Esteri

La guerra non è bella e fa pure male

23 gennaio 2009

Forse si poteva evitare, forse no. Ma quando la si fa, la si faccia come si deve senza troppi distinguo e troppi calcoli. Non servono perchè non è mai giusta, santa, buona. E’ sempre una pessima idea.

Si è ciarlato tanto (soprattutto in Italia) sulla sproporzione dell’azione dell’esercito israeliano a Gaza. Stronzate! La guerra è guerra, e se la Knesset ha ritenuto di farla, l’ha fatto proprio come si deve. Se si fa la guerra, non la si può fare sparando agli uccellini. Si fa massacrando (anche) i bambini. E’ la guerra che è ignobile. E ignobili i suoi interpreti, i suoi effetti e chi la avalla. Quando il governo D’Alema appoggiò (anche a livello operativo) i bombardamenti nella ex Jugoslavia con Dini agli Esteri, Bersani all’Industria, Diliberto alla Giustizia e compagnia bella (nullaosta firmato in realtà da Prodi prima di riciclarsi in Commissione Europea), di cosiddetti danni collaterali ne abbiamo contati a bizzeffe (civili fatti a pezzi). Il nostro premier, al vertice per la pace che si è tenuto domenica sera a Sharm el Sheikh, ha definito l’azione israeliana a Gaza “necessaria“. Possiamo supporre che il governo italiano non abbia protestato quando ha saputo che Israele avrebbe bombardato Gaza? Si può dubitare del fatto che i governi europei e gli ultimi schioppi di quello Bush non fossero a conoscenza dell’attacco israeliano nella Striscia e abbiano accettato il dato di fatto? Io direi di si. Oggi c’è grande indignazione per la morte dei civili palestinesi. I bambini, i bambini morti sotto le bombe, impotenti, massacrati. Le immagini che vanno e vengono sui nostri schermi ci fanno smettere di mangiare. Posiamo la forchetta, giriamo la testa o canale. “Poverini!” Ma se la comunità internazionale chiude un occhio e lascia fare, non può poi aspettarsi che i missili israeliani vadano a colpire quel punto lì, solo quel punto, dove c’è il nemico della democrazia. Non si può. Così si fa nei videogame. Perché ci prendiamo in giro? E’ questo quello che è successo cercando di acchiappare Milosevic o Karadžić, è questo quello che è successo cercando di acchiappare i cattivoni di Hamas. La gente sotto le bombe muore!

GRANDI NOTIZIEFrattini si è prodigato nel sottolineare il valore simbolico e pratico delle tonnellate di aiuti italiani arrivati a Gaza. L’Arabia Saudita donerà un miliardo di dollari per risistemare la Striscia. Un po’ tutti i Paesi occidentali stanno inviando denaro, medicinali, cibo ecc, per i poveri civili palestinesi. Ma se avessimo impedito ad Israele di bombardare? Un veto non avrebbe avuto un effetto più efficace della carità dei container pieni di cibo? Ora l’Onu vuole aprire una commissione d’inchiesta sui bombardamenti. Col senno di poi. La situazione comincia ad assumere contorni grotteschi. Mentre l’Italia si è divisa non tanto sul da che parte stare fra israeliani e palestinesi , ma piuttosto fra santoriani e annunziatani (tra l’altro secondo me, di fondo, Annunziata aveva anche ragione nel non voler lasciare il dibattito esclusivamente all’emotività di ragazzi troppo coinvolti….Poi ha rovinato tutto con la storia del 99,9% propalestina, vabbè..) non molti si sono accorti, a parte quel simpaticone di Travaglio, di una frase importante detta proprio ad Annozero. Il giovane palestinese di Gaza che vive in Italia ha affermato nel suo intervento da Santoro che non è solo Hamas a lanciare razzi verso Israele. Amen! Travaglio, operando a mio parere indegnamente, ha chiesto se allora in questo caso Israele non avesse avuto ancora più ragioni per bombardare Gaza. Il ragazzo (sorvolando su Travaglio) ha toccato un tasto importante: le formazioni armate palestinesi anche prima di Hamas hanno sempre ritenuto di colpire militarmente quelli che reputano aggressori, occupanti, guerrafondai imperialisti. Trovo assurdo lanciare missili su chiunque, perché trovo assurda la guerra in ogni sua forma, ma non trovo assurdo che alcuni palestinesi ritengano che lanciare razzi verso Israele sia giusto. Ci si dovrebbe chiedere come fanno a non capire che lanciare razzi (che per fortuna hanno causato molti meno danni di quelli che potevano causare) significa firmare la condanna a morte di centinaia e migliaia di palestinesi. Così come non trovo assurdo che alcuni israeliani ritengano che radere al suolo Gaza sia legittimo. Le operazioni di “pulizia” militare israeliana sono molto frequenti e di morti, prima della famosa tregua che avrebbe rotto Hamas, ce ne sono stati a centinaia. Trovo assurda la guerra e l’occupazione militare israeliana, non le follie che ha prodotto nel tempo.

