La polizia arresta, i giudici scarcerano e la politica può blaterare

26 gennaio 2009

Repubblica.it ci fa l’apertura della Home di domenica, con tanto di titolone a caratteri cubitali: “Stupratore ai domiciliari, la rabbia della vittima, Alfano manda gli ispettori“. Più istituzionale il Corrierone, che rimbalza le parole della donna violentata: “Io sono disperata e lui è già a casa“, riservando all’indignazione del ministro di grazia e giustizia mezza riga di sommario. Ma a cogliere (?) il lato giusto della questione ci pensa l’ineffabile Isabella Bertolini, deputata Pdl eletta nella rossa Emilia Romagna: “Le forze dell’ordine arrestano e la magistratura manda a casa i colpevoli. La vicenda è un pessimo segnale. Decisioni come queste danno il senso dell’impunità, oltre ad essere offensive per le vittime. Nei confronti di chi si macchia di reati come quello di violenza carnale non ci devono essere atteggiamenti buonisti. Bene ha fatto il ministro Alfano a decidere di inviare gli ispettori per capire che razza di diritto è questo che offende le vittime e premia i delinquenti“. Già, che razza di diritto è questo, onorevole Bertolini e ministro Alfano? E’ uno schifo, una vergogna, roba da indignazione un tanto al kilo e stavolta abbondiamo pure. Se becco il cretino responsabile di questo scandalo, lo faccio nero.

E chi è il responsabile? Ma la politica, diamine. Che ha “riserva assoluta di legge, la quale consiste nell’attribuzione in via esclusiva al potere legislativo (e solo ad esso)” la possibilità di modificare termini e motivazioni del carcere preventivo; e quindi, nella riforma del Codice di Procedura Penale, con gli articoli 273 e 274 ha deciso che la custodia cautelare “può essere applicata qualora esistano a carico della persona gravi indizi di colpevolezza (art. 273 cod. proc. pen.) e si verifichi almeno una delle tre esigenze cautelari previste dall’art. 274 cod. proc. pen. (pericolo di inquinamento delle prove, pericolo di fuga, pericolo di reiterazione di reati)“. E nel caso in esame, ovvero quello del 22enne Davide Franceschini, che ha stuprato una ragazza nella notte di Capodanno, non c’era nemmeno una motivazione valida per tenere in galera il colpevole. Lo ha spiegato il procuratore di Roma Giovanni Ferrara: “Non c’era nessuna delle condizioni che obbligano alla custodia in carcere, sarebbe stata una grossa violazione di legge se lo avessimo tenuto dentro: non c’è esigenza probatoria perché ha confessato, non c’è pericolo di fuga, restava il rischio della reiterazione del fatto, ma per essere certi che non commettesse una nuova violenza era sufficiente tenerlo a casa“. Dopo il fermo di polizia (che può durare al massimo 48 ore), l’unica cosa corretta che poteva fare il PM era scarcerare il reo confesso, anche perché è incensurato e vive in famiglia. Ovvero, applicare le leggi vigenti. 

La politica, invece, dovrebbe avere il buonsenso di starsene zitta in casi come questi. In primo luogo perché vi è un’ampia pubblicistica di prese posizioni contro il fenomeno contrario, ovvero il cosiddetto “abuso di carcerazione preventiva” o di “custodia cautelare”. Senza andare tanto indietro nella memoria, basta gustarsi questo Niccolò Ghedini d’annata (2008) : “Il carcere preventivo dovrebbe essere sempre l’extrema ratio, purtroppo in Italia se ne e’ molto abusato in questi anni soprattutto allo scopo di ottenere una collaborazione forzata da parte di chi e’ in carcere. Per la mia esperienza da penalista – ha spiegato l’avvocato del premier – posso dire che molto spesso una persona, soprattutto quelli che non sono metabolizzati per finire in carcere come il rapinatore incallito o lo spacciatore di droghe incallito, narra il vero e il falso pur di uscire perche’ si trova in una situazione di assoluta disperazione. Quella del carcere dovrebbe essere un’ipotesi residuale, soltanto per gravi reati“. Facile fare la prosa di quanto affermato da Ghedini: quando in galera ci vanno i politici, i manager, i grandi professionisti non bisogna abusare della custodia cautelare; quando invece sono rapinatori, spacciatori o – magari – stupratori non importa. Ora, se davvero è uno scandalo che uno stupratore – non seriale – stia fuori dal carcere, invece di blaterare si potrebbe fare qualcosa di molto più concreto: votare una legge che preveda obbligatoriamente il carcere preventivo per reati di alta pericolosità sociale, o altre locuzioni simili. Dando così ai giudici la discrezionalità per distribuirlo a destra e a manca. Ma questo la politica non lo farà mai: perché toglierebbe la possibilità agli onorevoli di guadagnarsi le prime pagine dei giornali con le dichiarazioni indignate, e ai ministri di fare la stessa cosa mandando inutili ispezioni a carico del contribuente, dalle quali non si caverà un ragno dal buco perché regole e procedure sono state perfettamente rispettate. Meglio urlare “la polizia arresta, i giudici scarcerano“, riecheggiando i titoli dei B-Movies all’italiana che tanto piacciono a Quentin Tarantino. Per poi cambiare disco, e inneggiare al garantismo se per caso a finire dentro è un politico o un esponente della cosiddetta società civile. Alla faccia del liberalismo. Stesso dicasi per la stampa e i grandi quotidiani, che però si contraddicono sempre che è un piacere. 

