Affamati di tragedie, pronti a volteggiare su ogni cadavere disponibile e, se non c’è, a farselo da soli, i media nostrani ignorano stranamente una delle più ghiotte tragedie umane attuali. Per spirito di servizio la segnaliamo noi e, poi, ognuno la pensi come gli pare.
Negli stessi giorni in cui il numero di vittime a Gaza raggiungeva quota mille, un conflitto molto simile si stava svolgendo in Africa, fra il generale disinteresse dei media: mentre gli abitanti di Gaza soffrivano il triste destino di essere impiegati come scudi umani da Hamas
, un altro gruppo di civili in Africa subiva perdite identiche, ma in maniera ancora più cruenta. Però, siccome il principale gruppo di guerriglieri attivo in Uganda, il Lord’s Resistance Army, o LRA, preferisce impiegare il machete al posto dei razzi artigianali e dei mentecatti imbottiti di tritolo, fa meno rumore anche in tivvù e sulla carta stampata. Naturalmente, il conflitto a Gaza ha sottratto alle stragi in Uganda e nella Repubblica del Congo le luci della ribalta perché, dalle nostre parti, la diatriba territorial-politico-religioso-ideologica che si svolge sulle sponde orientali del Mediterraneo garantisce da sempre un’audience che il Grande Fratello se la sogna. Tuttavia, il silenzio dei media nei confronti della versione centrafricana della premiata macelleria del Vicino Oriente resta abbastanza inspiegabile perché non soltanto i numeri sono molto simili, ma anche i gruppi terroristici coinvolti mostrano somiglianze notevoli. A voler essere complottisti, come certi giornalisti di casa nostra che son sempre pronti a vedere Grandi Vecchi e Servizi Onnipotenti ovunque, si potrebbe sostenere che ciò che cambia fra i due conflitti è l’assenza di giudei da screditare e di nemici giurati dell’Occidente le cui ragioni hanno sempre qualcosa di profondo che deve far riflettere la nostra stanca civiltà. Ma andiamo con ordine.
GOTT MIT UNS – Capo del LRA è Joseph Kony, cugino nientemeno che di Alice Lakwena, già condottiera dello Holy Spirit Movement e oggi accolta in gloria nell’Aldilà: insomma, gente che l’alto dei cieli lo frequenta parecchio, tanto che Kony stesso ha rivelato di aver avuto l’incarico di costituire la sua teocrazia fondata sulla Bibbia da Dio in persona. Mutatis mutandis, una riedizione a budget ridotto delle performance oratorie di Ismail Haniyeh, capo di Hamas e Gran Confidente di Allah dal quale, non più tardi di qualche giorno fa, ricevette assicurazioni in
merito alla prossima vittoria a Gaza. Considerando che, da statuto, Hamas ha l’obiettivo di costituire una teocrazia (daje) islamica fondata sul Corano (aridaje), si può tranquillamente affermare che le due organizzazioni un pochetto si somiglino. Anche nei metodi un tantino spicci che usano per “difendere” i popoli oppressi che su di loro “fanno affidamento” in cerca di emancipazione. Dei Palestinesi sappiamo praticamente tutto, ma sfido chiunque a dare ragguagli sugli Acholi, minoranza etnica che prova a sopravvivere alla meno peggio tra il nord dell’Uganda e il sud del Sudan. Si tratta di poco meno di 2 milioni di persone che vorrebbero starsene in pace per fatti loro, ma si trovano nella poco invidiabile condizione di dover subire le rappresaglie del governo di Museveni il quale, periodicamente, organizza un safari in cerca dei miliziani cattolici. Ma mica finisce qua perché, livelli tecnologici a parte, tra le due sciagure umane e umanitarie esistono altre somiglianze talmente lampanti che, se giustamente propagandate tra i virtuosi dell’indignazione, dovrebbero garantire un’ottima alternativa al serial più proiettato del secolo.
