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Cosa è successo fra Andrea Pirlo e Massimiliano Allegri

Con la conferma di Massimiliano Allegri sulla panchina della Juventus al posto di Antonio Conte, la posizione di Andrea Pirlo in seno alla squadra bianconera si è fatta improvvisamente traballante. Colpa del rapporto tra i due mai decollato ai tempi del Milan e conclusosi con la partenza del fantasista di Flero dopo il primo anno di Allegri in panchina.

Antonio Calanni-Lapresse
Antonio Calanni-Lapresse

LA ROTTURA DEL 2011 – L’addio tra Pirlo ed il Milan si consumò nel maggio 2011, pochi giorni dopo la vittoria dello scudetto, nella sede del Milan di Via Turati nel corso di un colloquio tra Galliani e Massimiliano Allegri. Pirlo era reduce da un infortunio. Il tecnico, per ovviare alla sua assenza decise di mettere al suo posto davanti alla difesa l’olandese Mark Van Bommel, mediano di contenimento. Il fantasista avrebbe quindi dovuto abbandonare la posizione cucitagli addosso da Carlo Ancelotti per giocare a sinistra, nel posto di Clarence Seedorf. La prospettiva non è mai piaciuta a Pirlo. A confermarlo lo stesso giocatore nella sua autobiografia, «Penso quindi gioco».

LE MOTIVAZIONI DEL MILAN – Nel libro il giocatore ha ricordato così il divorzio dal rossonero riproponendo le parole di Adriano Galliani che di fatto spiega che la sua assenza è risultata ininfluente per la conquista dello scudetto, che il tecnico non lo vede più nella sua posizione naturale e che il Milan avrebbe potuto dargli solo un rinnovo annuale:

Andrea, il nostro allenatore Allegri pensa che se resti non potrai più giocare davanti alla difesa. Per te avrebbe pensato a un altro ruolo: sempre a centrocampo, ma sulla sinistra. Piccolo particolare: davanti alla difesa pensavo di poter dare ancora il meglio di me. Un pesce quando il mare è profondo respira, se lo spostano sotto il pelo dell’acqua si arrangia, ma non è la stessa cosa. “Anche con te in panchina o in tribuna abbiamo vinto lo scudetto. E poi, Andrea, da quest’anno la politica della società è cambiata. A chi ha più di trent’anni, proponiamo il rinnovo di contratto solo per dodici mesi

Parole che hanno ferito Pirlo in quanto ha ritenuto di leggere un messaggio tra le righe:

Altro piccolo particolare: non mi è mai capitato di sentirmi vecchio, neppure in quel preciso momento. Solo a tratti ho avuto la sensazione che qualcuno volesse farmi passare per bollito, più che altro erano le premesse a lasciarmi perplesso.

Silvio Berlusconi nel 2009, quindi con due anni d’anticipo rispetto alla rottura effettivamente consumatasi, come ripreso da Repubblica, parlò di un possibile addio del centrocampista di Flero per questioni di bilancio:

Vedremo Pirlo cosa fa, io spero che rimanga, sono stato il primo a dirlo, ma poi mi hanno anche fatto vedere i conti

 

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I SUCCESSI DI PIRLO CON LA JUVENTUS – Nei tre anni successivi alla Juventus Pirlo ha vinto tre scudetti, due supercoppe italiane, ha conquistato la finale dell’Europeo ed il terzo posto alla Confederations Cup. Le prestazioni del giocatore hanno creato malcontento sia nella dirigenza sia tra i tifosi del Milan che hanno imputato ad Allegri ed alla leadership rossonera la rottura di un rapporto che sembrava destinato a durare per la carriera sportiva del giocatore. L’11 maggio 2012 Pirlo, intervistato dalla Gazzetta dello Sport e ripreso da Panorama, attaccò a testa bassa la sua ex società, evocando anche l’episodio della richiesta di prova tv nei suoi confronti per una presunta gomitata data a Mark Van Bommel nello scontro diretto del 26 febbraio 2012:

Pirlo, si è sentito sottovalutato e scaricato dal Milan?

“Le cose sono andate così. Quando abbiamo parlato del mio contratto, mi hanno proposto il rinnovo per un anno. Io chiedevo un triennale perché ero più giovane degli altri giocatori in scadenza. Ma il vero motivo del mio trasferimento è stato un altro: Allegri voleva piazzare davanti alla difesa Ambrosini o Van Bommel e io avrei dovuto cambiare ruolo. Allora ho detto ‘no, grazie’ e ho scelto la Juve, che mi offriva motivazioni importanti. Ci tengo a dire che non è stata una questione economica”.

Quindi è stata una scelta tecnica.

“Il Milan ha deciso che non servivo più. L’ho capito subito durante quel colloquio. Nel mio ruolo Allegri preferiva altri giocatori”.

Le diede fastidio la richiesta di prova tv pubblicata sul sito del Milan per una sua presunta gomitata a Van Bommel nello scontro diretto?

“Certo: ho giocato lì 10 anni, sanno che io non faccio certe cose”.

LA DIFESA DI ALLEGRI – Ed ora? Allegri potrebbe tornare a lavorare con Pirlo, diventato bandiera dei tifosi juventini. L’ex allenatore del Milan però non ha mai gradito le parole del fantasista di Flero che rese di dominio pubblico le sue idee tecniche e tattiche. E la situazione sembra non si sia ricucita nel corso degli anni. A confermarlo le parole di Allegri pronunciate lo scorso 20 giugno, durante i Mondiali:

Se ne è andato per colpa mia? No, la scelta è stata presa dalla dirigenza, che voleva fare contratti solo di un anno per gli over 30. E poi anche Pirlo voleva cambiare aria, per cui… Ora basta però coi rimpianti, è un campione e lo ha dimostrato. Quando io lo schieravo da mezzala sembravo un matto, guardate invece dove lo schiera adesso Cesare Prandelli

Ed in effetti, tolta la prestazione con l’Inghilterra, il Mondiale di Pirlo è lontano dall’essere considerato memorabile anche perché al suo posto giocava De Rossi. E Prandelli, forse anche per questo, ha lasciato la Nazionale. In bocca al lupo a tutti i tifosi juventini per un’estate tra le più calde degli ultimi anni, seconda forse solo a quella di Calciopoli. (Photocredit Lapresse Antonio Calanni)