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Gianluca Grignani arrestato: «Ho avuto una crisi di panico»

Continuano le polemiche per l’ultima bravata di Gianluca Grignani, arrestato ieri a Riccione per resistenza a pubblico ufficiale e violenza.

LA NOTTE DI RICCIONE – Secondo quanto riportano i giornali oggi, Gianluca Grignani avrebbe iniziato a dare in escandescenze nella nottata di sabato. A chiamare le forze dell’ordine proprio il cugino del cantante, che abita nella città romagnola e che si trovava con Grignani nella casa affittata per le vacanze con la famiglia (moglie e quattro figli, assenti, secondo quanto riferisce il cantante, al momento dei fatti). All’arrivo dei militari, il cantante sarebbe fuggito, tentando di nascondersi in un vicino hotel: qui avrebbe “scaraventato” giù dalle scale un militare e feritone alla gamba un altro, prima di essere catturato e portato in ospedale per alcune flebo calmanti. Il giorno dopo, l’arresto: sembrerebbe che il cantante fosse positivo alla cocaina e ubriaco.

LA VERSIONE DI GRIGNANI – Su facebook il cantante ieri ha voluto dire la sua

State leggendo un sacco di cose, e le state commentando, e per quanto vi garantisco che non ci si abitua mai ai giudizi sommari e a certe cattiverie gratuite, è giusto e normale che sia così. E lo accetto.
Non lo scoprite oggi e non ve lo devo raccontare che non sono una persona facile. E non lo sono né per me, né per chi mi sta intorno. Ma tant’è.
Non mi nascondo, credo di non averlo mai fatto (e credo ve ne siate accorti negli anni). Né tantomeno ho mai pensato di aver qualcosa da insegnare a qualcuno, né ho mai pensato di poter essere d’esempio per chicchessia.
Detto ciò. Non sono in questura né in ospedale, ma a casa con Francesca e i bimbi.
Ieri ho avuto una giornata difficile. Brutta. Si, perchè capita anche a noi privilegiati, quelli per intenderci baciati dalla fortuna e dal successo, quelli che non sono costretti ad alzarsi tutte le mattine all’alba per andare a lavorare e tutto quello che meglio vi viene da pensare.
Ero stanco, nervoso, ansioso, mi è venuto un attacco di panico, ho avuto paura, e ho perso il controllo.
Non ce l’avevo con nessuno, non ho alzato le mani su nessuno, stavo male, ho bevuto, quando Francesca ha capito la situazione si è allontanata con i bimbi e ad assistermi è rimasto un mio amico.
Mi mancava l’aria, mi mancava tutto, avevo evidentemente bisogno d’aiuto e abbiamo chiamato i carabinieri.
Non ho buttato nessun rappresentante dell’Arma giù dalle scale, non ho aggredito nessuno, ma ero in stato confusionale e caricarmi sull’auto non è stato semplice e probabilmente è volata qualche spinta.
Affronterò tutto questo esattamente per quello che dev’essere, e ne pagherò le conseguenze.
Su tutto voglio scusarmi con i Carabinieri intervenuti sul posto, e con chi ieri sera se l’è dovuta vedere col peggio di me. Che c’è, è sempre li, da doverci fare i conti tutti i giorni. E a volte esagera.