GOCCE D’ACQUA – Potessimo limitarci ad osservare una certa par
anoide somiglianza tra tutte le associazioni che pretendono di coltivare rapporti privilegiati con l’Ultraterreno, sarebbe quasi normale liquidare la faccenda come una curiosa coincidenza buona a far contenti gli appassionati di statistica. Invece, le similitudini non si fermano qua. Per esempio, e senza essersi mai telefonati prima, sia LRA sia Hamas hanno rifiutato offerte di pace ed un accordo negoziale con una nazione alleata degli USA e, in generale, dell’Occidente. Di più: sia i leaders di Hamas sia Kony e compari sono
nell’elenco delle persone i cui beni sono congelati e sequestrabili dal Tesoro USA. La sceneggiatura, ovviamente, non basta a farne una tragedia di successo perché le coscienze dei Santoro hanno bisogno di roba molto più forte per turbarsi. Eppure, anche in questo caso, ce ne sarebbe a iosa di sangue da dare in pasto ai piromani da corteo o ai fedelissimi del qualunque mezzo e del qualunque costo. Specie di quel sangue, reale e metaforico, che versano i bambini nei confronti dei quali le due milizie hanno rapporti non proprio delicati. Se Hamas, come Hezbollah del resto, li ha impiegati senza imbarazzi quali scudi umani e li sottopone ad un incessante indottrinamento al fine di ricavarne miliziani e potenziali “martiri“, l’esercito di psicopatici guidato da Kony, che nei 20 anni di conflitto di bambini ne ha sequestrati circa 22 mila per farne soldati e schiave del sesso, non disdegna di usarli direttamente come bersagli.




“Perché Veltroni invece di andarsene in africa non va in Uganda? Eh? Eh? E’ un complotto, ammettetelo, mi volete censurare. Chi vi paga? Eh? A chi dovete pagare tributi? Eh?”
(semicit.)
Mi sa che c’è da rifare i conti….
http://www.corriere.it/esteri/09_gennaio_21/denuncia_hamas_cremonesi_ac41c6f4-e802-11dd-833f-00144f02aabc.shtml
In Uganda, in Sudan, in Congo… Non interessa a nessuno. Finalmente c’è qualcuno che osa affermare che quelli di Hamas hanno spirito nazista!!! Il resto sono chiacchiere , ipocrisie e strumentalizzazioni di comodo!!!!! Lucas.
“se a Gaza i due terzi delle vittime sono classificabili tra militari e paramilitari di Hamas, in Congo le vittime erano tutte civili”
ne sei sicuro??io ho letto diversamente, potrei sbagliarmi…se produci un qualche documento o link te ne sarei grata.
Il pezzo, a parte la sacrosanta critica nei confronti di certo andazzo dell’informazione e delle conseguenti, arbitrarie scelte su cosa focalizzare e cosa no, mi sembra attraversato da altro:una espicita difesa della politica militare isrealiana a prescindere; da una minimizzazzine della sua responsabilità oggettiva nel massacro di civili, presentandolo come una ovvia conseguenza della depravazione di Hamas nell’usare i civili come scudi umani (è successo anche questo, ma in tutti i casi, falkenberg?)
Qundi: volevi testimoniare una stortura dell’informazione nostrana e non solo, o approfittare di questa per parlare d’altro?
MINIMIZZAZIONE!
che mi frega a mme dell’ Uganda, che non so nemmeno dove sta
ne uccidiamo a migliaia in Europa ed in america prima ancora che mettano la capoccia fuori dalle cosce della mamma
e ne uccidiamo ancora dippiù facendoli invece nascere senza garantire loro assistenza, conforto, guida e sicurezza, costringendoli ad odiare o soffrire per ciò che solo pochi possono invece avere
figuratevi se mi impressiono per qualche centinaio di negretti o qualche arabo olivastro o qualche ebreuccio usuraio
Quoto cordapazza
Sul tema iasraele palestina i giornalettisti non ne imbroccano una
No, un momento.
Qui si accusa l’articolo di minimizzazione del problema della Palestina? Un articolo che dice: voi che vi commuovete (giustamente) davanti ai bambini morti da un lato, girate pagina se uno parla di bambini morti dall’altro minimizzerebbe la prima parte? Non è che invece cerca di aumentare la seconda?
Io sinceramente sono scocciato da questo atteggiamento dell’opinione pubblica che si ammassa su una questione tralasciando tutte le altre. E ogni volta ci meravigliamo che una guerra uccida i bambini, che faccia strage di civili come se non ce ne fossero decine in corso tutti i giorni quando noi siamo concentrati sull’ultima dichiarazione di Berlusconi.
Secondo me l’impegno per la pace deve esserci sempre e per ogni guerra, sia che la trasmettano ogni sera sui TG sia che se ne occupi solo Medici senza Frontiere. Chi parla solo sulle guerre di prima pagina non si può chiamare veramente pacifista
@ cordapazza
“ne sei sicuro??io ho letto diversamente, potrei sbagliarmi…se produci un qualche documento o link te ne sarei grata.”
Bastava seguire il link postato da LupodiGubbio, tanto per avere a disposizione una versiona alternativa che è perfino più secca dell’affermazione che abbiamo fatto nel pezzo.
