Ci risiamo: il governo di centrodestra davanti al primo vero scoglio della legislatura. Il web e la Pubblica Amministrazione. Riuscirà il ministro a fare addirittura peggio di chi lo ha preceduto?
Cambiano i governi, i premier se ne vanno, ma c’è qualcosa che non muta mai: la totale inettitudine rispetto al mezzo internet e tutto quel che lo riguarda della compagine che comanda. Per rendersene conto basta guardare il pomposo Piano E-Gov 2012 presentato dall’entourage del prode ministro della Funzione pubblica e dell’innovazione Renato
Brunetta, di cui tutto si puo’ dire ma non certo che sia un fannullone: centinaia e centinaia di slide contribuiscono a fare del suo piano uno dei più grandi sprechi di megabytes nella storia. Della poderosa analisi – divisa in cinque parti: presentazione, obiettivi, management summary, sintesi, pianificazione - ci dà notizia Stefano Quintarelli.
CHI BEN COMINCIA - Le premesse sono chiare: l’Italia naviga in rete poco e niente, dunque bisogna migliorare un po’ ovunque. Certo, questo lo si poteva spiegare in 2 slide piuttosto che 188, ma vuoi mettere la soddisfazione di copincollare a casaccio decine e decine di tabelle con dati imprescindibili come quelli sull’utilizzo dei mezzi di comunicazione in Canada dal 1953 (atte forse a stuzzicare la reazione d’orgoglio degli italiani “Ma va’ in canada guarda quanto stanno su Internet”; “Che vergogna!”). Da sottolineare anche l’attenzione riposta all’analisi dei problemi italiani: non si capisce infatti come mai i meridionali diventino i più digital divisi a pagina 12 quando soltanto una slide prima si dichiara che ora è il centro nord ad ospitare “la maggior parte della popolazione inDigita Divide di seconda generazione, ossia di svantaggio nelle performance“. E, ancora, come è possibile – matematicamente parlando perlomeno – dire che l‘Italia si piazza a 27, “leggermente” oltre la media europea di 76, per quanto riguarda l’interazione pubblico privato in rete? In primis, se l’Italia fa 27 – cosa? mele? pere? – non è al di sopra della media, ma al di sotto. In secundis, una discrepanza di 49 su scala da o a 100 è “leggera” solo per chi crede che la matematica sia un’opinione. Particolarmente tragico poi il punto in cui si denuncia
non solo il ritardo sulla banda larga ma anche quello nell’Eccesso ad internet da parte di famiglie ed imprese, cosa che dimostra due realtà angoscianti ignorate completamente dai media: primo, chi lavora per la pubblica amministrazione o non sa scrivere o pensa che accesso ed eccesso siano sinonimi; secondo, a quanto pare in Italia c’è una larga fetta di popolazione che ha in casa un modem 56k e lo guarda perplessa da ormai dieci anni. Per fortuna, se questo piano sarà seguito nei minimi dettagli, nel 2012 forse riusciremo ad avere via email le pagelle dei nostri figli, questo abisso di ignoranza informatica sarà solo un triste ricordo e gli italiani potranno guardare i canadesi negli occhi senza sentirsi inferiori.
SE POTESSI AVERE MILLE SLIDE AL MESE - Inspiegabile poi la presenza di decine di slide riempite solamente da frasi lapidarie come “Perche’ il piano e-gov 2012” e “superare il ritardo”. Un piano serio, avran pensato, non può essere di qualche misera diapositiva, meglio se sono 600 anche se semivuote e scritte in corpo 50. Tralasciando queste quisquilie, si puo’ apprezzare la lucida visione che Brunetta ha della futura Matrix italica, un
luogo fatato dove i cittadini esprimono la loro opinione sulla PA a suon di faccine (e non bestemmiando): fra i vari progetti spiccano “Compagno di classe” che doterà (prima o poi) ogni studente della scuola primaria di un pc “a lui dedicato“, con tanto di autografo del ministro, e “Wi fi” per le Università, in cui si vaneggia parlando di creare una rete di accessi senza fili a cui tutti i ragazzi dei campus potranno connettersi. Tutto molto bello, ma con quali fondi e, soprattutto, come? Invece di dare sfogo alla fantasia inventando progetti dai nomi accattivanti, un bagno di realtà avrebbe spiegato a Brunetta e i suoi che questi “progetti” da qualche parte sono già realtà: in Basilicata, ad esempio, per anni si sono concessi aiuti alle famiglie per l’acquisto di un pc a patto che fosse utilizzato anche per navigare. E se, invece di stanziare milioni per un fantomatico wi-fi universitario interplanetario, Brunetta si fosse fatto un giro nelle Marche, avrebbe scoperto che a Urbino anche senza tutti quei fondi, una rete wi-fi per studenti (e cittadini) esiste. L’hanno creata proprio gli studenti, e sono sempre loro che continuano a gestirla.



” ma vuoi mettere la soddisfazione di copincollare a casaccio decine e decine di tabelle con dati imprescindibili” eheh
brunetta EPICO? no!
brunetta E’-PICO(LO)!
