Bondi “garzone di Silvio” sbanca Twitter
05/10/2011 - La battuta di Diego Della Valle sull’ex ministro della Cultura diventa virale sul social network “A me però fa quasi tenerezza se devo dire la verità. Sembra il ragazzino xxxxx della compagnia che tutti si tirano dietro per deriderlo”, scrive
La battuta di Diego Della Valle sull’ex ministro della Cultura diventa virale sul social network
“A me però fa quasi tenerezza se devo dire la verità. Sembra il ragazzino xxxxx della compagnia che tutti si tirano dietro per deriderlo”, scrive Marie Asia. “Vado a farmi dare qualche etto di grana da lui”, aggiunge Leonardo. La battuta con la quale ieri sera in collegamento con Ballarò Diego Della Valle ha bollato l’onorevole Sandro Bondi come “garzone di bottega” di Silvio Berlusconi sta facendo il giro di Twitter. Gli utenti ironizzano sul parlamentare Pdl. E il suo nome diventa trending.
LA BATTUTA A BALLARO’ - “Io se debbo discutere di cose che riguardano la qualità dei prodotti parlo con i proprietari delle ditte, non con i ragazzi di bottega. Mi faccia dire altre cose”, ha risposto ieri l’imprenditore marchigiano all’ex ministro della Cultura che gli chiedeva un giudizio sui provvedimenti del governo. “Non è il momento di rendere semplice il licenziamento delle persone. Alle persone bosogna dare sicurezza”, aveva detto in precedenza Della Valle. “Questa è una risposta che va nella direzione opposta al cambiamento del Paese”, gli aveva subito brisposto Bondi.
L’IRONIA SUL SOCIAL - “Da gennaio – annuncia su Twitter Alessio - in libreria Ragazzo di bottega, l’epopea di un coordinatore Pdl che non riesce più a difendere il suo padrone”. “Bondi annuncia una poesia dedicata a tutti i ragazzi di bottega come lui…”, scrive Giuseppe. “Credo di non essermi perso l’unico momento saliente di Ballarò”, commenta un altro utente.












Bondi è come Zamarion: gli unici che sono ancora presi di Berlusconi e lo difendono con passione e, oggi, forse perfino contro il loro interesse!
ed in entrambi i casi la Sindrome di Stoccolma si manifesta cancellando l’Italiano dalle loro menti
Diego sei un grande
Difendi la classe dei lavoratori e condanni gli infami della casta
Peccato che non ti presenti comer Premier faresti fuori tutti .
Tod’s-Sicurezza e diritti dei lavoratori
GIUGNO 2009. Il gruppo non si è dotato di alcuno strumento per la valutazione del rispetto dei diritti dei lavoratori e dei diritti umani lungo la catena produttiva. Inoltre non richiede ai contoterzisti e fornitori la sottoscrizione di alcun codice di condotta che contempli, ad esempio, salario vivibile, libertà di organizzazione sindacale, condizioni di lavoro dignitose.
MAGGIO 2009.Nel marzo 2009 il quotidiano L’Unità denuncia che un sindacalista dello stabilimento di Ascoli Piceno di Tod’s è stato licenziato dopo aver scritto una lettera aperta al presidente della Della Valle, consegnata ai dirigenti dello stabilimento, nella quale difendeva con veemenza il ruolo del sindacato e la sua funzione di contrattazione di diritti collettivi. L’azienda non l’ha presa bene e gli ha inviato una contestazione disciplinare per rimproverare i suoi «toni irriguardosi nei confronti del datore di lavoro». Quindi ha rigettato le ulteriori spiegazioni fornite dal dipendente e gli ha inviato la lettera di licenziamento. Immediata la reazione di tutti i sindacati che, con un comunicato congiunto, hanno denunciato «l’inaccettabile comportamento antisindacale dell’azienda» (L’Unità, Ancora tensione in casa Tod’s: licenziato un delegato Rsu, 14 marzo 2009). Nel maggio 2009 il Tribunale del lavoro di Ascoli Piceno ha ordianto il reintegro nel posto di lavoro del sindacalista con la motivazione che «le espressioni colorite e immaginifiche usate nella lettera non possono ritenersi sufficienti a a giustificare il licenziamento» (Il Manifesto, Reintegrato il guerriero licenziato, 12 maggio 2009).