“espicita difesa della politica militare isrealiana a prescindere; da una minimizzazzine della sua responsabilità oggettiva nel massacro di civili, presentandolo come una ovvia conseguenza della depravazione di Hamas nell’usare i civili come scudi umani (è successo anche questo, ma in tutti i casi, falkenberg?)”
Spiacente, ma sei tu che vuoi leggere di Palestina in un pezzo che parla di Uganda. Al limite puoi controargomentare che gli elementi di similitudine che abbiamo citato non siano giusti. Sugli scudi umani abbiamo semplicemente riportato una delle universalmente comprovate tecniche militari di Hamas. Nel caso, la lamentela andrebbe indirizzata ad Haniyeh, non a chi ne riferisce. In generale, non mi pare che la guerra ne esca benissimo da questo articolo, a prescindere dalle parti che la combattono. Niente da dire sui pargoli col mitra? Son vivi?
“volevi testimoniare una stortura dell’informazione nostrana e non solo, o approfittare di questa per parlare d’altro?”
Tu cosa volevi leggere?
@Filippo:
“Sul tema iasraele palestina i giornalettisti non ne imbroccano una”
Sarebbe stato più onesto dire che, sul tema, nessuno di noi ha le tue stesse opinioni che tu, evidentemente, consideri la verità. Il che è curioso visto che ne abbiamo riportate talmente tante e varie da coprire l’intero arco (in)costituzionale.
@marblestone:
grazie per il commento. Dimostra che il pezzo si poteva capire ed è notizia confortante.
” Io sinceramente sono scocciato da questo atteggiamento dell’opinione pubblica che si ammassa su una questione tralasciando tutte le altre. E ogni volta ci meravigliamo che una guerra uccida i bambini,”
E io invece sono scocciata da questo atteggiamento per cui bisognerebbe impegnare tutto lo sforzo, tutte le energie per tutte le guerre. Sorry, abbiamo tempo, emozioni e anche fegato limitato. Non possiamo coprire tutte le crisi, non siamo superman-woman. SI può chiedere coerenza, ma non di ” sentire” tutte le situazioni allo stesso modo. Anche perchè, c’è una cosa che viene spesso dimenticata dai richiedenti la par-condicio dell’indignazione e della protesta, ovvero il concetto di RESPONSABILITA’. IO ho TUTTO il diritto di inca**armi di più per la guierra palestinese, o per la guerra in Iraq invece che una guerra nel Vattelapescan, perchè i NOSTRI governi sono direttamente responsabili in quei conflitti. Noi abbiamo manadato truppe, noi abbiamo mandato soldi ,noi ne siamo più responsabili e dovremmo perciò dargli giustaemnte più attenzione. Questa è solo una scusa per criticare indirettamente le opinione delle persone, sviando da altre questioni. Per chi e per cosa ” tifo” sarebbero ca**i miei, semmai potreste chiedere coerenza.
E che palle, non se ne può più di queste banalità spacciate da opinioni ” fantastiche”.
Preciso, condivio l’idea che i MEDIA debbano coprire di più altre zone di crisi-guerra.Anche se come ” analisi” non è certo originale.
Ma questo fare le pulci alle ” preferenze ” delle persone mi sa di pretestuosità.
@mthrandir
Bene, ho seguito il link di lupodigubbio del corsera che, pur tra tutti i se, i ma e i condizionali del caso, cambierebbe di molto le cifre. Ma continuo a chiederti una fonte, un documento per giustificare quella affermazione secca e lapidaria che prima ho citato: “se a Gaza i due terzi delle vittime sono classificabili tra militari e paramilitari di Hamas, in Congo le vittime erano tutte civili”. Dato che sei tu, con falkenberg, l’estensore dell’articolo, non mi sembra uno scandalo che una lettrice, a cui risultano invece cifre diverse, te lo chieda: certamente mi rendo conto che la vostra è una posizione molto più scomoda e faticosa rispetto alla mia, e vi capisco. Ma sai, Giornalettismo è tradizionalmente pronto a fornire dati e verifiche a chi ne fa richiesta, magari mi hanno abituata male!
Il pezzo parla anche della Palestina, e trovo legittimo far notare, in un commento, anche una frase o una affermazione magari un po’ più slegata dal tema principale del pezzo, non per assolutizzarla ed estrapolarla furbamente dal contesto, come fanno certi lettori “estremisti” ma, appunto, perché solleva dubbi e interrogativi. Cosa c’è di strano? Non si tratta di “voler leggere” in un certo modo, ma di evidenziare delle cose che nel pezzo comunque stanno e che avete messo voi. Inoltre, io non ho detto che Hamas non ha usato cinicamente scudi umani, ma che le cose non sono andate solo e semplicemente in questo modo: era uno scudo umano quel bambino che nel suo orto raccoglieva un po’ di rami secchi per bollire il tè a suo padre? Ma potrei citare tanti altri casi che avrebbero la stessa autorevolezza del link di lupodigubbio.
