|

«I paesi dell’Est Europa dicono no alla candidatura di Federica Mogherini»

Federica Mogherini è la favorita per diventare la nuova responsabile della politica estera della Commissione UE, ma un gruppo di paesi dell’Est Europa sta cercando di bloccare la sua nomina a causa dell’eccessiva vicinanza dell’Italia alla Russia di Putin. Una battaglia che sta trovando consensi nelle nazioni che si sono schierate per dure sanzioni contro Mosca dopo lo scontro con l’Ucraina.

federica mogherini italia russia 2
AP Photo/Maxim Shipenkov, pool

FEDERICA MOGHERINI E IL CONSIGLIO EUROPEO – Mercoledì 16 luglio i capi di stato e di governo dei 28 paesi membri dell’UE si troveranno per un Consiglio europeo straordinario al fine di nominare gli ultimi due ruoli apicali dell’Unione Europea dopo l’assegnazione della presidenza della Commissione a Jean-Claude Juncker, che dovrebbe essere confermato domani dall’Europarlamento. All’ordine del giorno ci sono le nomine del presidente del Consiglio europeo e dell’Alto rappresentante degli affari esteri dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. Visto il disaccordo sul successore di Herman Van Rompuy, in scadenza al 1° dicembre, i capi di stato e di governo vorrebbero indicare almeno il responsabile della politica estera UE, che affiancherà Juncker come vice presidente della Commissione. La favorita per la nomina è l’italiana Federica Mogherini, ministro degli Esteri del governo Renzi, ma il quotidiano Financial Times rivela come si sia formato una forte opposizione sul suo nome. Secondo fonti diplomatiche Lituania, Estonia, Lettonia e Polonia stanno cercando di bloccare la nomina della Mogherini per l’eccessiva vicinanza dell’Italia alla Russia. I paesi dell’Est Europa incolpano Roma di aver assunto posizioni troppo blande nei confronti di Mosca durante la recente crisi ucraina.

LEGGI: Commissione Ue, Juncker designato presidente

FEDERICA MOGHERINI E LA POLITICA ESTERA UE – Come rimarca il Financial Times, il tentativo di blocco della candidatura Mogherini effettuato dai paesi dell’Est Europa è tacitamente appoggiato dai paesi che si sono schierati per sanzioni più dure contro la Russia. Una possibile allusione alla Germania, quantomeno la Cdu della Merkel, oppure alla Gran Bretagna di David Cameron tra le nazioni più grandi. La candidatura del ministro degli Esteri italiano è appoggiata dai governi socialisti, ma il quotidiano finanziario sottolinea come stia crescendo una forte perplessità all’interno del Parlamento europeo sul suo nome. «Scegli la capacità e l’esperienza o invece il colore politico e il genere» è la domanda polemica pronunciata da un leader del centro-destra europeo, non citato, in merito al profilo della Mogherini, che genera perplessità vista la sua scarsa esperienza. L’attuale ministro degli Esteri non aveva avuto alcun incarico di governo prima della nascita dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi.

FEDERICA MOGHERINI E IL RESTO DELLE NOMINE – Il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy, che sta guidando la trattativa, ha comunque posto ai leader consultati l’esplicito invito a chiudere la trattativa sulla figura dell’Alto rappresentante della politica estera UE. Per nominare il successore di Catherine Ashton serve una maggioranza qualificata così come per la presidenza della Commissione. La nomina di Juncker è arrivata a maggioranza, per quanto molto ampia, visto il no espresso da Regno Unito ed Ungheria. Il Financial Times rimarca come in caso di blocco della Mogherini i candidati più schierati contro la Russia, i ministri degli Esteri della Polonia e della Svezia, Radoslaw Sikorski e Carl Bildt, saranno probabilmente bocciati per le loro posizioni eccessivamente anti Mosca. Una situazione si stallo che potrebbe favorire l’attuale commissaria agli aiuti umanitari, la bulgara Kristalina Georgieva, che però ha la lacuna di non esser appoggiata dal suo governo. Ancora più problematica sarebbe la successione di Herman Van Rompuy, anche se Angela Merkel avrebbe dichiarato la sua disponibilità ad appoggiare il primo ministro danese Helle Thorning-Schmidt. La Francia sarebbe però contraria a nominare un presidente del Consiglio europeo espressione di un paese al di fuori dell’eurozona.

Foto di copertina: AP Photo/Alexander Zemlianichenko