall’udienza filtro.

Si ricorda quando Maurizio Belpietro, allora direttore del Giornale, pubblicò le intercettazioni fra Fassino e Consorte? Con il suo impianto, con la norma da lei proposta, quelle intercettazioni sarebbero pubblicabili?

Certo

Perché?

Perché riguardano persone di interesse pubblico.

Ma sono intercettazioni pubblicate prima dell’udienza filtro: non sono dunque impubblicabili?

Guardi che io sono stato molto, molto chiaro fin dall’inizio: io ho detto che costituisce secondo me illecito pubblicare notizie che siano coperte dal segreto investigativo, perché danneggiano la stessa indagine; e notizie riservate che riguardino la privacy delle persone: quando non c’è rilevanza penale non c’è interesse pubblico per i soggetti coinvolti. Più chiaro di così non potevo essere…

E SILVIO ? – Dunque il criterio non sembra essere la decisione del giudice, ma la rilevanza penale a priori: quelle rilevanti si pubblicano, le altre no. Dopo una lunga digressione in cui l’onorevole Paniz ci spiega che il dibattito sulle intercettazioni non è stato per nulla accelerato dalla volontà di Silvio Berlusconi di arrivare al più presto ad approvare il testo, proviamo a sottoporgli, allora, quella che a questo punto è per noi una evidente contraddizione.

Le intercettazioni fra Berlusconi e Lavitola, con la legge da lei pensata, sarebbero pubblicabili?

Solo quella che riguardava la telefonata intercorsa tra Lavitola e Berlusconi, in cui Berlusconi gli ha detto di non tornare in Italia ma di rimanere all’estero.

E questo perché le altre intercettazioni, non avendo secondo lei rilievo penale, per lei non sono di interesse pubblico.

Le altre non avevano nessun tipo di rilevanza peculiare

Però, secondo i pubblici ministeri, tutte le intercettazioni fra Berlusconi, Lavitola e Tarantini contribuivano a disegnare la figura di reato: e allora come si poteva selezionare?

Noi prevediamo l’intervento del giudice che seleziona quali intercettazioni sono rilevanti e quali no; anzi, vorremmo prevedere che anche le intercettazioni contenute nelle ordinanze di custodia cautelare e quelle contenute nelle ordinanze di sequestro, che danno poi origine al procedimento davanti ai tribunali del Riesame, non vengano pubblicate fino all’udienza filtro.

Quindi, le intercettazioni delle telefonate fra Fassino e Consorte e fra Fiorani e Fazio, che furono i due grandi colpi giornalistici del Giornale, con la sua legge sarebbero tranquillamente pubblicabili.

Certamente sì.

Curioso, in effetti: continua a non essere chiaro, nonostante le spiegazioni di Paniz, come possano essere pubblicabili le intercettazioni fra Fassino e Consorte – “perché riguardavano persone di interesse pubblico”, essendo il colloquio di rilevanza penale – e non tutte le intercettazioni fra Lavitola e Berlusconi, che secondo il Tribunale del Riesame- analogamente – servono a disegnare il reato di induzione alla falsa testimonianza da ascriversi proprio al Presidente del Consiglio.

     
 

5 Commenti

  1. Maurizio scrive:

    Mi chiedo come Paniz e gli altri (troppi) buffoni di corte possano guardarsi allo specchio senza sputarsi sull’immagine riflessa! Forse perchè anche lo specchio rimane inorridito da questi figuri e si rifiuta di fare il suo lavoro.

  2. Raven scrive:

    Ma le intercettazioni di Fassino e Consorte, al momento della pubblicazione, ERANO ANCORA COPERTE DAL SEGRETO ISTRUTTORIO!

