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Caro Lerner ti scrivo

22 gennaio 2009
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di Riccardi Raimondo

Caro Lerner. Ho molto apprezzato il suo articolo su Obama. Ma pur partecipando anch’io alla grande ondata di gioia globale, vorrei gettare un sasso (nero, brutto e un po’ bastardo) in questo lago d’ottimismo, con la speranza che il lago non si prosciughi mai e il sasso non venga mai alla luce. Il sasso è un piccolo umile sguardo critico. Il sasso parla, anzi scrive e scrive dell’ “eccellenza”. E d’eccellenza infatti si parla molto, riferendosi ad Obama e famiglia, di blasoni nelle migliori università, di grande forza d’animo.

M’interrogo sull’eccellenza dunque, sul carattere idiomatico di questa parola, sulla sua capacità di influenzarci, sul modo in cui viene venduta dai media. Essere the best mi pare essere la malattia del mondo mediatizzato. La psicastenia del nuovo millenio sarà: sono “the best”, ergo sono. Siamo lautamente impregnati di questo liquore, di quest’ ebbrezza, così come dai più alti vertici alla media borghesia, passando per gli squali-yuppie (la terra di mezzo). E pare che Tolkien volesse dire qualcosa con la metafora dell’anello… Il sogno dell’uomo medio di oggi è essere un po’ come Obama: figli eccellenti (come gli insaccati, DOC), scuole blasonate, eccellente reputazione. Ma la maggior parte degli insegnanti di Oxford non hanno studiato ad Oxford e questo mi fa pensare che la contemporaneità ha bisogno di nuovi paradigmi su cui costruire l’ardita “evoluzione”, stendendo un velo pietoso sulle scale mobili. Ora l’ “anello” non risparmia nessuno, fedeli e laici, potenti o impotenti…l’anello calza perfettamente sulle dita di tutti, a prescindere persino dal colore della pelle. Anello-liquore!

Mi chiedo se anche Obama non abbia alzato un po’ il gomito a tal proposito. Mi chiedo se il suo agire sia figlio della sua predisposizione verso gli altri, della sua fede, del suo amore (che sia un vero Frodo?); oppure della sua eccellente abilità politica e mediatica. Che non rischi di rivelarsi ad futurum l’ennesima bozza frettolosa di un restaurato sogno americano: quello del learder -dell’ eccellente appunto-, dell’uomo che porterà l’america al suo antico splendore (brividi?). Speriamo che l’anello non vinca mai… La stimo molto. Il suo modo di lavorare di fare intrattenimento politico e culturale è il mio preferito. La sua opinione a riguardo mi farebbe molto piacere. cordiali saluti Riccardi Raimondo

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