Il 7 gennaio scorso sul sito di ZeusNews, che si autodefinisce “un notiziario dedicato a quanto avviene nel mondo di Internet, dell’informatica, delle nuove tecnologie e della telefonia fissa e mobile” è comparsa una notizia che dovrebbe preoccupare tutti i cittadini europei, ma in particolare i giornalisti e chiunque usi il computer non solo per diletto ma anche per lavoro. La notizia è la seguente: “Il Consiglio dei Ministri Europeo ha dato l’assenso e subito Inghilterra e Germania si sono mosse per adeguarsi con gioia al nuovo corso: nell’Unione Europea è ora possibile l’hacking di Stato. L’Unione Europea ha autorizzato le forze di polizia a compiere perquisizioni a distanza sui Pc dei cittadini“. Come sarebbe a dire? Sarebbe a dire, prosegue l’articolo del sito Zeus News, che “Le
forze di polizia degli Stati membri non hanno più bisogno di un mandato e di essere in possesso di prove per perquisire da remoto i computer dei cittadini: ora hanno ufficialmente il permesso di avviare una “sorveglianza intrusiva della proprietà privata” in maniera del tutto autonoma e anonima“. Secondo LDE-News, “Finora un computer personale era considerato alla stregua di un appartamento: la polizia poteva entrarvi solo con un mandato della magistratura (o in taluni casi eccezionali, ma molto molto limitati e comunque disciplinati dagli ordinamenti giuridici dei singoli Stati); con le nuove norme europee invece hanno ufficialmente il permesso di avviare una “sorveglianza intrusiva della proprietà privata” in maniera del tutto autonoma e anonima.In pratica, potranno penetrare nel vostro computer a vostra insaputa“.
Già’. Ma come e’ possibile? Lo spiega sempre LDE-News : “Normalmente, se l’amministratore del computer non autorizza una condivisione da remoto, l’accesso alla macchina è precluso – quanto meno – da una password: l’unico modo per prendere il controllo di un computer da remoto all’insaputa dell’amministratore ed aggirando le protezioni preposte è quello di infettare il computer stesso con un virus di tipo trojan“. La cosa strana è che la notizia è passata pressoché sotto silenzio, senza cioè suscitare non dico ondate di sdegno, ma neppure un blando comunicato di protesta del mondo giornalistico, almeno delle “grandi firme”, delle organizzazioni sindacali dei giornalisti e, in Italia, anche dell’Ordine professionale. A nostro avviso dovrebbero protestare anche gli editori, perché non è una bella notizia sapere che i propri giornalisti e i propri giornali, oltre che i propri personal computer, possono essere controllati a distanza, senza autorizzazione di sorta e quindi senza garanzie e con immancabili arbitrii. Oltretutto: chi garantisce che lo spione di Stato non rovisti nei nostri computer per fregarsi numeri e codici di conti correnti, depositi bancari vari, scambi epistolari con amanti o fidanzate/i, mogli e mariti propri o altrui? E chi garantisce che non si freghi magari il manoscritto di un libro non ancora pubblicato o la trama di un film, di uno sceneggiato o di un qualunque format televisivo non ancora depositato presso la Siae? Le cronache giudiziarie sono piene zeppe di denunce, indagini e processi per abusi di questo tipo, e non mancano certo le condanne anche se difficilmente gli uomini di un organo dello Stato qual è la magistratura condannano uomini di un latro organo dello Stato. “Cane non mangia cane”, come si suol dire, anche quando non di cani si tratta…
E’ troppo chiedere che la Fnsi e l’Ordine si diano da fare per vederci chiaro e, se la notizia non è pompata, che si facciano anche sentire? Dormono anche il grillo sparlante Beppe Grillo e il fu magistrato Antonio di Pietro? Dormono anche il giornalista e onorevole Beppe Giulietti, con annessa associazione Articolo 21? Dormono anche Santoro, Annunziata, Gabanelli, rari colleghi “con i coglioni” in Rai? Ma non sono giornalisti anche i vari D’Alema, Veltroni, Fini, Mastella, Gasparri, e compagnia cantante? Tutti belle (si fa per dire) addormentate nel bosco? Per fortuna si stanno dando da fare vari gruppi in difesa dei diritti umani, almeno fuori Italia. Shami Chakrabarti, avvocato tosto e gentildonna di 39 anni, figlia di indiani emigrati nel Regno Unito negli anni Cinquanta e direttrice di Liberty, l’organizzazione che difende con grinta e passione i diritti umani, denuncia senza mezzi termini che l’introdursi di nascosto in un computer privato “non è diverso dall’irrompere a casa di qualcuno, analizzare i suoi documenti e sequestrare l’hard disk“. Solo che in questo modo lo spiato, che non si può neppure definire sospettato, non ne ha il benché minimo sentore. Il sito di Zeus News prosegue: “Ovviamente, intromettersi nel computer di qualcuno è un’attività che richiede la compromissione del sistema che opera su quel determinato Pc: assisteremo forse all’invio di mail che contengono virus da parte delle forza dell’ordine? E i produttori di antivirus e per la sicurezza come si porranno in questa situazione? Nonostante il Ministero dell’Interno inglese si sia subito attivato per sminuire la portata di questo provvedimento, ma senza negare le conseguenze paventate, non solo la privacy dei cittadini viene messa a rischio (qualcuno potrebbe anche dire “Ma tanto io non ho nulla da nascondere”), ma la sicurezza stessa dei loro computer. Senza contare, poi, le sempre presenti possibilità di abuso di un potere esercitabile senza bisogno dell’autorizzazione di alcuno“. E in Italia - come ho detto poco fa – le cronache dimostrano fin troppo di frequente che gli abusi da parte di chi dovrebbe invece garantire la legalità e vigilare su di essa purtroppo non mancano. Anzi, abbondano.