E infatti basta andare un po’ in cerca negli archivi on line dello stesso Corriere per rinvenire un Piero Ostellino in grandissima forma che è incazzato come una biscia contro la carcerazione preventiva: “Si chiama garantismo o, meglio, Stato di diritto; sotto il profilo storico, civiltà. Ciò non significa, evidentemente, essere dalla parte dei colpevoli ma, semplicemente, per i diritti dell’ accusato. Si chiama presunzione di innocenza. Per le culture autoritarie, sono preferibili dieci innocenti in prigione a un solo colpevole in libertà. Si chiama giustizialismo o, meglio, Stato etico; sotto il profilo storico, barbarie. Ciò non significa, infatti, essere dalla parte della giustizia ma, piuttosto, contro i diritti dell’ Uomo. Si chiama linciaggio. Il liberale è, perciò, contro l’ uso della carcerazione preventiva per estorcere la confessione (Habeas Corpus, Londra 1679); il giustizialista è a favore (Italia, anni di Tangentopoli)“. Come dargli torto? Ovviamente, gli esempi che nell’articolo l’ex direttore del Corrierone porta a favore non riguardano purtroppo stupratori seriali, ma il figlio di un suo amico morto nel frattempo e arrestato durante Mani Pulite, e l’immancabile Enzo Tortora. Ma la giustizia non doveva essere uguale per tutti, una volta?

28 commenti a La polizia arresta, i giudici scarcerano e la politica può blaterare

  1. Hai detto bene…una volta. Poi, dopo, basta.

    Un sorriso diseguale

  2. cordapazza

    Da notare come nessun tg, o quasi, abbia fatto un’analisi di questo tipo (come e perchè, date certe condizioni e precise leggi, si applichi oppure no la custodia cautelare) uniformandosi invece al modello “italia uno” con i cronisti sguinzagliati per strada tra le anime semplici del popolo che gridavano tutta la loro indignazione verso i magistrati cattivi. E concludendo sic et simpliciter la (chiamiamola) analisi della notizia.

  3. E’ che noi non prendiamo finanziamenti pubblici. Speriamo che ci ripensino e foraggino anche noi così ci mettiamo su posizioni più comode:-)

  4. Deve esserlo.. ma sempre per gli altri e quando non intacca i propri interessi… :(

    Un saluto, Lisa

  5. previti

    la magistratura condanna previti in via definitiva e lo affida ai servizi sociali

    La vicenda è un pessimo segnale. Decisioni come queste danno il senso dell’impunità

    :-)

  6. @ mthrandir: come non prendiamo finanziamenti pubblici? Vuoi dire che stiamo qui a pettinar le bambole, Ziocàn?

  7. Strababaus

    ehy non offendere mio zio senza neanche conoscerlo

  8. I giudici scarcerano? uhm, credo che abbiano semplicemente applicato alla lettera il codice di procedura penale, e poi, se non c’è pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento di prove nel caso di violenza fisica è previsto l’arresto domiciale. Non è giusto, ma è così!la colpa non è del giudice ma del legislatore che deve sbrigarsi a modificare il codice.

  9. errata corrige: arresto domiciliare :)

  10. Stefo

    Non ho ben capito perché non ci possa essere pericolo di fuga.

  11. perché ha confessato. E di solito a chi confessa si concede che non fuggirà, avendo dato prova di buona volontà.

  12. Stefo

    Non potrebbe aver confessato su consiglio di un avvocato perché lo stavano quasi beccando? Comunque a mio parere, quando si tratta di reati gravi e di autori di reati rei confessi, e quindi sicuramente colpevoli, bisognerebbe tenerli dentro perché: 1) di fronte al pericolo reale della galera potrebbero mandare affa.. il consiglio dei legali e darsi alla macchia 2) la famiglia potrebbe organizzare una fuga all’estero di fronte alla prospettiva del povero pargoletto in galera per un bel po’. Lo so, sembra fiction, ma anche piuttosto spesso la realtà ha superato la fantasia, vedi Minghella etc.

  13. Stefo

    Provate a digitare su google “dai domiciliari continuava”. Saludos

  14. SORA PANCRAZIA

    alle volte mi domando se ‘e fitiente in libbbertà a questo mondo non dimnuirebbero se arrestarebbero i giudici e liberassimo ‘e fitiente

  15. Gateo

    @Cordapazza: Studio Aperto e’ sempre piu’ avanti: oggi ha intervistato vittima e relativi parenti, con interessanti rivalutazioni della sharia.

