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La Germania vieta la cola di Redbull perché contiene «cocaina»

La decisione delle autorità di sei stati tedeschi di proibire la bevanda è contestata con forza dall’azienda, che nega che la sostanza in questione sia cocaina.

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UN ALLARME RELATIVO – Le analisi effettuate dalle autorità del Nord-Reno Westfalia hanno rilevato 0,4 grammi per litro di cocaina nella cola prodotta da Redbull, in vendita anche in Italia. Il valore secondo le stesse autorità tedesche esclude che la sostanza possa avere un qualsiasi effetto sulla fisiologia dei consumatori, ma resta comunque al di sopra dei limiti di legge e quindi è scattato il provvedimento che ne ha disposto il ritiro dagli scaffali.

NON FA MALE – Secondo la compagnia, oltre a essere innocua, la sua bevanda non contiene cocaina, poiché le analisi tedesche avrebbero individuato solo tracce di uno degli alcaloidi (10) prodotti dalle foglie di coca, ingrediente della bevanda come di moltissime altre preparazioni alimentari in vendita nel mondo, che prima di essere utilizzato subisce la rimozione chimica delle sostanze proibite dalle leggi antidroga. Redbull ha specificato che dalle sue analisi non risulta alcun problema e che potrebbe trattarsi del frutto della degradazione degli ingredienti della bevanda.

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NON È PROPRIO COCAINA – Fritz Soergel, a capo dell’Istituto per la Ricerca Biomedica e Farmacologica di Norimberga ha dichiarato a Time che non c’è motivo di vietare la bevanda per questo motivo e che la sostanza rintracciata non è in alcun modo attiva e non ha effetti sul corpo dei consumatori. Le autorità tedesche però non sono parse della stessa idea e sostengono che la bevanda così com’è non possa essere venduta se non con l’apposita licenza per i narcotici.