MORTI E VITTIME - Ma davvero Europa ed USA (e le loro opinioni pubbliche, se esistono ancora) pensano che Hamas faccia tutto da solo? Diciamo le cose come stanno che è molto più sano! Sarebbe molto più onesto sentire qualcuno di importante dire a cuore aperto: “Israele faccia quel cazzo che gli pare come ha sempre fatto, non esageri, però. Quei trogloditi di Hamas canteranno vittoria, Israele canterà vittoria. Al prossimo missile che arriva, l’IDF asfalterà altri dieci bambini palestinesi appellandosi alla difesa dei suoi confini. Hamas avrà altri dieci martiri da contare. Dopo il danno manderemo aiuti umanitari. Israele aprirà i valichi per consentire l’afflusso di medicinali e generi di prima necessità. La gente si chiederà: come può un paese guerrafondaio bombardare un milione e mezzo di persone e poi aprire agli aiuti? Risposta: Perché è democratico“. Tutto qua. Poi se Hamas resta dov’è e si radicalizza ulteriormente (voglio vedere a chi danno la colpa i palestinesi che hanno perso casa, figli, marito, moglie sotto le bombe), è un problema a cui si penserà in futuro. E ancora: “Poi, già che ci siamo diamo tutti i soldi degli aiuti umanitari all’Anp che li girerà sicuramente agli amici di Hamas per ricostruire Gaza“. Va meglio no? Questa si che è dietrologia spicciola. Facciamone ancora un po’: il 10 febbraio ci saranno le elezioni nello Stato ebraico. Olmert ha dichiarato che Israele ha raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissata con “Piombo fuso“. Quali? La Livni ha detto che bisognava spaventare Hamas. La vedo proprio la triade di Hamas a Damasco che trema dalla paura. Gli unici che hanno tremato davvero sono quei poveracci che hanno perso tutto sotto le bombe e quegli altri poveracci che si beccano i razzi sulla testa in Israele. Andiamo avanti: Obama s’insedia e le bombe tacciono. Le bombe tacciono e i soldati israeliani lemme lemme se ne tornano a casa, restando sul chi va là. Non si sa mai. Non è il caso di iniziare il rapporto con la nuova amministrazione americana con una guerra sul groppone. Una guerra che ha un rapporto numerico di vittime senza precedenti: circa 1.300 morti palestinesi contro i 13 israeliani. Alcuni di questi ultimi, si dice, uccisi da fuoco amico. Mai vista una guerra del genere. Non c’è che dire, ormai contare i morti è diventato cosi…facile, come quando si contavano le biglie da ragazzini. Altra notiziona: gli italiani vogliono mandare i carabinieri al confine con l’Egitto. Ma ve li immaginate? Si perché bisogna monitorare i tunnel dove passano le armi per i palestinesi. In realtà sotto questi tunnel non ci passano solo le armi, ma tutto, proprio tutto quello che serve alla gente di Gaza per vivere perché da due anni c’è l’embargo. E’dietrologia supporre che i militari egiziani che controllano il valico di Rafah abbiamo qualche soldino in più da quando esistono questi tunnel? Perché la guerra fa schifo. Anche e soprattutto perché fa male.

9 commenti a La guerra non è bella e fa pure male

  1. gloriademo

    aspettavo un tuo articolo sulla questione da tempo!…grazie

  2. Molto bello. Quoto gloria.

    Hai letto gli articoli di Cremonesi(/e?) sul corriere? Sembra che un qualche effetto tutta questa follia l’abbia ottenuto.

    Non ci credo ma spero che possano ricostruire qualcosa di almeno un po’ più sereno.