FEBBRAIO 2009. Vari altri fatti dimostrano che Tod’s ha un atteggiamento ostile verso il sindacato. Scrive il quotidiano l’Unità il 12/02/09: «Il padrone dà e il padrone toglie, quando più gli fa comodo e senza dare alcuna spiegazione. Così si comporta Diego Della Valle, proprietario dell’azienda calzaturiera Tod’s. Un anno fa, quando c’era da discutere il contratto integrativo, decise di aggirare ogni scomoda trattativa sindacale e di concedere un aumento unilaterale di 116 euro ai suoi 1.700 dipendenti. Ma quando i lavoratori in questione hanno ritirato il cedolino dello stipendio di gennaio, quei soldi non c’erano più. «Voglio dare un sostegno a chi fatica ad arrivare a fine mese con mille euro» dichiarava mesi fa il patron marchigiano. Ma oggi la declamata generosità di Della Valle è svanita senza lasciare traccia e senza dare preavviso. L’azienda non ha dato comunicazione alcuna della decurtazione. Né ha risposto alle richieste d’incontro avanzate a dicembre dai sindacati, preoccupati dalla definizione «premio annuale» di quell’aumento concesso e non contrattato. Quei timori, purtroppo, si sono rivelati fondati: «Il metodo del concedo e poi riprendo quando voglio adottato dalla dirigenza è inaccettabile» commenta la segretaria generale della Filtea Cgil, Valeria Fedeli. «Soprattutto in un momento come questo di grande difficoltà economica». Immediata la reazione dei lavoratori della Tod’s, che ieri si sono riuniti in assemblea nello stabilimento di Casette d’Este, in provincia di Macerata, per dichiarare lo stato d’agitazione in tutto il gruppo. Solo a cose fatte, l’azienda ha rotto gli indugi e ha convocato le rappresentanze sindacali: sarebbero allo studio altre forme per ripagare i dipendenti dell’aumento salariale sottratto. Ma l’azienda sembra voler escludere anche stavolta la contrattazione sindacale. Il padrone dà e il padrone toglie» (L’Unità, Sorpresa: Della Valle toglie i soldi dalla busta-paga, 12 febbraio 2009). Lo stesso quotidiano, nell’edizione dell’8 marzo riporta la notizia che alla fine Della Valle ha concesso il bonus anche per il 2009 «ma ci sono volute pagine di giornali e polemiche da parte dei sindacati, oltre che le immediate reazioni dei lavoratori riuniti in assemblea.» Tuttavia la segretaria del sindacato Cgil-Filtea commenta la notizia ribadendo i cattivi rapporti con il gruppo: «Abbiamo più volte richiesto un incontro al gruppo ma non siamo mai stati ricevuti. Perché Della Valle non negozia con noi e non rispetta il ruolo e le funzioni che anche Confindustria riconosce al sindacato?» (L’Unità, Alla Tod’s torna il «bonus» Senza accordo aziendale, 8 marzo 2009).
la pena me la fanno gli italiani che devono “mantenere” costui , “bondi’ “,ed a caro prezzo!!!
il più abile nelle genuflessioni ,apprese nell’apprendistato democristiano ,è l’erede nominato
Il povero bondi per fare il servo scemo almeno è retribuito, lo zamarrion è come ferrara, fanno gli zimbelli berluscaioti… gratis….poveretto dopo tutto fa anche pena …se non scrivesse le sue stronzate quotidiane che se lo inculerebbe mai ????
Gratis non direi, il nano li ha messi sul nostro conto spese: il Ferrara ci costa un bel botto di soldi pubblici a puntata, senza contare quelli per sostenere il suo giornale, da 3 persone si e no! Comunque, poveri noi, che siamo costretti a fare il tifo per i Della Valle: che brutta fine che stiamo facendo, davvero!!
Intendevo dire: letto da tre persone….
Cara Emma Io parlavo di quel campione di palle che è lo zamarion che continua a scrivere le sue stronzate su questo giornale…….e che naturalmente non se lo inculerebbe nessuno se non le sparasse grosse….
una parte delle stronzate di ferrara che invece hai ragione contribuiamo a pagare noi al pari di tutti gli altri mentecatti che votano le leggi del roccosiffredi statista.
