La parabola ascendente del successo di Roberto Saviano e del suo romanzo potrebbe essere terminata. Un libro di prossima uscita, infatti, potrebbe segnare il declino gettando ombre sul lavoro dello scrittore
C’è un blog molto avaro di visitatori, uno come tanti altri milioni di blog sparsi nel mondo, dalla grafica semplice e un layout poco articolato: una pagina web col minimo indispensabile. L’autore, però, è più autorevole e le parole sono più pesanti di quanto si possa immaginare a prima vista. Chi parla è Simone Di Meo, un giovane giornalista delle Cronache di Napoli, già autore di L’impero della camorra, vita violenta del boss Paolo Di Lauro, e vecchia conoscenza del gruppo di Giornalettismo, in fondo, che lo intervistò alla fine del 2007 mentre pietiva attenzione dai media inascoltato. Era troppo presto allora, l’onda critica su Saviano era ben lungi dall’essersi sollevata. Oggi è pronto per la pubblicazione di un ulteriore scritto, una inchiesta su Gomorra, un’opera che si pone come obiettivo quello di svelare i segreti del successo di Roberto Saviano e del “fenomeno culturale” Gomorra. “Vorrei ribadire un concetto: il mio non è un attacco a Roberto Saviano, finalizzato a dimostrare che ha scritto cose inesatte, o inventate, per ottenerne pubblicità. Ma un tentativo di riportare una discussione culturale e di civiltà giuridica su un assunto fondamentale: nessuno ha il diritto di presentarsi, in virtù delle proprie capacità (commerciali, di marketing, dialettiche, di intuizione, di investigazione, narrative) come il custode giudiziario della società tutta”, si legge nell’ultimo post risalente al 19 gennaio che ha tutta l’aria di un chiarimento.
EGOCENTRISMO LETTERARIO - Il riferimento delle frasi di oggi è, infatti, alle dichiarazioni rilasciate dallo stesso Di Meo in un’intervista all’agenzia giornalistica Il Velino qualche settimana fa e riportata sullo stesso blog. “Saviano – diceva Di Meo parlando del suo prossimo libro – si è inventato molte delle cose scritte e come tante altre, dopo averle prese dai giornali, se le è attribuite attraverso una spregiudicata operazione di egocentrismo letterario. Gli appunti che muovo a Saviano, oltre a essere provocati da una vicenda che mi ha coinvolto personalmente la quale mi ha spinto a fargli causa, riguardano anche una valutazione complessiva di natura culturale e giornalistica sul valore del personaggio e sul valore del lavoro da lui scritto”. Saviano, secondo Di Meo, si sarebbe avvalso di stralci di inchieste condotte dal colle
ga per il giornale Cronache di Napoli, senza averlo mai citato. Solamente all’undicesima ristampa, su sua segnalazione l’ufficio Legale della Mondadori avrebbe imposto l’inserimento del suo nome. Il giornalista racconta nello specifico qualche episodio di “furto” compiuto da Saviano: “Io e lui ci siamo frequentati quando occupandoci entrambi di camorra, come succede ai giornalisti che trattano questa tema, era facile che ci incontrassimo e avessimo scambi di opinioni e di valutazioni. Io gli ho raccontato episodi che erano capitati a me e li ho ritrovati in Gomorra come se fossero accaduti a lui. Emblematica la parte dell’arrivo del boss Paolo Di Lauro in tribunale quando fece l’occhiolino a un affiliato seduto nel pubblico in aula. In quella occasione c’ero io e lo possono testimoniare i colleghi di altre testate. Questa storia l’ho raccontata a Saviano e nel libro viene riportato che era capitato a lui di stare seduto quel giorno in aula”.