“niente da dire sui pargoli dei mitra?” Non sono tenuta a esprimere qui i sentimenti e la compassione suscitati dalla vostra cronaca: certe cose possono indurmi al silenzio, altre alla polemica (se le reputo in qualche modo fallaci).
@marblestone: io ho parlato di minimizzazione delle responsabilità di Israele, non di minimizzazione del problema della Palestina!
@MJ:
Vorrei tranquillizzarti. Qui nessuno pretende di toglierti l’onere di sentirti politicamente responsabile del conflitto tra palestinesi e israeliani e, di conseguenza, di sentirti sufficientemente affranta e sfiancata da tale peso. Molto più modestamente si è inteso mettere a disposizione di anime meno oberate di senso di colpa un’alternativa interessante. Tanto per rendere la faccenda un poco più varia. Invece siamo caduti nel peccato di “confronto” politicamente scorretto (intenzionale) per cui, come prevedibile, il gatto si è messo a litigare con lo specchio. E, siccome dall’equivoco del riflesso non riesce ad uscire in modo razionale, il gatto soffia e rizza il pelo sulla schiena facendo la faccia cattiva.
La scenetta sarebbe anche divertente se non fosse per quella rivendicazione di legittimità all’incazzatura lungo la propria personalissima scala Mercalli. Perchè, bisogna pur dirselo onestamente, da lì si arriva dritti al fatto che alcuni bambini sono più bambini di altri.
Mthrandir, un conto è il senso di colpa, un altro il concetto di responsabilità. Non c’è bisogno di sentirsi in colpa per assumersi la responsabilità di osservare e sentirsi partecipi delle scelte dei propri governanti.
Ti spiegherei anche meglio la differenza,( anche se credo che tu la conosca benissimo, anzi lo spero per te) ma ho un bel gattone che mi gira intorno e non voglio lasciarmelo scappare.
Sdegno giustificato (ma cos’altro c’è da aspettarsi dai media attuali?). Questo imbarazzante mutismo esiste da decenni sulle stragi in Africa. Prima c’era la propaganda dei due blocchi della guerra fredda a tenere vivo l’interesse su questi drammi (chiaramente ciascuno pro domo sua). Mi sembra tuttavia che sia un po’ semplicistico accostare le due guerre.Non ricordo Risoluzioni dell’ONU relative alle parti in conflitto.
Per mithrandir
Una cosa è successa, c’è stato un massacro.
Poi si può discutere sul perchè ci sia stato.
Quasi tutti gli articoli di Giornalettismo(magari solo per cedere alle lusinghe del politicamente scorretto) più volte hanno edulcorato le azioni di israele(tranne quelli di nicotri).
Se poi vogliamo parlare degli atti ignobili di hamas disponibilissimo a farlo.
Non credo in Dio e sono disgustato da chi gli si riferisce per governare e da chi sottomette le donne,etc.
Ma non è questo il momento.
In questi giorni l’esercito di uno stato ha compiuto un massacro ai danni di una popolazione che al suo interno contava anche dei terroristi.
Questo è quello che è successo.
saluti
p.s.
Consiglio valzer con bashir
io attendo ancora il documento…
Lo faccio volentieri. Lasciando stare le fonti “di parte”, mi pare che questo articolo dell’Independent sia sufficientemente chiaro a sufficientemente “terzo” da poter essere creduto. E’ del 15 gennaio, ma diciamo che possiamo starci. Al netto di quanto apparso oggi sul Corriere che andrebbe ovviamente verificato.
ti ringrazio!
Dal link.
1,013 Number of Palestinianskilled so far.
670 Number of casualties whoare civilians.
????
Filippo, bastava dire che ti senti più vicino alle idee (opinioni) di Pino che a quelle di altri che hanno scritto qua. Non è affermando che chi valuta la situazione in modo diverso dal tuo lo fa sbagliando che tu avrai più ragione.
MJ: significa che su un totale di 1013 morti, 670 sono classificabili civili. Fa un po’ meno di due terzi, ma ci stiamo.
Ah. Sono ” classificabili” come civili. E cosa aveva chiesto Cordapazza?
