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Sgomberato il Volturno, ex «cinema» di Cecchi Gori

«Sono entrati alle 9, hanno isolato la strada e dai rumori che si sentono da fuori credo stiano levando tutto». Inizia così la mattinata degli attivisti del Volturno occupato. In piedi, davanti alle camionette, mentre si osserva lo sgombero dello stabile, a due passi dalla stazione Termini a Roma, da parte di polizia e carabinieri. Niente più corsi, niente più concerti, niente più teatro. L’ex cinema porno, occupato otto anni fa dai collettivi dopo diversi anni di abbandono, torna ora in mano ai suoi liquidatori o meglio a chi, in base al prezzo d’asta dell’edificio, ha preso lo stabile. Come è anche giusto che sia.

Lo stabile prima del lavoro degli attivisti
Lo stabile prima del lavoro degli attivisti

NEL CIRCUITO DI CECCHI GORI – Il Volturno non è uno stabile di poco conto nella Capitale. Nato dall’estro dell’architetto Arnaldo Foschini è rimasto teatro d’avanspettacolo fino agli anni ’70 quando è diventato una sala per film osè. Il fallimento del cinema arriva però negli anni ’90 quando, entrato nel circuito Cecchi Gori, finisce in liquidazione con il crollo della società dell’imprenditore fiorentino. Dall’Adriano al Reale, il tesoro di Cecchi Gori Group è stato messo all’asta con non poche difficoltà. Nello specifico la vendita del Volturno partiva da una base d’asta di 3 milioni di euro.

volturno

NELLE MANI DI FERRERO? – Il cinema, in abbandono da diversi anni, fu occupato nel 2008. Due estati fa, il 4 agosto del 2011, ci fu un primo tentativo di sgombero. Durò poco: dopo qualche ora gli attivisti riuscirono a rientrare nella struttura rompendo sigilli e lucchetti. La struttura in via Volturno 37 è diventata negli anni sia un laboratorio di cultura indipendente che uno sportello di assistenza e lotta per la casa. E il legame con chi si occupa dell’occupazione delle case a Roma potrebbe aver indotto il prefetto allo sgombero di stamane.

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«Non disturbavano nessuno – spiega un giovane dietro il bancone di un bar vicino – Anzi, in questa zona i problemi da risolvere sono altri». Intanto i collettivi non mollano, annunciano un corteo domani, da piazza dall’Indipendenza. Sul piede di guerra ci sono tutti i Movimenti per il diritto all’abitare. L’intenzione è quella di sfilare fino a Montecitorio. In realtà intorno alla struttura del Volturno qualcosa è cambiato e in modo rilevante. Lo stabile potrebbe esser stato venduto in queste ultime settimane, ritrovando quindi, di fatto, un proprietario “concreto”. Per 64 milioni di euro l’imprenditore capitolino Massimo Ferrero ha infatti acquistato qualche mese fa le 15 sale cinematografiche dell’ex circuito Cecchi Gori attraverso la società Mediaport. Le sale attive sono state ribattezzate e riunite sotto il marchio Ferrero Cinemas. Ferrero, detto “Er Viperetta”, è proprietario di circa 60 sale nella Capitale e il Volturno potrebbe esser diventata da poco la sua ultima “conquista”.

(Foto credit Volturno occupato)