NIENTE ANTICAMORRA - Gomorra inquadra nella giusta dimensione il fenomeno camorra? Le accuse non vanno solo nel merito del metodo di indagine utilizzato da Saviano: “In tutto il volume non c’è un nome di un magistrato, di un poliziotto, di un carabiniere, di un finanziere, di un vigile urbano che abbia con il proprio lavoro contrastato il fenomeno malavitoso. La procura di Napoli in tre anni ha smantellato le organizzazioni criminali più pericolose non certo perché le ha denunciate Saviano, ma perché ci sono informative di reato e c’è stato un efficace e profondo lavoro delle forze dell’ordine, dell’intelligence e della magistratura che ha permesso questo risultato. Gomorra, al contrario di quello che si pensa, è assolutamente sbilanciato dalla parte della camorra che invece non è così imbattibile come la dipinge Saviano”. Tasti dolenti: “egocentrismo letterario” di Saviano e romanzo “sbilanciato dalla parte della camorra”, dunque. Si era espresso in questi termini anche Paolo Barnard qualche mese fa dal web rispondendo ai commenti dei lettori al suo articolo “Perché Saviano è stato condannato a morte?” pubblicato sul suo sito ufficiale: “E’ un egregio divulgatore, ma non certo un nemico delle mafie. Perché vi sembra possibile che in una terra che ha partorito centinaia di eroi antimafia morti incaprettati senza mai essere apparsi su un giornale, e dove proprio oggi vivono cronisti in pericolo, senza scorte, che più
neppure un foglio locale vuole pubblicare, seppelliti nell’anonimato e rifiutati da qualsiasi editore perché, loro, i nomi li hanno fatti e sono nomi di politici e avvocati e finanzieri collusi, vi sembra possibile dicevo che da quei posti possa di colpo sbucare un giovane che per aver rivelato nulla di destabilizzante per l’Azienda Camorra viene da essa condannato a morte, poi passa dalla sua lambretta alla Mondadori di Berlusconi direzione Academy Awards di Hollywood sul tappeto rosso della presidenza della Repubblica e del comitato dei Nobel? Non vi chiedete un macroscopico ‘Ma che significa?’, non stride qualcosa? Da Cosimo Cristina a Mario Francese fino a Peppino Impastato, da Mauro Rostagno a Giancarlo Siani, chi di loro prima di morire fu Superstar?”.
PRESAGIO – Proprio quel Giancarlo Siani, molto prima che Barnard e Di Meo rilasciassero queste dichiarazioni, era venuto in mente a Vincenzo Ricchiuti (e lo aveva scritto): su Giornaettlismo aveva posto il problema di cosa si pensasse di Saviano, e lo aveva fatto senza tra l’altro interpellare alcun intellettuale, ma chiedendo agli “interessati ai fatti”. Raccogliendo le impressioni per strada gli interrogativi che venivano sollevati sul fenomeno Gomorra erano gli stessi di oggi. “Quelli lì sono i cosiddetti fogli di camorra. I giornali locali di cronaca, va. – testimonianza che si leggeva nell’articolo – Quelli li comprano tutti quanti, specie nel Sistema, perché riportano fedelmente tutte le spiate dal sottosuolo. Le veline di camorristi, camorristi veri, camorristi spie. Saviano che ha fatto ? Ha preso tutta questa merda si ma secca, senza sostanza. In bianco e nero. E l’ha ricacata facendone di tutti i colori”. Non è roba di questi giorni, dunque, lo spettro del Saviano copiatore. “Non era un giornalista, non era un cronista, nessuno se lo ricorda nei mille posti dove dice sia stato. A Napoli la stampa locale, che lui da casa ha attinto, si è autoribattezzata “Siamo tutti Saviano”, intendendo proprio alla lettera, che sono tutti coautori di Gomorra. Piglia la prima edizione del libro e le successive: l’ufficio legale della Mondadori ha dovuto apportare più fonti lui che la Madonna a Lourdes. E’ un continuo di riattribuzioni a questo o quel collega sconosciuto”, recitava una delle dichiarazioni raccolte a fine settembre tra le strade di Napoli.























mah. il libro di saviano è un romanzo (peraltro non eccelso). se un mio amico mi racconta un fatto che è capitato a lui e io mio nel mio romanzo la attribuisco a me, è un plagio? se così fosse non esisterebbe la letteratura.
vertigoz, la notizia è che finalmente qualcosa scritto da Ricchiuti trova conferma nella realtà
Il problema è che Gomorra non viene presentato come romanzo.
Ma come inchiesta.
Se io scrivo di aver fatto un’inchiesta, e sono a un passo dal Nobel per averla fatta, e dico al mondo che sotto scorta come farò a continuare a scrivere se non posso più andare nei posti dove in realtà non sono andato, a te non sembra che sia un imbroglio ?