( quasi quasi lascio perdere il gattone:)
@MJ
Il fatto che noi siamo meno responsabili di una guerra in Africa di quanto lo siamo in Israele non lo capisco. A me sembra che se davvero l’indignazione pubblica riesce a risolvere qualcosa è davvero ingiusto salvare i palestinesi rispetto agli africani.
Secondo la tua logica festeggiamo la fine di una guerra mentre altri bambini stanno sotto le bombe o si sparano tra di loro con un mitra in mano?
Marblestone, perchè non si dovrebbe festeggiare la fine di una guerra? Di qualuque guerra. La guerra porta paranoia, terrore, fame per chi la vive, e pena e dolore per chi prova empatia.
Mi sembra normale e umano festeggiarne la fine. Poi, dopo magari si ragiona ancora e si ritorna realisti e se ci sono altre situazioni di sofferenze ci si ritorna su. Quindi, già non capisco questa eccezione.
Comunque, non sto dicendo che se si è contrari alla guerra non si dovrebbe essere dispiaciuti per le vittime di altre guerre. Ma solo che mi sembra normale che per quanto riguarda certe guerre ci sia maggiore attenzione per vie della responsabilità diretta o maggiore.
Non credi che come cittadina italiana sia più giusto che dedicassi un occhio di riguardo alle guerre che vedono coinvolte il mio paese? IO sono , col voto, indirettamente responsabile, delle scelte che fa il mio governo. MI sembra doveroso cercare di capire come il mio consenso è stato usato nei casi che implicano la perdita della vita di altre persone. A me sembra doveroso prima di tutto come cittadina. Poi, ci sarebbe la vicinanza emozionale, la sofferenza per le altrui sofferenze o come vogliamo chiamarle. Ma queste non si possono esigere a comando, o chiedendo assurde par-condicio. Io mi commuovo-emoziono-intristisco-arrabbio per chi voglio io e come credo io.
Sembra che l’Independent classifichi i membri delle forze di polizia fra i civili. Includendoli fra le forze militari e paramilitari si ottiene invece il risultato opposto, almeno per il periodo precedente al 15 Gennaio. La proporzione dei due terzi era riportata nei dispacci delle agenzie di stampa e sul Wall Street Journal ed è parimenti calcolata escludendo i membri delle varie forze di polizia di Gaza fra i civili.
Personalmente ritengo che mettersi a sparare razzi e colpi di obice dall’interno di abitazioni civili , scuole ed ospedali , tutti abitati, sia impiegare scudi umani. Che la pratica sia stata impiegata da Hamas è pacifico ed evidente, così come, ad esempio, il preside di una scuola gestita dall’UNRWA sia morto mentre confezionava un ordigno esplosivo, che Hamas abbia obbligato gli abitanti di un palazzo a salire sul tetto invece che evacuarlo,sperando di evitare il bombardamento che Israele aveva preannunciato. Di quello che ha fatto Israele sono pieni i giornali, io ho provato ad includere elementi talvolta tralasciati.
Il punto fondamentale dell’articolo era tuttavia un altro, come Mthrandir e Marblestone hanno fatto notare. Vogliamo parlare di questo, oppure non interessa?
Certo che se ne poteva parlare, ma è fuori di dubbio che il modo in cui sono state impostate le argomentazioni del pezzo, zoomando così fortemente sulle reponsabilità di Hamas nell’uso di scudi umani, spostava inevitabilemnte il discorso da un paino etico ad uno politico-militare. Logico che ci siano queste reazioni nei commenti: sacrosante, direi.
E quoto mj: nessuna pietà imposta, sa di sacrestia e ipocrisia.
@mj
non intendevo non festeggiare la fine di una guerra ma nemmeno si può dire: è finita la guerra, perchè ce ne sono tante in giro.
Dopodichè è vero, è un fatto si simpatia, empatia, vicinanza quello che si vuole e non si può imporre la pietà.
Ma è proprio questo il paradosso: se una razza, nazione o come vogliamo chiamarla fa più simpatia di una altra come si può non indicare questo fenomeno come razzismo?
C’è poi da intendersi se un ragazzo di 15-16-17 anni senza divisa ma armato e combattente sia da considerarsi “civile” o meno.