(vignetta di Alessio Atrei)
























Ed io che non sono collegato in rete posso dormire sonni tranquilli, allora?
scherzi? SONO SOTTO IL TUO LETTO! SCAPPA!!!
Diamine! È proprio sotto il mio letto che tengo il portatile!!
Sono proprio spiato!!!
Per mera curiosità personale, giacché a memoria non mi sovviene nulla, dato che nell’articolo si afferma che “Le cronache giudiziarie sono piene zeppe di denunce, indagini e processi per abusi di questo tipo”, mi si può portare un esempio in cui un membro delle forze dell’ordine abbia plagiato “manoscritto di un libro non ancora pubblicato o la trama di un film, di uno sceneggiato o di un qualunque format televisivo non ancora depositato presso la Siae” (sempre per usare le stesse parole dell’articolo)?
Dalle centinaia di migliaia di fascicoli illegali del Sifar (il nonno dell’attuale Sismi) alle schedature illegali di massa della Fiat tramite personale ben “collegato” e “benemerito”. Dal caso Telecom-Sismi-Pio Pompa&C ai vari ex che lavorano per le varie agenzie investigative private alla Tom Ponzi Dagli uomini dei tribunali siciliani che si informavano per informare gli amici e gli amici degli amici fino ai sospetti per un recente caso di pishing ai danni degli extracomunitari.C’è solo l’imbarazzo della scelta.Poi c’è la marea di casi più piccoli che giacciono nei tribunali, tra magistrati oberati di lavoro e pressioni perché le cose vadano per le lunghe…. fino ad essere risolte dalla scadenza termini
pino
Sì, ma nulla di tutto ciò è definibile, parole dell’articolo, “manoscritto di un libro non ancora pubblicato o la trama di un film, di uno sceneggiato o di un qualunque format televisivo non ancora depositato presso la Siae”. O sbaglio? IO domandavo solo di questi.
Spero solo che in Italia, visto che non sempre si recepiscono le direttive UE, stavolta glissi l’argomento…
inoltre con il premier che vorrebbe inibire le intercettazioni, figuriamoci se vorrebbe permettere una perquisizione al suo fidato notebook…
ci sarà sicuramente da discutere, ma vorreri leggere la fonte di zeusnews per dovere di cronoca, per tentare di capire dove abbia recepito tali informazioni!
Credo che la fonte sia rintracciabile qui
http://www.coe.int/t/cm/workingDocuments_en.asp#P93_9035
mi viene voglie di fare il TERRORISTA
Oh, ma che nun parlo italiano?
Ho telefonato al lattaio del Kentuky, che mi ha detto: “Il senso è: dato che ne hanno combinate di tutti i colori, chi ci garantisce che non ce ne combinano pure una de ’sta sfumatura?”.
Devo addebitarti la telefonata nel Kentuky?
pino
P.S. Grazie per il link.
Scusa, ma se uno scrive che ci sono stati decine di denunce di casi in cui manoscritti inediti sono stati poi messe alle stampe dai perquisitori, o programmi tv il cui autore era il perquisitore, e poi come esempi mi si tira fuori tutt’altro, non sono io che non capisco l’italiano.
Per il link: non sono sicuro che sia quella la fonte corretta, ma è l’unica che ho trovato.
Per il lattaio del Kentucky: domani niente consegna che stasera faccio tardi.