Qui mica stiamo parlando di una goliardata, stiamo parlando di soldi veri che il nostro si è alzato.
Chiamala letteratura.
sono costretta a quotare ricchiuti:-P
(Dopo Rignano, Travaglio, il Nobel di cui sopra e nel frattempo han tolto a Moggi l’associazione a delinquere, mi manca solo Michelle Obama per il capolavoro finale)
moolto interessante Donato
Moolto moolto interessante!
Ricchiuti, Gomorra è un romanzo, non cominciamo a mischiare le carte, è fatto ad arte per essere “vissuto” come inchiesta ma è un romanzo, lo sai bene. A me tutti questi cronisti di camorra che ora si stracciano le vesti perché sono stati copiati, mi sa tanto di invidia. Erano tutti saviano? E allora perché non l’hanno scritto loro gomorra? Il punto è questo: o io nello scrivere un romanzo copio e incollo pari pari ricchiuti in tutto o in parte e ricchiuti esibisce in tribunale le parti copiate, oppure ricchiuti per me può stare nei secoli dei secoli a dire che io l’ho copiato, mi farà pure causa ma la perderà, a meno che non si fa difendere da Previti. Ho raccontato cose che sono successe a ricchiuti e le ho attribuite a me? Lecito, in letteratura (l’obiezione di vertigoz è giusta). Ho scritto che il funerale della povera ragazza uccisa durante un conflitto a fuoco è stato un capolavoro di trash e kitch mentre la famiglia si indigna (giustamente, è probabile che al loro posto mi sarei indignato pure io) affermando che fu un funerale dignitosissimo? Lecito, anche se sgradevole e forse disonesto, visto che cita nomi e cognomi reali, ma non illecito. Chi stabilisce il grado di trash di un funerale? non lo stabilisce la famiglia e neppure ricchiuti. Leggerò con molta attenzione il libro del cronista di camorra che grida alla rapina intellettuale, gli auguro tutta la fortuna editoriale possibile, ma mi auguro che non si esaurisca nel gridare alla luna contro Saviano. Saviano ha ideato gomorra, saviano ha rielaborato eventi, fatti, racconti pubblici e privati, gli ha dato un contesto un capo e una coda e soprattutto gli ha dato qualità. Qualità che è stata riconosciuta universalmente. Il resto sono chiacchiere che sempre più hanno il sapore dell’invidia. Al suo posto in prefazione mi sarei fatto vanto di citare tutti i cronisti che mi hanno ispirato, quelli che inconsapevolmente mi hanno aiutato, da cui ho tratto spunto ecc ecc. Non l’ha fatto e la Mondadori lo ha fatto al suo posto edizione dopo edizione? ma questa non è un’ammissione di colpa, né un riconoscimento di plagio, semplicemente la Mondadori cerca in questo mondo di non farsi fare causa, tanto più che aggiungere dei nomi con costa nulla, ma da questo a dire che è un’ammissione di colpa ce ne vuole. E poi, sempre con questa cosa dei soldi: i soldi, i soldi, che deve fare Saviano? Deve gettare dall’aereo sui quartieri spagnoli banconote da 50 euro? Deve abbattere le vele di Secondigliano per costruire dei residence? Deve vincere il Nobel e attribuirlo al cronista che grida di essere stato derubato? Scrivetelo voi gomorra, fatevelo pubblicare e apprezzare urbi et orbi e poi ne riparliamo.
Gomorra è un romanzo, molte parti sono, se non false, almeno contestate. A cominciare dalle prime pagine sui cinesi (http://www.associna.com/modules.php?file=article&name=News&sid=449).
D’altronde il nobel lo danno per la letteratura mica per le inchieste giornalistiche. Lui e il suo editore speculano sull’equivoco, lui è un po’ più ricco, ma non farei a cambio con la sua vita.
In un’intervista a Enzo Biagi Saviano dice: “il pericolo per i boss non nasce da chi pesca, trova una notizia, ma da chi la riesce a far passare, ma chi riesce a far veicolare dei messaggi e dei racconti”
http://www.youtube.com/watch?v=NWoSBI1jdEw
Direi che la filosofia del libro è chiara. Hanno ispirato più persone film e romanzi di quanto abbiano mai fatto documentari o articoli di giornale. E’ incontestabile
Ciao ricchiuti, potresti segnalarmi quando Saviano ha presentato il suo libro come inchiesta in senso stretto?