Al tempo del colonialismo interessava eccome l’Africa. Dopo è diventata solo un magazzino da cui attingere fin che ce n’è. Nessuno ne parla perchè il sangue che viene versato in Africa è anche per diretta responsabilità dell’occidente che come al solito ha tracciato confini sulla carta, spartendosi la torta senza alcuna considerazione per i popoli. Ogni tanto però l’occidente e in modo particolare l’America si ricorda di loro, finanziando qualche rivolta e fornendo loro le armi, magari formando milizie in un paese complice. Anche di questo non si parla. E poi si dichiarano democratici. Ma per piacere.
già…
comunque sì, anch’io ho notato il vostro punto di vista sulla guerra di Gaza,come cordapazza, poi ho pensato: il mio è diverso. A parte questo credo che il pezzo offra qualche spunto di riflessione.Interessante confronto. Era venuta in mente anche a me in mente una domanda simile (perché di Gaza si parla tanto e di altri “conflitti”no) ma non riesco a darmi una risposta. Non ne so abbastanza.
Cyberdemos, hai ragione riguardo al totale disinteresse sull’Africa. Credo derivi in parte dal fatto che lo status quo ha fatto comodo ad alcuni e non ha recato troppo disturbo ad altri; dal punto di vista della copertura mediatica, poi, deriva dal fatto che i conflitti ni Africa si inquadrano soltanto di rado nella visione del mondo che piace a chi produce le notizie. La classe politica non ha interesse a sollevare la questione, la classe “giornalistica” neppure – e quindi, l’Africa non esiste.
E’ da notare che troppe storie di successo e di sviluppo che avvengono in Africa vengono ignorate e quindi rischiano di spegnersi per mancanza di supporto: il Botswana, l’Uganda stesso e parzialmente il Ghana ed il Mozambico; non sono avvenute rivoluzioni, ma miglioramenti graduali dovuti a piccole riforme e passi avanti e quindi non sono interessanti, per chi cerca eroi e drmattiache albe del sol dell’avvenire di cui riempire le prime pagine dei giornali.
Beh se una mortalità del 30% (causa AIDS) nel Botswana è una storia di successo e sviluppo io preferisco di gran lunga fallire ed essere in recessione.
Fra l’altro su questa vicenda ci scrissi un pezzo per il vecchio giornalettismo circa un anno fa. (della serie Giornalettismo c’è e c’è sempre stato sul pezzo, i “giornali seri” mica tanto).
” Sembra che l’Independent classifichi i membri delle forze di polizia fra i civili. ”
CORRETTAMENTe John. Perchè non puoi ascrivere i membri della polizia fra ” militanti” e ” paramilitari”. CE ne saranno , ma non puoi sapere quanti e sicuramente non sono tutti.
Vero che per certi sostenitori di Israele o occidentalisti Israele sembra godere di una ” categoria a parte ( i soldati di Israele non si catturano, ma si ” rapiscono, Israele si starebbe ” difendendo ” dagli abitanti delle terre che sta occupando, diritto di difesa che non viene riconosciuto agli occupati, Israele avrebbe il diritto di dichiarare guerra se sottoposta a embargo ( contro l’Egitto), ma ci si schiera CON israele se questa sottopone Gaza a embargo e così via), ma no, i poliziotti non sono ” militanti” o ” paramilitari”.
Solo questa precisazione, perchè i commenti stavano prendendo la giusta strada.
AG, il Botswana è una storia di stabilità e sviluppo equilibrato sin dagli anni 1960. L’epidemia di AIDS è una tragedia, che condivide con il resto dell’Africa australe e che rischia di spazzare via la nazione, ma non cambia il resto…
MJ, Israele non occupa più Gaza da anni. Non occupava il Libano da anni. Fortunatamente, si sta cercando anche di mettere fine alla follia degli insediamenti abusivi dei coloni e forse si troverà un modo meno ottuso di fermare gli aspiranti terroristi suicidi. Come contropartita, piovono razzi e alcuni criminali cercano di farsi esplodere nelle città israeliane. Farlo notare non mi sembra avere un doppio standard. Fra parentesi, la guerra con l’Egitto non avvenne a causa dell’embargo: avvenne perché Nasser intimò lo sgombero delle forze d’interposizione ONU, proclamando che avrebbe ributtato a mare Iraele nel giro di poche ore e ammassando al confine le proprie truppe, oltre a bloccare militarmente lo stretto di Tiran.
Le forze catalogate come “polizia” a Gaza verrebbero considerate milizie paramilitari in buona parte del mondo, Medio Oriente compreso, date la missione e l’armamento di cui dispongono; è per questo che la classificazione non è immediata.
” Israele non occupa più Gaza da anni. ”
Sono al corrente, John. Ma sono anche al corrente che Israele ha continuato a controllare accessi per mare e per terra. Di fatto, i palestinesi erano bloccati all’interno della striscia. Chiamiamola Occupazione dall’ esterno.E negli ultimi mesi anche sottoposti all’embargo. Israele avrebbe dovuto allentare il blocco, ma nei giorni della tregua lo ha invece rafforzato. Così come ha interrotto la tregua penetrando in territorio palestinese e uccidendo 6 palestinesi. Ma questi fatti di solito non vengono riportati, si dice solo che ” Hamas ha continuato a lanciare razzi” senza mai riportare ANCHE le mancanze di Israele.
