Sgomberato il campo nomadi romano dove la scorsa settimana è stata violentata una donna. Quartaccio come Tor Bella Monaca o Corviale: uno dei cento piccoli grandi Bronx, pronti a esplodere. Prima o poi.
L’operazione parte alle sei del mattino. Rapida e indolore, ferma e decisa come solo chi ha la coscienza sporca riesce a fare. L’accampamento abusivo teatro dello stupro della 41enne consumato mercoledì scorso è stato sgomberato sabato mattina (“sgombro riuscito“, annuncia il Tg5 del mattino), con un‘azione coordinata di Polizia, “degli agenti
dell’ufficio Prevenzione generale e soccorso pubblico, diretto da Raffaele Clemente, in collaborazione con Unita’ Paracadutisti dell’Esercito alle dipendenze del col. Lorenzo Gajani Billi, e con personale del Corpo Forestale dello Stato, della Polizia Municipale e dell’Ama. A chiudere, Municipale e operatori del Servizio Giardini, dotati di due ruspe per rendere il tutto più veloce. Interviene anche l’Unità di soccorso per gli animali, che si porta a casa un paio di bastardi che non vedevano l’ora di infilarsi nelle gabbie dei volontari.
BOLLETTINO FINALE - “Abbattute 25 baracche di fortuna, all’interno delle quali alloggiavano 6 nuclei familiari, per un totale di 52 persone di cui 9 minori, 32 uomini e 11 donne, in precarie condizioni igienico sanitarie”, recita il comunicato finale. “Dai successivi accertamenti e’ emerso che due uomini di nazionalita’ rumena erano segnalati per rintraccio e pertanto accompagnati presso l’ufficio Immigrazione per i controlli del caso. Due donne e due minori sono stati affidati al personale del Nucleo antiemarginazione, mentre le restanti persone hanno rifiutato il ricovero presso strutture assistite. Tutti i maggiorenni sono stati denunciati in stato di libertà per invasione di terreno demaniale”. Quando arriviamo è quasi tutto finito: sono rimaste due donne con un bambino a raccattare le ultime cose prima di andarsene via con scatole e valigie che straripano. “Stanno a fa’ spesa, quelle”, dice un agente della Municipale. Perché? “Mica era roba loro quella lì. Ne approfittano per rifare l’arredamento della prossima baracca, mi sa”. I due cani pastori mangiano i biscotti rimediati dai tizi della Protezione Animali, mentre il pitbull è stato sedato ma per portarlo bisogna andare in due: “Pesa troppo, capo“. Le due collinette sono ancora piene di rifiuti, cianfrusaglie e coperte. Un’automobilina da bambino è rimasta in mezzo al prato, insieme a un lavello in acciaio, un motorino a due ruote e un carrello da supermarket. “Stavano qua da anni, questi qua, e mica è finita: se
prosegui per la via sai quante ne trovi ancora di baracche”.
VILLINI EXTRALUSSO CEDESI - Nella zona, recintata e di proprietà dell’Acea, qualcuno s’è dimenticato di finire il lavoro. In mezzo alle sterpaglie, in una vietta ricavata con i rami degli alberi e le ante delle armadie, ci sono ancora quattro casupole in piedi. Pareti di compensato, recintate da fili di metallo con attaccate le mollette per stendere i panni, e ricoperte di tessuto per tende e nylon. Dentro, materassi ammassati su mattoni e selci. A terra, sigarette e pentole piene di marciume, in un angolo una confezione di pannolini e due buste di cornetti. Nel “salotto“, un tv color e uno stereo. Tappeti arrotolati nelle pareti e un ramo d’albero a fare da colonna portante, mentre la cappa del camino dà su una stufetta che è stata accesa da poco. Piove, sia fuori che dentro, e le bacinelle sono state strategicamente piazzate negli angoli giusti. “Qui questi ci tornano, vedrai se non ci ritornano“, si sussurrano tra di loro quelli della Municipale. E perché? “Perché se non li espelli quanto vuoi che duri? Qui non è che possiamo controllare quello che succede nei prati tutti i giorni, e anche se segnaliamo poi uno sgombero non è cosa che si organizza dalla sera alla mattina”. Ci vuole uno stupro, minimo. “Eh, oppure un omicidio. Sto scherzando, eh?”.




e li dietro ci sono piccole viette in cui cambia tutto, stradina private, piene di villette, tranquillissime, illuminate, non è strano?
e a due passi, belvedere montello: residenza dei UUUiiipppsss. Mai passata?
Come no… Conoscevo qualcuno che abitava lì, gente rampante anni 80 capace di dire:” i filippini da piccoli sono così carini!”
Polvere sotto il tappeto rulez
Questi reportage mi piacciono sempre un sacco.
in italia dovrebbe entrare solo e soltanto gente che lavora e che viva ed abita in delle case vere ,tutto il resto fuori dall’Italia,,
e chi è che fa entrare chiunque, in Italia? Se si tenta di mettere restrizioni la Chiesa strilla subito, e la sinistra pure. Quanto ai giudici e alle leggi, meglio lasciar perdere….
Però, e se chi abita in periferia comunciasse a fare qualcosa da solo? Che so, mettere faretti alle finestre per illuminare le vie, non gettare spazzatura per strada e “menare” chi lo fa,organizzarsi in tanti per allontanare gli immigrati ubriachi, ecc.ecc.
Bello pretendere che siano sempre le autorità a levare le castagne dal fuoco….
non che gli abitanti sono stinchi di santi
anche se c’è tanta brava gente, per cui loro adesso subiscono gli extracomunitari ma per anni sono stati LORO il pericolo per quelli di torrevecchia (se ti rubavano l’autoradio, sapevi che era uno di via andersen)
al di là del belvedere montello, a via valle dei fontanili ci sono certi villoni… è una zona piena di contraddizioni, in effetti