A me risulta che Saviano dica esattamente il contrario: http://orepiccole.org/blog/index.php?/archives/295-Roberto-Saviano.html
GIORNALISTA: Ma la definizione \”romanzo\” ? a tuo parere accettabile e calzante per Gomorra?
SAVIANO: Credo che calzi. E come ogni cosa che calza bene, va attillata, aderisce al corpo un po? stretta costringendolo, un po? modellandolo. Un romanzo no-fiction direi. A fianco ad un io narrativo cresciuto in ci? che ho fatto, visto, sentito, ho messo la disciplina del dato e poi ancora le mie congetture, sensazioni, e poi le ordinanze di custodia cautelare, le analisi, le percentuali, i nomi delle aziende e quelli dei boss.
Per il resto, il blog di Simone Di Meo, che ho seguito per qualche tempo, mi sembra il blog di un giornalista rancoroso e invidioso, nei confronti di un ragazzino che dal giornalismo FREE LANCE, non sponsorizzato dai fogli locali della camorra, ha fatto molta più strada di lui.
Sono rimasto molto deluso, nel sentire che alcune cose sono state inventate, ed altre copiate da fatti di cronaca da parte dello scittore Saviano, non si può scherzare con il fuoco, altrimenti prima, o poi si rimane bruciati.
Nella prefazione del libro, avrebbe fatto bene a marcare che tutto il racconto è immagginario.
Gomorra è un romanzo. Non meniamo il can per l’aia, per favore. Quello che va sottolineato è che senza il contributo delle vere inchieste quelle di Rosaria Capacchione e Raffaele Cantone dai quali Saviano ha “ciucciato” tutto, ma proprio tutto, il libro sarebbe rimasto ai suoi giri in motorino per Scampia.
Poi ci sono i soldi della Mondadori. Ma quello è un discorso diverso. Anzi pare che stia per uscire la sua seconda fortuna. Un romanzo sui rifiuti.
Io aspetto la ola dell’ Italia intera a leggere di una cosa di cui si parla da quindici anni
Fogli locali della camorra quegli stessi giornali che Saviano ha scopiazzato.
Facciamo così, quando Saviano posa i soldi e li distribuisce alle sue fonti senza che debba esserci un legale di mezzo (vdp, la mondadori a Di Meo in Gomorra l’ha dovuto mettere per vie legali, Saviano perde altro che vincere cose del genere e questo dimostra come le chiacchiere su letteratura che permette il copincolla stiano a zero) e al contempo va a Stoccolma o in tv e dice, signori, l’avete vissuto come una inchiesta ma era la fiction di un altro, allora mi degnerò di considerare delle obiezioni serie argomentazioni da serva come invidia, rancorosetto e passate di strofinaccio simili.
Signori, v’ha fregato, capita, incassate il colpo.
A me non importa assolutamente nulla di come vi sentiate voi, a me interessa il retrobottega dove capisci come nascono le cose.
La prossima volta che credete a un libro, guardatelo anche dal retro.
Se poi tutto il fenomeno Saviano si riduceva a una scopiazzata che tutti voi smaliziati consideravate null’altro che un romanzetto d’appendice e che se ha generato quello che ha generato è stata colpa dei giornalisti che non han capito o di Saviano che si è spiegato ma non gli han creduto, che problema c’è.
Non vi ha fregato, la verità che uscirà fuori non vi sconvolgerà e tutto andrà al suo posto.
Ricchiuti scusami se vado fuori tema: MA MOGGI CHE C’ENTRA?
Informati meglio ,e non attraverso giornaletti tipo la carta da cesso rosa,e ti sorprenderà scoprire che togliere l’associazione a delinquere a Moggi è un atto più che dovuto.Così come lo sarebbe l’assoluzione al processo di Napoli.Che tanto finirà in prescrizione perchè non saprebbero come giustificare un tale spreco di denaro pubblico per mettere su una porcata di processo basato SUL NIENTE!