  3. marcello

    ottimo………… semplicemente tutto perfetto hai omesso solo una cosa, mentre Milosevic è stato processato per crimini di guerra, a Olmert cosa faranno? Gli daranno una medaglia?……seguiterò sempre a non capire. Ciao

  4. pietro

    Paragonare quel macellaio di Milosevic a Olmert e questa guerra alle azioni delle bande armate serbe che stupravano, derubavano, uccidevano e deportavano centinaia di migliaia di persone è semplicemente desolante.
    Capisco ignorare la storia ma queste sono cose di pochi decenni fa!

  5. Alessandro Bernardini

    Il Jerusalem Post (che non è il quotidiano di Hamas) smenitisce Cremonesi:
    “Gaza/ Esercito israeliano: circa 1.300 le vittime palestinesi

    Gaza/ Esercito israeliano: circa 1.300 le vittime palestinesi Gaza/ Esercito israeliano: circa 1.300 le vittime palestinesi Jerusalem Post: Difesa smentisce reportage italiano Roma, 22 gen. (Apcom) – L’esercito israeliano ha dichiarato oggi che le vittime palestinesi dell’offensiva “Piombo Fuso” su Gaza sono circa 1.300, di cui molte sono uomini armati affiliati a gruppi radicali. Lo riporta il Jerusalem Post facendo riferimento al reportage dell’inviato a Gaza Lorenzo Cremonesi pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, secondo cui il numero delle vittime complessive non supera la soglia di 600. L’ufficio della Difesa israeliana responsabile per il coordinamento e l’amministrazione su Gaza ha già compilato una lista con i nomi di circa 900 vittime palestinesi uccise durante le tre settimane di offensiva; 750 di queste sarebbero militanti di Hamas. Secondo la Difesa dello stato ebraico circa i tre quarti delle vittime sarebbero state legate al movimento islamico che controlla Gaza o ad altre formazioni militanti come la Jihad Islamica. Almeno 500 degli uccisi sarebbero stati uomini armati di Hamas. Nel suo reportage, Cremonesi ha inoltre spiegato che in base agli ospedali visitati nella Striscia di Gaza, il numero dei feriti sarebbe ben inferiore ai 5.000 riferiti da Hamas, e riportati dalle Nazioni Unite e dalla Croce Rossa. Bfr 22-GEN-09 17:54 NNNN

  6. Ciao Alessandro.

    Non dicevo quell’articolo ma l’altro, quello in cui dice che gli uomini di Hamas si fanno vedere molto meno per le strade e che la popolazione civile sembra essersi stancata del loro modus operandi.

  7. Alessandro Bernardini

    Scusa Enrico. Si l’ho visto! Il problema è che ho qualche dubbio sul buon Cremonesi. Leggiti l’articolo a cui mi riferisco.
    Saluti

  8. Scusa di che? ;)

    Tra poco la tregua finirà. Tu che dici che capiti? Israele di sicuro non inizierà una nuova operazione su larga scala (non può inimicarsi Obama fin da subito) e invece Hamas? Altra cosa che non riesco a capire è abu mazen. Ma ne è venuto fuori meglio o peggio da questo conflitto?

  9. Alessandro Bernardini

    Cosa credo? Io spero innazitutto che non venga lanciato nessun razzo perche’ sarebbe un disastro e legittimirebbe ancora di piu’ a livello internazionale l’aggressione. E’ chiaro come il sole che ora Israele se ne stara’ buona per un po’. La campagna elettorale dara’ i suoi frutti. Su Abu Mazen la questione e’ contorta. Lui l’8 gennaio avrebbe dovuto lasciare ufficialmente la sua presidenza, ma la contingenza ha messo in secondo piano questo passaggio di estrema importanza politica per le sorti della Palestina. Di sicuro come interlocutore moderato la sua posizione si e’rafforzata. Non so sinceramente come la vedono a Gaza. Ma da adesso in poi nessuno (nessun referente politico internazionale) si sognerebbe di stare a parlare con Hamas. Abbas secondo me non ha giocato pulito, ha spinto per procrastinare di un anno il suo mandato in modo da arrivare alle politiche del 2010.
    Obama:mah! il messaggio e’ abbastanza chiaro. La Clinton come segretario di stato non promette nulla di buono per i palestinesi. Di certo Barak non e’ Bush se non altro in merito alle questioni di legittimita’ del diritto internazionale. Questo e’ un punto importante, se lui lavora a tutto tondo sul rispetto dei trattati, Israele sara’ obbligato a farci i conti e lavorare almeno su un accordo per l’inizio di un dialogo per lo smantellamento delle colonie. O almeno per una parte di esse. Questo non basta, ma almeno che qualcuno inizi a lavorarci!

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