  16. cordapazza

    @gateo: ha completato l’analisi andando pure con i microfoni al mercatino sotto casa? imperdibili, quelle!:-)

  17. Gateo

    @cordapazza: hanno intervistato il vicinato, si vede che il mercato era chiuso…

  18. Per una volta mi trovo completamente d’accordo con Gregorj.
    Tra l’altro non vedo neanche perche’ dovrebbero modificare la legge sulla custodia cautelare in relazione a questo caso visto che funziona. I domiciliari sono piu’ che sufficienti. La gente deve finire in carcere dopo che viene condannata in via definitiva, non prima.
    Lo scandalo semmai e’ legato al fatto che per rendere inpuniti i crimini tipici dei colletti bianchi, l’amministrazion della giustizia e’ stata resa talmente inefficiente che quel ragazzo difficilmente fara’ un giorno di carcere anche dopo la sentenza definitiva (o causa prescrizione o a causa di attenuanti+sconto di pena per rito abbreviato).

    @Stefo: la carcerazione preventiva a causa del pericolo di fuga va giustificata. Non e’ sufficiente dire: e’ probabile che fugga (a parte che nel caso specifico manco gli conviene perche’ con un buon avvocato tutto finira’ in prescrizione). Serve dimostrarlo. Percio’ se l’imputato non viene trovato con documenti falsi e/o biglietti d’aereo per l’estero, e/o alla frontiera, difficilmente la carcerazione preventiva con questo tipo di motivazione viene concessa.

    (^o^)

  19. Stanno in caos scissi fra garantismo (che serve a loro) e giustizialismo (quando fa audience). LO spettacolo sarebbe anche comico, se non si trattasse della nostra classe dirigente (siiigh)

  20. Stefo

    Agghiacciante pensare che a un delinquente stupratore reo confesso non convenga fuggire perché “con un buon avvocato tutto finirà in prescrizione”.

  21. potresti prendertela con chi detta i termini della prescrizione.

    E chi detta i termini della prescrizione? Esatto, gli stessi che fanno le regole sulla custodia cautelare.

  22. Stefo

    Agghiacciante pensare che i termini della prescrizione, visto che la giustizia italiana è notoriamente sempre più rapida, siano stati per alcuni reati recentemente dimezzati. Resto dell’idea (assolutamente non per polemizzare,anzi grazie per l’aperto confronto che ci fate fare su ‘sto sito)che lo “stupratore-reo-confesso-che-si-costituisce-perché-lo-stanno-per-beccare” (ha commesso il reato un mese fa, se il senso di colpa lo distruggeva poteva costituirsi il giorno dopo) lo metterei in gattabuia. Avrà tempo per riflettere e ravvedersi.

  23. Anche se non fosse stato reo confesso e non si fosse costituito, e’ probabile che sarebbe finito ai domiciliari comunque.
    Tieni conto tra l’altro che in linea teorica, potrebbe anche aver confessato un reato che non ha commesso. Uno dei tanti motivi per cui prima di finire in carcere la gente va processata.
    In linea molto piu’ pratica invece, potra’ sempre ritrattare la sua versione dei fatti in aula, casomai ne avesse la necessita’. Non a caso e’ quello che hanno fatto i coniugi accusati della strage di Erba. La stessa cosa che ha permesso ad un tizio di ammazzare la moglie, di smentire la sua confessione, e poi una volta impunito, di dichiarare ai giornali di averla uccisa. Anche li’ se non ricordo male, c’e’ di mezzo una legge che facilita questo tipo di ritrattazioni, scritta a suo tempo per salvare i colletti bianchi.
    (^o^)

    p.s.
    Pensa se avesse confessato tutto al telefono ad un amico, diciamo, tra 6 mesi, dopo che sara’ passata la legge sulle intercettazioni…

  24. @ stefo

    “Agghiacciante pensare che i termini della prescrizione, visto che la giustizia italiana è notoriamente sempre più rapida, siano stati per alcuni reati recentemente dimezzati.”

    E chi li ha dimezzati? :D

    @piccolokin

    “Pensa se avesse confessato tutto al telefono ad un amico, diciamo, tra 6 mesi, dopo che sara’ passata la legge sulle intercettazioni…”

    E avesse avuto il telefono intercettato, ma avesse confessato il giorno dopo l’entrata in vigore della legge. Grande PiccoloKin, a questa non avevo pensato.

    Se succedeva, potevamo titolare “Berlusconi libera gli stupratori”. Succederà, prima o poi. :D

  25. Stefo

    @ piccolokin. La gente va processata prima di essere condannata definitivamente, ma esiste anche la custodia cautelare. E il caso di uno stupratore reo confesso che tra un po’ potrebbe farsi una bella vacanza a Ipanema secondo me (parere personale)ci rientra.
    @ Gregorj. E chi li ha dimezzati? Lo sappiamo tutti. Berlusca pro domo sua. Non vorrei passare per berlusconiano (Iddio me ne scampi!)

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