Se poi hai dei pregiudizi su Moggi o la juve o se vuoi credere che Moggi potessere essere più potente del nano,di moratti,tronchetti e geronzi, il mio è inchiostro virtuale sprecato.
Open your mind mate!
Ps: Che Gomorra fosse romanzato lo si sapeva,ed era anche più che evidente.Come era noto già da tempo che Saviano avesse copiato articoli dei suoi colleghi.
E adesso scusatemi. Vado a fottermi tutta la biografia della Capacchione o di Siani, metto me al posto loro, mi copincollo tutti gli articoli, ci metto anche l’abbraccio alla lavatrice buttata e vado a rompere i coglioni alla tomba di pasolini portandomi però una donna (saviano dice che si fa così, le donne le porti sulla tomba di pasolini) come testimone, scrivo che sono vivo anche se nessuno me voleva menà, copio, incollo e rubo tanto è letteratura, mi metto la bomba all’addaura da solo così mi danno la scorta e poi al primo stronzo che si permette di dire a gli riciclo i commenti di vdp e lo espongo al biasimo nazionale.
Contenti ? Visto che mi trovo, vado a trovare Saviano che sta copiando il reportage di Giornalettismo sulla immondizia perchè tanto è letteratura e facciamo due considerazioni sul tempo che va, se uno da giovane lo chiamano il cazzaro e poi mantiene le promesse io gli stringo la mano col vostro permesso. E la vostra benedizione.
Ao, guarda che stai parlando di Moggi alla sua pupa
Cioè fammi capire Ricchiuti. Dopo quanto hai strascassato la quallera con Saviano alla fine il libro contro di lui lo scrive sto Di Meo?
Quando iniziarai a rosicare su di lui?
Giusto per la cronaca, su Nazione Indiana gli articoli entrati poi in Gomorra erano presentati come reportage.
Ma tanto è una polemica sterile.
Mi rifiuto di accettare una discussione basata sul minimizzare Gomorra come romanzetto a scrittura libera quando sin dall’inizio non è mai stato considerato così, quando non una volta qualcuno, autore compreso, ha avuto il pudore di farlo.
La realtà è che Gomorra è stata vissuta come la chiave di volta di una AntiMafia vera e propria e Saviano considerato non uno scrittore ma un analista, un esperto, uno cui chiedere consulenze istituzionali. uno in grado di dare soluzioni concrete a un problema perché da lui sviscerato e conosciuto fin nei meandri più reconditi.
Si, dei cinesi al porto, col correttore del Microsoft word.
La realtà è che han quasi dato un Nobel a questa realtà e mi rifiuto di esaminarne un’altra.
Quando si è trattato di papparsi gli onori, nessuno s’è tirato indietro.
Ora che arrivano le grane, si abbia l’onestà intellettuale di fare altrettanto senza cominciare a far credere che s’è messo su un teatrino su di un libercolo sui soprannomi napoletani.
Perchè questo si che offende l’intelligenza mia e di tutti.
le argomentazioni da serva, ricchiuti, le usi tu, quando riduci un romanzo come gomorra ad un’operazione di copia incolla nel retrobottega fatta da un falsario che l’ha messo in quel posto a tutti tranne che a te. O quando vai a intervistare gente che passa per la via che dice che Saviano è un coglione, e lo scrivi in un pezzo come se fosse informazione. Io aspetto ancora di vedere qualcuno che dimostra che gomorra è copiato e che saviano è un falsario. Che lo dimostra però, non che abbaia alla luna e straparla pretendendo che gli si creda di per sè. Che vuol dire che De Meo è stato inserito nel libro per “questioni legali”? La mia copia di Gomorra non lo dice. Se vuoi contribuire ad un dibattito serio e non la solita lite da pollaio con te che te ne stai sul pulpito degli intelligenti e noi beoti nel girone degli imbecilli, posta l’esatta dicitura e vediamo le cose come stanno. E poi che cazzo vuol dire “noi che abbiamo creduto a Gomorra”? ma che stiamo all’asilo? Anche se Saviano avesse copiato, gomorra resta. O la camorra è l’unica parte inventata di sana pianta da Saviano? Cazzo io davvero non ti capisco.
La tua copia non è aggiornata.