” Fra parentesi, la guerra con l’Egitto non avvenne a causa dell’embargo:”
Io ho scritto ” Israele avrebbe il diritto di dichiarare guerra se sottoposta a embargo ”
Ed è ciò che è successo. Nei giorni della guerra con l’Egitto Israele ha dichiarato che il blocco da parte dell’Egitto poteva considerarsi un casus belli.
Dal sito della Knesset
” Egyptian President Gamal Abdel Nasser blockaded the Straits of Tiran on May 21st and 22nd to all shipping from and to Eilat; the area was open to Israeli ships under UN supervision since 1957, and Israel repeatedly stated that such a blockade will be considered as casus belli (justification for acts of war”
Ma vedo che nessuno, in Isreale o altrove fra i suoi sostenitori, sostiene che gli abitanti di Gaza potevano considerare il blocco economico come casus belli, facendo QUINDI rientrare il lancio dei missili nel diritto di un popolo (*) che deve difendersi da un blocco ingiusto.
Queste considerazioni sono state sottoposte a Tzipi Livni. E lei ha risposto…niente. Perchè avrebbe dovuto dare conto di questa doppia morale.
http://www.tinyrevolution.com/mt/archives/002810.html
” Le forze catalogate come “polizia” a Gaza verrebbero considerate milizie paramilitari in buona parte del mondo,”
Non ne sarei così sicura, John. Ho letto un articolo di un giornale israeliano che riportava dei piani dell’Esercito israeliano e riferiva dei dubbi sul se fosse giusto considerare obiettivi militari le stazioni di polizia. La discussione verteva sul giusto o sbagliato colpire dei poliziotti, non davano affatto per accertato che i poliziotti erano ” militanti” o ” paramilitari”. E mi sembra ovvio. Hamas ha vinto le elezioni da poco, anche volendo concedere che i poliziotti sono tutti legati al potere politico, è passato troppo poco tempo per 2 convertire” tutti i poliziotti in ” paramilitari”. Ma non è la prima volta che gli israeliani mostrano più obiettività dei loro sostenitori.
(*) Ovviamente, i palestinesi avrebbero tutto il diritto di difendersi dall’occupazione israeliana. Lanciare razzi sarebbe ammesso, il problema è che loro lanciano razzi in modo che potrebbero colpire ovunque, e perciò in modo indiscriminato, ciò che fa diventare il loro lancio di razzi un crimine di guerra. Quindi, loro sarebbero legittimati a reagire, ma non col lancio di razzi. Però, vedo che ci si schiera con Israele e si giustificano i suoi crimini di guerra con il suo diritto alla ” difesa”. E con quello si giustifica anche il ricordo alla barbarie e alla ” reazione” spropositata. Perchè, allora, non si giustificano i razzi dei palestinesi allo stesso modo?
Sono d’accordo sul fatto che il lancio di razzi su obbiettivi militari potrebbe rientrare nell’ambito della norma di uno scontro militare, se non coinvolge scientemente civili innocenti da un capo all’altro del percorso dei missili.
L’altro problema è che, avendo rigettato la risoluzione numero 2/1948 dell’ONU, i palestinesi si sono messi troppo spesso al di fuori della legalità internazionale, fornendo ad Israele la “copertura” legale perfetta per decenni, sino a quando Arafat, con mezzo secolo di ritardo, riconobbe quell’errore e cercò di porvi rimedio.
La differenza fra Israele e Gaza è che nel 1967 Israele era sottoposto ad un blocco delle frontiere totale, dal punto di vista degli approvvigionamenti, laddove in teoria Gaza ha un confine aperto: quello con l’Egitto.
Non è mia intenzione condonare alcun crimine, ma continuo a vedere una certa differenza fra usare i civili come bersaglio consapevole e causare vittime civili nel corso di una operazione militare.
Se dovessimo applicare lo stesso metro per il quale i razzi palestinesi vanno giustificati, allora i partigiani sarebbero criminali di guerra,perché rischiavano di colpire dei civili, quanto i tedeschi che decimavano le popolazioni sospettate di fiancheggiarli.