Penso che in un Paese come il nostro ormai tutto stia diventando lecito, anche l’illecito, come dimostra il vostro bell’articolo. Al di là di ogni ragionevole denuncia pubblica, ritengo che intorno a questo argomento ( “sorveglianza intrusiva della Proprietà Privata in maniera del tutto autonoma e anonima da parte dello Stato” )occorrerebbe scatenare un putiferio; occorrerebbe costituire un vero e proprio Comitato dei Diritti Civili attorno a questa vessazione che3, penso, non abbia eguali in un Paese cosidetto democratico e di Diritto. Ritenetemi a Vostra dispoosizione per ogni iniziativa che andrete ad intraprendere.
“abusi di questo tipo”. Mah, forse per evitare eventuali equivoci avrei fatto meglio a scrivere “di vari tipi”. Mo’ telefono al lattaio e sento kemme dice.
pino
Ma caspita, se volete maggiori informazioni iscrivetevi al fighissimo Olimpo informatico e chiedete, no?
Hermes, guarda che non è [ancora?] in Italia, ma, almeno a leggere l’articolo di ZeusNews, si parla di una possibilità data dalla UE di cui hanno approfittato Germania e Regno Unito.
x Rado il fico…
Quello che Pino scrive nell’articolo è vero. I casi giudiziari per furto di materiale informatico sono numerosi.
Prova a cercare su google “+manuscript +stolen via +computer” e Vedrai con i tuoi stessi occhi.
Si potrebbe anche aggiungere che lo spionaggio industriale non è certo un tema fresco di giornata…
Ghisabrain: guarda che io non avevo mica affermato che erano falsi i casi di plagio da perquisitore. Avevo solo chiesto, giacché non me ne ricordavo uno (il che non implica, ovviamente, che non ve ne fossero), se me ne fosse indicato un qualche esempio, dato che, secondo l’articolo, si parlava di decine di denunce in tal verso.
Di spionaggio industriale, schedature di “sospetti” e quant’altro di simile, bene o male, ne avevo sentito parlare: non avevo mai invece sentito parlare, che so, di libri stampati dal perquisitore o programmi tv copiati in tal guisa, e di relative denunce.
Tutto qui.
x Rado il Figo
Facciamo così:
nel link che ho aggiunto sopra è riportato il caso del manoscritto della rowling pubblicato anzitempo su internet.
Portrei aggiungere il furto del condice sorgente di windows qualche tempo fa ad opera di Hacker rimasti ignoti.
Purtoppo l’argomeno è tropp ampio per poter essere trattato in maniera esauriente anche in un solo libro… figuriamoci in un articolo.
Mi sento solo di aggiungere che per i governi “l’hacking”,se approvato, diventerebbe uno strumento di controllo di massa ma non certo l’unico.
Se io avessi un PC con S.O. diverso da Windows e avessi una dimestichezza sufficiente, potrei proteggere i miei dati anche dal governo più impiccione. In quel caso però basterebbe a lorsignori fare una bella visita a domicilio per risolvere il problema….
PS.tante vulnerabilità di Windows sono causate dalla capacità che Explorer e outlook hanno di eseguire comandi di sistema (interni cioè al S.O.). A tutt’oggi Microsoft non ha mai chiarito in maniera convincente le motivazioni di questa scelta… peraltro mai messa in discussione….
Quel che è successo dall’altra parte dell’Atlantico:
http://punto-informatico.it/2531526/PI/News/spiate-nsa-giornalisti-cittadini.aspx
(dedicato a tutti quelli che… si stanno accodando alla nuova moda di rivalutare la presidenza di Giorgino Dabliù Bush)
Guarda, temo che la soluzione sia una sola: avere DUE computer. Uno per la posta elettronica e Internet, l’altro per i propri lavori. Da mettere in rete o spedire via mail solo quando la paternità è dimostrabile.
Spero di non avere detto una corbelleria, data la mia ignoranza “tenica”.
Un saluto.
pino
La sicurezza informatica è un ossimoro, non esiste.
L’anno scorso 2 ragazzini hanno stuprato i server di posta dell’FBI, sono rimasti giù per 2 settimane, mentre quelli usavano i fax criptati per comunicare.
Se si pensa che non fossero protetti, o che si possa proteggere meglio un pc casalingo, allora è inutile parlarne.
Ci sono professionisti che ci mettono un minuto, e ragazzini che ci mettono 2 ore, ma il risultato non cambia. Il punto è sempre lo stesso, cosa c’è dentro il pc? Abbiamo cose che interessino un professionista? Se sì, faremmo meglio a toglierle e ad usare (come suggerito da Ghisabrain) un pc non connesso.
Anche su quello occhio però, l’accesso fisico al pc rende tutto ancora più semplice, e se lo lasciamo a casa per andare una settimana a sciare…..:-)