Nel girone dei beoti ti ci sei messo da solo o meglio sul pulpito mi ci hai messo tu.
Se Gomorra è un plagio e c’è molta fantasy, non è più la Gomorra che sta dipinta sui muri, letta come una preghiera laica nelle sedute pubbliche di autocoscienza anticamorristica e recitata come fosse un anatema.
Almeno per il senso comune.
Se poi te ne freghi perchè tanto era innocua letteratura, che problema c’è se ’sti poveri coglioni invidiosi hanno la malizia di dire la verità.
Tanto tu alla mamma di Annalisa Durante diresti, signora cazzo piange se han parassitato il funerale di sua figlia o se l’han dipinta come una troietta perchè nelle sedute di lettura pubblica della società civile ci fosse almeno un po’ di ritrmo, che le frega signora, che ne sa lei poi di letteratura.
Diciamo che Gomorra è un romanzo (letterariamente non certo eccelso) che racconta fati di cronaca. Ne esistono a migliaia.
L’importante è che la gente abbia preso coscienza di un sitema camorristico, come l’abbia fatto importa poco.
Lo stesso discorso vale per le fiction sui personaggi storici. Non sono certo ricostruzioni fedeli ma fanno conoscere il personaggio e le vicende (è già qualcosa).
Scopiazzare e prendere nel romanzo il posto di altri è… diciamo licenza poetica?
Ricchiuti, veramente il blog di Di Meo, e le argomentazioni del signor Di Meo, lo conosco da tempo. Capisco che a te, a caccia dello scoop clamoroso, possa essere sembrato una folgorazione, ma la realtà è molto più semplice.
Dai una occhiata al link che ti ho passato: Saviano, senza nessun problema, dice che ha mischiato realtà, fantasia e persino leggende popolari per creare Gomorra.
Se hai letto il libro, avrai capito che la grandezza di Gomorra non sta nell’eccezionalità delle cose che scrive: certo, mette nero su bianco un pò di fatti, ma niente di inedito. La grandezza di Gomorra sta nel metterli in fila, questi fatti, nel far capire quanto strettamente connessa è la piccola realtà camorristica, che Saviano attinge a piene mani dai fogli camorristici locali (come un buono storico si fa vanto di leggere i libri di Mussolini, senza per questo smettere di essere antifascista…. ma questo al signor Di Meo, e anche a te, sfugge), alla realtà imprenditoriale di questo paese. E’ l’inestricabile intreccio tra interessi criminali e interessi economici che rappresenta la grossa svolta di Gomorra, il motivo per cui è diventato un libro così importante, così utile, e così pericoloso per i camorristi.
Si, qui hai ragione, gomorra è stata vissuta come chiave di volta e Saviano ora è considerato un esperto di camorra. Questo è il paese in cui viviamo io e te. Sulla camorra come fenomeno si chiede a Saviano invece che a un pm antimafia (orrore, no?) o ad un esperto vero, che magari ha passato decenni a studiare il fenomeno. E allora? E’ colpa di Saviano? L’aveva previsto fin dall’inizio? Ah, no, lui deve dire: Scusatemi tutti, ma io non so un cazzo, ho copiato tutto e in realtà sono nato a sesto san giovanni e vivo a Lambrate.
Si, ricchiuti fai bene, vatti a fottere tutta la biografia della capacchione e di tutti quelli che vuoi e vediamo cosa viene fuori. Fai finta di non capire che rielaborare non è copiare. Va bene, anche fare il muro è un tuo diritto.
P.s. L’addaura eh? Questa è una perla che ti mancava nella tua produzione letteraria volta alla nobilitazione dello schifo umano. Complimenti vivissimi ancora una volta.
L’articolo, così come le affermazioni di Di Meo, non è nè a favore nè contro Roberto Saviano e la sua opera. E nessuno mette in dubbio il valore che ha avuto Gomorra negli ultimi anni. Il successo che ha ottenuto, indipendentemente da come l’ha ottenuto, ha fatto sì che si risollevasse la questione criminalità.