Riguardo alla classificazione delle forze di polizia, Hamas ha provveduto a trasferire a libro paga dell’ANP, ossia dell’ONU e della UE, buona parte delle proprie milizie, facendole passare come forze di polizia. Proseguendo nell’analogia, è l’analogo di ciò ch e fece Mussolini quando traformò le squadre fasciste in una branca dell’amministrazione, la MVSN. IIRC, Il carattere della Mlizia non cambiò tanto da impedire la partecipazione di reggimenti della MVSN alla campagna di Russia.
Detto questo, vedo che continuiamo a dissertare di Gaza, spero che anche le vicende in Uganda e in Congo possano interessare ad altrettante persone, contribuendo forse a mitigare la barbarie e la durata del conflitto .
” La differenza fra Israele e Gaza è che nel 1967 Israele era sottoposto ad un blocco delle frontiere totale, dal punto di vista degli approvvigionamenti, laddove in teoria Gaza ha un confine aperto: quello con l’Egitto.
Non è mia intenzione condonare alcun crimine, ma continuo a vedere una certa differenza fra usare i civili come bersaglio consapevole e causare vittime civili nel corso di una operazione militare.”
Molto , molto in teoria. In realtà, anche l’Egitto ha chiuso i suoi valichi. Abbiamo dimenticato la fuga disperata verso l’Egitto quando si è aperta una breccia? E l’Egitto poi ha prontamente chiuso. E se vogliamo fare confronti, l’Egitto non aveva certo ” circondato ” Israele come ha fatto ora con Gaza, potendo quindi di fatto controllare tutte le fonti di accesso, e potendo quindi rendere effettivo l’embargo.
Riguardo al ” non voler colpire “, etc…MI sembra una differenza solo teorica. Israele può controllare gli approvigionamenti di armi, Israele sa che non ci sono difese contro i suoi attacchi aerei, quindi per Israele ” confrontarsi in Gaza vuol dire poter sparare con un cannone contro chi ha la fionda, Israele , tra le altre cose, ha appena ammesso di usare il WP , cosa proibita da leggi internazionali , che ha come risultato il colpire indiscriminatamente. Usare un’arma che può colpire indiscriminatamente in zone dove nn sarebbe ammesso non è la stessa cosa che lanciare un razzo che possono colpire civili? la differenza, se vogliamo, è una’altra, Che i razzi sono molto rozzi e possono fare danni limitati, mentre i lanci di WP o le bombe cluster che Israele ha usato in Libano possono fare danni molto più estesi e devastanti.
Sull’articolo ho poco da dire, se non che ogni notizia in più , soprattutto su realtà poco conosciute, è benvenuto. Ma ritengo il tirare in ballo il conflitto palestinese strumentale. Invece che far riflettere sul fatto che questo conflitto sia poco coperto, sembra un modo per divergere l’attenzione dalle pesanti responsabilità di Israele . E, visto che qui qualcuno parlava di ” specchi”, forse anche un modo per non guardare in quello specchio e magari accorgersi che la nostra coscienza non è del tutto a suo agio con quello che il nostro cervello ha deciso essere la ” nostra ” parte.
Ho evitato di rispondere a molti punti, per non fare diventare il confronto un ping pong estenuante.
E sotto un post che parla d’altro. Però, ne approfitto per postare questo link ad un video di un servizio su 60 sulla CBS, che parla della politica degli insediamenti, che ha almeno il merito di fare capire COME Israele controlli il territorio, e cosa ciò significhi nela vita reale.
Cosa di cui non si parla molto sui nostri giornali. Così, avrà un’attinenza col post che parla di situazioni non molto coperte dalla stampa:).
http://www.cbsnews.com/video/watch/?id=4752349n
P.S.Vero che non ci sono morti, ma in fondo è una forma di ” morte” anche il vedersi spossessati del proprio decente vivere.
“Fortunatamente, si sta cercando anche di mettere fine alla follia degli insediamenti abusivi dei coloni e forse si troverà un modo meno ottuso di fermare gli aspiranti terroristi suicidi”.
Cosa?!!
Falkenberg, le vogliamo dare le notizie oppure no? Ma pensi che i coloni siano gente che occupa come si fa qui a Roma o in Italia? Guarda che le case vengono costruite. Lo sai che dopo il disimpegno degli 8000 da Gaza i coloni in Cisgiordania sono aumentati di 14000 unità? Cioè gli 8000 di Gaza più altri 6000?! Era il 2005. Olmert non meno di sei mesi fa ha promesso 750 nuove abitazioni a Givat Ze’ev e in 53 insediamenti a Gerusalemme est (nodo cruciale) è partita la costruzione di 275 nuovi edifici.
Strano modo per affrontare la “follia” degli insediamenti.
Concordo sulla vergogna del silenzio africano.