Di bondi è anche inutile parlare sarebbe come sparare sulla croce rossa, è talmente stupido che non gli resta che dedicare le sue poesie d’amore a berlusconi, se vuole ancora sperare di fare il parassita sulle nostre spalle….se la stupidità fosse un merito a questo bisognerebbe dare il nobel….ma solo dopo quello mezzo di brunetta…
non sei altro che un pervero terrone
Tu un povero soltanto….se anche fossi terrone sarei orgoglioso di non essere Nato nella terra di un COGLIONE della tua levatura..rassegnati rimani solo un povero mentecatto berlusconiano…e non hai speranza di guarire….purtroppo
Concordo: Zam è un essere talmente inutile che non vale neanche la pena parlarne!!!
… esatto: costretti a fare il tifo per i Della Valle, siamo proprio messi male….
OWNED!
Licenziato per una lettera aperta indirizzata al presidente della “Tod’s” Diego Della Valle: così Guerriero Rossi, dipendente presso lo stabilimento “Tod’s” di Comunanza, si è visto chiudere la posta in faccia proprio dal Presidente della sua azienda.
In questa lettera aperta, Rossi chiedeva apertamente “il rispetto ai lavoratori e al sindacato e la difesa della contrattazione come diritto e non come concessione”. La risposta dell’azienda non si fa attendere: licenziato in tronco perchè “Le espressioni da lei utilizzate che comportano una grave lesione al prestigio del datore di lavoro e pregiudicano irreparabilmente il vincolo fiduciario fra lavoratore ed imprenditore non consentendo la prosecuzione del rapporto, neppure in via provvisoria”.
Tutto nasce da una vicenda che riguarda appunto la contrattazione di secondo livello (contratto integrativo) avviata ormai da anni e per la quale Diego Della Valle ha sempre rifiutato persino di incontrare le RSU.
Dopo aver elargito personalmente ed unilateralmente un bonus di 116 euro nel 2008 (operazione tra l’altro sponsorizzata in tutti i TG Nazionali), a gennaio 2009 il Presidente ha fatto togliere il bonus dalla busta paga.
Dopo una ordinaria pressione sindacale, a febbraio Della Valle si è presentato personalmente ai lavoratori facendo affermazioni tipo: “non ho bisogno di voi, posso portare l’azienda via”, e avviando di fatto una trattativa “quasi privata” chiedendo agli stessi di sottoscrivere personalmente la richiesta del bonus.
La lettera aperta conteneva, quindi, una denuncia a tutto questo, contestando i modi ed i metodi di Della Valle. E nonostante Guerriero Rossi non avesse sottoscritto la richiesta del bonus, si è ritrovato nella busta paga di febbraio 2009 la somma di 350 euro (di bonus), che devolverà all’associazione onlus di Emergency, e la lettera di licenziamento.
Le segreterie provinciali e regionali di FILTEA-CGIL, e provinciali di FEMCA-CISL UILTA-UIL e UGL-TESSILI denunciano la gravità del gesto ritenendo il licenziamento illegittimo e valuteranno le iniziative più efficaci ed opportune a difesa del lavoratore e del sindacato.
17/03/2009
Della Valle, il padrone «buono» che non sgancia un Tod’s di pane
Operai iper-flessibili, attività antisindacali e aumenti unilaterali. Il re della scarpa di lusso nel 2007 ha fatto profitti per 60 milioni di euro, ma dice no a un integrativo (Vittorio Longhi)
Macerata. Esporta in tutto il mondo con profitti sempre più alti, ma si rifiuta di parlare di redistribuzione con i rappresentanti eletti dai lavoratori. Dice di preoccuparsi dei salari dei dipendenti, ma da quattro anni non vuole firmare l’accordo per un buono mensa di tre euro. È stato denunciato per antisindacalismo e condannato per non avere rispettato il contratto nazionale, mentre le organizzazioni ambientaliste internazionali lo hanno messo nella lista dei «cattivi del lusso». Gli altri imprenditori del settore cominciano a prendere le distanze e quello di Diego Della Valle non sembra più essere un modello di made in Italy da seguire.