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Caso Giuseppe Uva: oggi parla Alberto Biggiogero

L’udienza del 14 luglio del caso Uva  darà al giudice elementi utili per prendere una decisione sul caso. Giuseppe Uva, un artigiano  43 enne perse la vita il 14 giugno 2008, dopo aver trascorso parte della notte in caserma a Varese. Era stato fermato dai carabinieri durante la notte, ubriaco, mentre con un amico spostava alcune transenne dalla strada. La reazione di Uva spinse i carabinieri a chiedere l’intervento della polizia: tre agenti portarono i due in caserma, dove Uva avrebbe subito percosse violente, secondo la tesi dei familiari. Poi, il dramma. Trasportato in ospedale e sottoposto a trattamento sanitario obbligatorio, morì poco dopo il ricovero.

 

Foto: In Insubria.it
Foto: In Insubria.it

 

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LE INTEGRAZIONI – Il gup Stefano Sala a chiesto due integrazioni istruttorie: l’interrogatorio in aula – a porte chiuse – del testimone del caso, l’amico di Uva, Alberto Biggiogero, presente con lui quella notte di sei anni fa, e la trascrizione di una telefonata tra Lucia Uva, sorella di Giuseppe, e la presunta testimone dell’ospedale Assunta Russo. La registrazione va resa «intellegibile al decidente e alle parti, cristallizzandone al contempo il contenuto soggetto a possibile corruzione», si legge nell’ordinanza confezionata dal gup Sala. Biggiogero come detto verrà sentito oggi e durante la stessa udienza vi sarà il conferimento dell’incarico a un  perito che dovrà trascrivere la registrazione della conversaziono telefonica. Se il perito avrà a disposizione una decina di giorni di lavoro, il destino di un carabiniere e sei poliziotti che nel 2008 ebbero a che fare con Giusseppe Uva potrà essere deciso prima della pausa estiva, in caso contrario l’udienza preliminare sul caso Uva potrà riprendere il prossimo autunno.

(Photocredit: screenshot via Le Iene & Insubria.it)