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Tecnologiadi Maddalena Balacco (loska)
pubblicato il 26 gennaio 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Ci risiamo: il  governo di centrodestra davanti al primo vero scoglio della legislatura. Il web e la Pubblica Amministrazione. Riuscirà il ministro a fare addirittura peggio di chi lo ha preceduto?

Cambiano i governi, i premier se ne vanno, ma c’è qualcosa che non muta mai: la totale inettitudine rispetto al mezzo internet e tutto quel che lo riguarda della compagine che comanda. Per rendersene conto basta guardare il pomposo Piano E-Gov 2012 presentato dall’entourage del prode ministro della Funzione pubblica e dell’innovazione Renato brunetta slogan1358 img Lepico Brunetta alla conquista dellInternetBrunetta, di cui tutto si puo’ dire ma non certo che sia un fannullone: centinaia e centinaia di slide contribuiscono a fare del suo piano uno dei più grandi sprechi di megabytes nella storia. Della poderosa analisi – divisa in cinque parti:  presentazione, obiettivi, management summary, sintesi, pianificazione - ci dà notizia Stefano Quintarelli.

CHI BEN COMINCIA -  Le premesse sono chiare: l’Italia naviga in rete poco e niente, dunque bisogna migliorare un po’ ovunque. Certo, questo lo si poteva spiegare in 2 slide piuttosto che 188, ma vuoi mettere la soddisfazione di copincollare a casaccio decine e decine di tabelle con dati imprescindibili come quelli sull’utilizzo dei mezzi di comunicazione in Canada dal 1953 (atte forse a stuzzicare la reazione d’orgoglio degli italiani “Ma va’ in canada guarda quanto stanno su Internet”; “Che vergogna!”). Da sottolineare anche l’attenzione riposta all’analisi dei problemi italiani:  non si capisce infatti come mai i meridionali diventino i più digital divisi a pagina 12 quando soltanto una slide prima si dichiara che ora è il centro nord ad ospitare “la maggior parte della popolazione inDigita Divide di seconda generazione, ossia di svantaggio nelle performance“. E, ancora, come è possibile – matematicamente parlando perlomeno – dire che l‘Italia si piazza a 27, “leggermente” oltre la media europea di 76, per quanto riguarda l’interazione pubblico privato in rete? In primis, se l’Italia fa 27 – cosa? mele? pere? – non è al di sopra della media, ma al di sotto. In secundis, una discrepanza di 49 su scala da o a 100 è “leggera” solo per chi crede che la matematica sia un’opinione. Particolarmente tragico poi il punto in cui si denuncia2a8ro88 Lepico Brunetta alla conquista dellInternet non solo il ritardo sulla banda larga ma anche quello nell’Eccesso ad internet da parte di famiglie ed imprese, cosa che dimostra due realtà angoscianti ignorate completamente dai media: primo, chi lavora per la pubblica amministrazione o non sa scrivere o pensa che accesso ed eccesso siano sinonimi; secondo, a quanto pare in Italia c’è una larga fetta di popolazione che ha in casa un modem 56k e lo guarda perplessa da ormai dieci anni. Per fortuna, se questo piano sarà seguito nei minimi dettagli, nel 2012 forse riusciremo ad avere via email le pagelle dei nostri figli, questo abisso di ignoranza informatica sarà solo un triste ricordo e gli italiani potranno guardare i canadesi negli occhi senza sentirsi inferiori.

SE POTESSI AVERE MILLE SLIDE AL MESE - Inspiegabile poi la presenza di decine di slide riempite solamente da frasi lapidarie come Perche’ il piano e-gov 2012” e “superare il ritardo”. Un piano serio, avran pensato, non può essere di qualche misera diapositiva, meglio se sono 600 anche se semivuote e scritte in corpo 50.  Tralasciando queste quisquilie, si puo’ apprezzare la lucida visione che Brunetta ha della futura Matrix italica, un brunetta Lepico Brunetta alla conquista dellInternetluogo fatato dove i cittadini esprimono la loro opinione sulla PA a suon di faccine (e non bestemmiando): fra i vari progetti spiccano “Compagno di classe” che doterà (prima o poi) ogni studente della scuola primaria di un pc “a lui dedicato“, con tanto di autografo del ministro, e “Wi fi” per le Università, in cui si vaneggia parlando  di creare una rete di accessi senza fili a cui tutti i ragazzi dei campus potranno connettersi. Tutto molto bello, ma con quali fondi e, soprattutto, come? Invece di dare sfogo alla fantasia inventando progetti dai nomi accattivanti, un bagno di realtà avrebbe spiegato a Brunetta e i suoi che questi “progetti” da qualche parte sono già realtà: in Basilicata, ad esempio, per anni si sono concessi aiuti alle famiglie per l’acquisto di un pc a patto che fosse utilizzato anche per navigare. E se, invece di stanziare milioni per un fantomatico wi-fi universitario interplanetario, Brunetta si fosse fatto un giro nelle Marche, avrebbe scoperto che a Urbino anche senza tutti quei fondi, una rete wi-fi per studenti (e cittadini) esiste. L’hanno creata proprio gli studenti, e sono sempre loro che continuano a gestirla.

 

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