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«Troppo larghe»: a Parigi lo scandalo delle scale mobili del Métro

Scale mobili troppo larghe per poter funzionare correttamente nelle stazioni della metropolitana. Succede a Parigi, dove la RATP – la società che gestisce l’intera rete della metropolitana della regione parigina – ha ammesso di dover sostituire una trentina di scale mobili installate, tra il 2006 e il 2007, in alcune stazioni delle linee più trafficate della rete. Un nuovo “errore di progettazione” che arriva a poco meno di due mesi da quello commesso dalla SNCF – le ferrovie francesi – che aveva speso 15 miliardi in treni nuovi di zecca senza poterli usare, perché troppo larghi rispetto allo standard delle banchine della maggior parte delle stazioni.

Foto: PATRICK KOVARIK/AFP/Getty Images
Foto: PATRICK KOVARIK/AFP/Getty Images

SCALE MOBILI TROPPO LARGHE – La notizia è stata svelata da Le Figaro, ed è stata ripresa dalla stampa francese: il quotidiano parigino spiega come quelle scale mobili siano più larghe di dieci centimetri, per una larghezza complessiva di un metro là dove la struttura della scala, purtroppo, misura solo 90 centimetri. Gli ingegneri di RATP credevano che quei dieci centimetri in più potessero essere utili a smaltire il traffico dei viaggiatori nelle ore di punta, invece hanno causato continui guasti che hanno reso necessari innumerevoli e costosi interventi di manutenzione. Così, i vertici della società parigina si sono arresi e hanno annunciato la sostituzione delle scale mobili, nonostante fossero state garantite per circa quarant’anni.

 

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TUTTE SOSTITUITE ENTRO UN ANNO – Le scale mobili “incriminate”, circa una trentina, sono attualmente in funzione sulle linee 6, 13 e 14 della metropolitana, compresa la stazione Olympiades, aperta soltanto nel 2007. Tutte le scale mobili in questione verranno sostituite entro il 2015, per un costo stimato in circa sei milioni di euro attorno al quale ci sarebbe già un contenzioso tra RATP e CNIM – la società che le ha costruite e vendute – su chi debba accollarsi i costi dell’intera operazione.

(Photocredit copertina: Foto: JEAN-PIERRE MULLER/AFP/Getty Images)