  3. vilcoijone scrive:

    Dovremmo fare, la società civile, una legge per mandare in galere imbroglioni come questo paniz, che ha fatto scrivere negli atti ufficiali di un parlamento per le memorie future la più grande menzogna, oltre la vergogna su rubyrubacuori, nipote di un dittatore, invece che una delle zoccola del puttaniere berluschino: A buffoni di queste dimensioni dovrebbe essere impedito, per decenza di legiferare. Hanno ridotto l’itallia peggio di un paese del terzo mondo, ma i veri trogloditi restano cmq questi parassiti, che si riempiono la bocca tutti giorni di legalità e di libertà….Ma quali on paniz ????? la cricca a delinquere i ladri , i truffatori, i piduisti, gli affaristi ed i faccenderi non dovrebbero stare nelle patri galere, anzichè a far le leggi con cui punire i cittadini onesti e chi difende l’onorabilita tutti i giorni con la propia faccia????
    certo la vs non è granche presentabile, ed il mondo ride di voi, e dei cialtroni che vi hanno votato, oltre che di noi, che vi dobbiamo subire ma non giustificare: un buffone rimane buffone anche quando prima vi interpone il titolo di onorevole. onorevoli del cazzo….sarebbe la configurazione più giusta in un governo di zoccole, troie, e puttanieri.

  4. Vittorio Felaco scrive:

    Paniz è un vero classico “gesuita” (con tutto il rispetto per i gesuiti) che sa giustificare tutto eccetto il vero ed il giusto! Un vero azzeccagarbugli ma di quelli classici… quando lo vedete alla televisione vi colpisce proprio il suo modo di fare e di manipolare tutto… è il tipo che non si vergogna per nulla di fare il parlamentare a tempo perso con paga altissima ed immeritata dal momento che non rappresenta gli interessi dei cittadini, ma solo del suo Premier e poi si permette persino di fare l’avvocato… ma non a tempo perso, anzi a tempo pieno con il fior fiore dei guadagni! Ma non c’è problema per lui… quando si hanno santi in paradiso… sono i santi che ci devono pensare a certe cose, mica lui! (Vi ricordate la barzelletta del napoletano che “tiene ‘a San Giuseppe ca ‘o prutegge?” Paniz non è lontano dai napoletani… i furbi non lo sono mai… lontani dallo spirito imprenditoriale dei veri napoletani! (con tutto il rispetto per la bella città partenopea e gli onoratissimi napoletani).

  5. Vittorio Felaco scrive:

    Paniz è un vero classico “gesuita” (con tutto il rispetto per i gesuiti) che sa giustificare tutto eccetto il vero ed il giusto! Un vero azzeccagarbugli ma di quelli classici… quando lo vedete alla televisione vi colpisce proprio il suo modo di fare e di manipolare tutto… è il tipo che non si vergogna per nulla di fare il parlamentare a tempo perso con paga altissima ed immeritata dal momento che non rappresenta gli interessi dei cittadini, ma solo del suo Premier e poi si permette persino di fare l’avvocato… ma non a tempo perso, anzi a tempo pieno con il fior fiore dei guadagni! Ma non c’è problema per lui… quando si hanno santi in paradiso… sono i santi che ci devono pensare a certe cose, mica lui! (Vi ricordate la barzelletta del napoletano che “tiene ‘a San Giuseppe ca ‘o prutegge?” Paniz non è lontano dai napoletani… i furbi come Paniz, Berlusconi, Bossi, e tanti altri della Lega Nord e del PDL non lo sono mai… lontani dallo spirito imprenditoriale dei veri napoletani! (con tutto il rispetto per la bella città partenopea e gli onoratissimi napoletani). Ma i napoletani conoscono almeno la regola della vita… vivi a lascia vivere… questi signori vogliono vivere solo loro… nessun altro è degno del dono di Dio! Gli altri devono fare la fame… loro devono vivere bene… in gloria… in pace… in donne… in abusi… le regole non sono per loro! Solo per chi non sa essere furbo! Questi buoni “cristiani” sanno troppo bene che il massimo della critica che il mondo civile sa dare agli abusi della destra è sempre la stessa: “Lasciateli fare, così gli diamo tempo di insegnare un po’ di disciplina agli italiani… poi torniamo noi a mettere ordine! Non vi preoccupate!” C’è solo un problema… i venti anni di questa seconda era fascista sta per scadere! Vogliamo tornare ai nostri sensi?

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