Purtroppo credo che l’informatica nella pubblica amministrazione non decollerà mai, per un semplice motivo. Nelle PA lavorano persone che non hanno mai avuto a che fare con un computer nella loro vita.
Sono un informatico e spesso mi è capitato di insegnare in corsi di formazione per le PA: niente di che..Word, Excel e cose varie.
Bene mi è capitato di insegnare a persone che per stampare (ad esempio) 1000 buste con Nome, Cognome, Indirizzo etc etc si mettevano in coppia: uno dettava e l’altro scriveva (a che velocità poi … 3 secondi per cercare una lettera sulla tastiera) e per questo compito erano capaci di perdere un’intera settimana lavorativa, quando con la funzione di Stampa Unione di Word, si sarebbe fatto in un paio d’ore al massimo.
E non sto parlando di gente anziana: persone sui 40\50 anni, media età insomma. Ma adesso vi chiedo: quanti di voi hanno mamma o papà con media dimestichezza al computer?
Quindi credo che per ora sia inutile spendere milioni e milioni di euro per informatizzare le PA. Si pensi ad un approccio piu strategico, come l’inserimento di personale giovane e un po più … (schiocco di dita) … rendo l’idea?
Io vorrei portarvi un esempio europeo in un paese spesso sotto l’Italia in buona parte delle classifiche. Per lavoro mi è stato proposto, un annetto fa, di trasferirmi nella sede portoghese della azienda per cui opero. Ovviamente arrivando dall’Italia avevo le poche informazioni che il giornalismo fa passare del Portogallo (e lascio a voi capire quale sia l’idea di base).
Beh, per quanto il Portogallo spesso si giochi gli ultimi posti delle classifiche con l’Italia, qui l’informatizzazione è una cosa che da noi nemmeno con il piano di Brunetta completamente attuato avremo.
Internet veloce é presente in ogni paese (e intendo in ogni paese), a partire dalle città medie è disponibile una rete WiFi libera per navigare gratis (è a traffico controllato, quindi non si può fare i furboni con il p2p), i prezzi degli abbonamenti sono la metà di quelli italiani, e la velocità è doppia rispetto alle adsl italiane (escludendo la fibra).
Ma le cose più spettacolari sono per esempio il multibanco (il nostro bancomat), che a differenza di quello italiano permette di fare ogni cosa da un qualsiasi terminale bancario (pagare bollette, fare movimenti, comperare biglietti di cinema e treno). E per concludere c’è l’e-govern, oggi e non nel 2012, e funziona. Io per iscrivermi e ottenere il numero di contribuente sono andato ad uno sportello fisico dove presentare la richiesta scritta, su questa si deve indicare anche un indirizzo di posta elettronica (e ci ho messo 15 minuti per fare il tutto, contando la fila di 2 persone che ho trovato, a metà mattinata). Inviata la richiesta, dopo 2 settimane è arrivata per posta una lettera con il codice di attivazione per il sito del ministero delle entrate portoghese. Una volta entrati è possibile farsi inviare per e-mail ogni notifica che viene fatta al contribuente, inoltre dal sito è possibile sapere ogni cosa del contribuente stesso, stato dei pagamenti delle tasse, eventuali pendenze giudiziarie, multe, scadenze amministrative, modifiche di moduli, e chi più ne ha più ne metta. E non vi parlo della carta unica dei servizi, altrimenti a Brunetta viene un travaso di bile.
Il piano che ha presentato Brunetta, se arrivasse a regime davvero nel 2012, arriverebbe comunque con almeno 5 anni di ritardo rispetto ad alcuni paesi, e mancante di molte caratteristiche auspicabili.
E io che faccio, torno nella repubblica delle banane?
Non colgo il legame fra la meritoria azione di Brunetta sulla pubblica amministrazione e la criticabilissima presentazione del piano di informatizzazione. Salvo, probabilmente, sospettare il sabotaggio delle slide da parte di qualche fannullone infiltrato nello staff del ministro
Nella mia personale esperienza a Roma, mi pare che anche se si trattasse soltanto di tornelli e di pura retorica, vi sarebbe un effetto positivo: costringere i nullafacenti ad inventarsi scuse e mostrare un minimo di ritegno, dare il segnale per cui certi comportamenti saranno diffusi, ma non sono leciti. E sfido chiunque a sostenere che pigri e assenteisti sarebbero una minoranza nei ministeri.
massimiliano ha perfettamente ragione..il grosso del problema è che tutti vogliono fare tutto senza alcuno sforzo per comprendere un minimo il problema che devono affrontare..ormai computer è sinonimo di “posso fare tutto”..si certo, ma non è che giri lo sguardo e tac la tabella è pronta, impaginata, con i dati già dentro, con le funzioni spaziali macro-marco-alberto-gianni già pronte e funzionanti debuggate e readytobedestroyed..
oggi puoi fare tutto quello che stravuoi con sto assassino di un computer, però devi anche farlo girare, mica solo inserire numerini e slide..
ma si sa, quelli bravi sono quelli che impaginano e fanno le slide per presentarti qualcosa di cui non hanno capito niente e che si dovranno sobbarcare gli altri..
Quoto Net Flier , al cubo
Mannaggia a Powerpoint