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«Portami un cornetto»: così all’Umberto I arrivava la cocaina

ROMA “Cornetti” e “Antistaminici”, parole d’uso comune in qualsiasi ospedale, ma al policlinico Umberto I venivano usati come nomi in codice per la cocaina. La scoperta è stata fatta in seguito all’indagine sul traffico internazionale di farmaci, che già venerdì scorso aveva portato ad otto arresti, due dei quali tra i tecnici della farmacia interna al policlinico. Medicinali costosi, di difficile reperibilità, venivano rubati dai magazzini dell’ospedale e trasferiti in Campania dal corriere della banda Marco Maggi, detto Schumacher. Lo stesso Maggi, secondo le intercettazioni citate nell’ordinanza, spacciava anche cocaina all’interno dell’ospedale. Un traffico di droga che, oltre ai magazzinieri, arrestati con l’accusa di di detenzione e spaccio, troverebbe consumatori anche all’interno delle corsie ospedaliere.

 

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LE CONVERSAZIONI – Dalle intercettazioni, riportate dal Messaggero emerge che Gianluca Mantini, già arrestato per associazione a delinquere e furto di farmaci, abbia ricevuto una telefonata da un cliente alla quale avrebbe promesso che sarebbe passato il corriere “all’autoparco”. Mantini telefona quindi a Schumacher, anch’egli accusato di associazione a delinquere, ma non di spaccio.
Mantini: «Ciccio do stai?»; Maggi: «Sto in giro come al solito»; Mantini: «Si senti, passa al bar, me prendi un cornetto, glielo porti là all’autoparco al mio amico…»; Maggi: «No, no, no»; Mantini: «Aho è tranquillo, quello dell’altra volta, il signore…» Maggi: «Ma non me lo ricordo… è quello il problema»; Mantini: «Eh, vai là, lui te sta già aspettà… è tranquillo, sennò non te lo dicevo»; Maggi: «Non me lo ricordo, dije se viene n’attimino al giornalaio … sto proprio qui al giornalaio» Mantini; «Ma voleva un cornetto, vabbe là al giornalaio».

GLI ANTISTAMINICI – Due giorni dopo, Schumacher viene ripreso dalle telecamere a circuito chiuso dell’Umberto I, che hanno permesso alla Squadra mobile di Roma e al pm Antonella Nespola di scoprire il traffico di droga. Nell’informativa citata nell’ordinanza leggiamo: «Ore 11.25 Mantini Gianluca prepara una dose di probabile sostanza stupefacente del tipo cocaina sopra la scrivania e la consuma. Ore 12.52 Mantini Gianluca consegna delle dosi di presunta sostanza stupefacente del tipo cocaina al cliente (il nome non compare nella lista degli indagati ndr)». In un’altra telefonata si fa riferimento agli “antistaminici” ma la natura della conversazione fa nascere il sospetto che non si tratti di semplice allergia. Un cliente telefona a Mantini: «Me porti l’antistaminico?»; Mantini: «Non te porto un c… passi tu, non me rompete co ste cose, perché o sai a situazione come sto, no?»; Cliente: «Du pasticche io t’ho chiesto…» Mantini: «Passa te, viè co la macchina qua davanti genio».