La questione è che da due anni Saviano sembra divenuto il massimo o forse l’unico esperto di camorra, l’unico simbolo-anticamorra, quando ci sono stati giornalisti (indicati da Barnard) molto più pungenti nei riguardi della criminalità organizzata. Ammazzati, ancor prima che divenissero “star”. Altri lavorano ancora oggi. E non ci sono giornalisti solamente a farlo, Anche le Forze dell’ordine e la magistratura. E sicuramente ci sono anche politici non collusi in quelle zone, schierati dalla parte della legalità.
Gomorra sembra divenuta la Bibbia dell’anticamorra, ma presenta uno scenario in cui tutti gli avversari del Sistema sono assenti e la criminalità regna incontrastata. Esiste solo la camorra e basta!?
Capisco, Marcos, che al link dell’intervista a Di Meo tu non abbia guardato la data. Sennò ti saresti reso conto che lo scoop clamoroso risalirebbe a un anno e due mesi fa.
Altra cosa che ti sfugge ma qui è questione di logica: se tu chiami i giornali da cui hai copiato, fogli camorristici, dando del velinaro della camorra ai Di Meo che tu stesso hai saccheggiato, capirai che è come fare una pletora di cornuti. E pure mazziati.
Bè, ma tu dici, cribbio, Saviano il pertini anticamorra ha attinto dalla camorra per conoscere il suo nemico, da bravo antifascista coi libri scritti dai fascisti. Auguri, ce la vedo bene questa cosa in tribunale, egli signor giudice lesto s’acquattava all’edicola per trafugare Cronache di Napoli donde imparare a ragionare come fa il nemico.
Bene. Come sia pericoloso per la camorra il dejavù di quello che ha fatto scrivere lei stessa non si spiegherebbe. Ma quante cose spieghiamo, signori della corte, egli vive, ci serve, egli è. Fine dell’arringa, evviva.
Magari se anzichè chiamare minacce in aula una semplice richiesta di legittima suspicione definisci meglio quello che è realmente successo fai un favore a te stesso ma tu sei anti, devi credere, far obbedire e se proprio ci scappa combattere.
Se rielaborare non è copiare, e così va il mondo, non mi spiego ancora come a Salgari non abbian dato il governatorato delle Indie Orientali o a Mario Puzo il compito di insegnare la mafia ai bambini.
Non capita a tutti i popoli e a tutte le epoche storiche di passare per scemi, quando ti capita stacci.
Poi che problema c’è, avete Giampaolo Serino, Paolo Barnard, tutta gente che rispetto al povero Di Meo ne ha detto il doppio e voi perdete ancora tempo con i coglioni di strada ?
Andate e leggete.
Magari adesso vi viene meno bene lo slancio, chissà.
Com’è che direte a voi stessi, è letteratura ma posso farcela, è rielaborato ma posso leggerlo ancora.
Ah beh, se la questione è questa, penso non ci siano discussioni.
Esistono un mucchio di persone che lavorano nei paesi di camorra contro il sistema, rischiando e, spesso, rimettendoci la vita. Non penso che ci sia qualcuno che lo ignora, comunque fate bene, è sempre melgio precisarlo.
Questo, d’altronde, nulla toglie alla grandezza di Gomorra:
<>
E lo dice il PM del processo Spartacus, una di quelle persone che rischia la vita per fare il suo lavoro. Che però non denigra Gomorra, anzi, ringrazia l’autore per averlo scritto. Chissà perchè.
Ma meriterà sicuramente più credito Di Meo, uno che scrive per giornali che sono imbarazzanti solo a tenerli in mano.
Le letture pubbliche della società civile stanno sul cazzo a me come a te, ma tu non te la stai prendendo con i riti stronzissimi dei radical chic della nostra sinistra al caviale, né te la prendi con un paese che ha bisogno di Saviano per capire in che stato merdoso ha lasciato intere regioni del sud. tu invece preferisci prendertela con chi ha tirato fuori un libro che ti piaccia o no ha sensibilizzato milioni di persone che adesso pretendono dallo stato che metta in galera i camorristi invece che continuare a candidarli in lista, o quanto meno rendendo quest’ultima operazione un po’ più difficile. E’ questo il punto. Saviamo indica la camorra e tu indichi Saviano, eh ma però qui però là però questo. Però un cazzo. Chiediti come è morta Annalisa Durante invece di elevare a valore dirimente e assoluto una (sempre se è come dici tu) squallida e disonesta cronaca del suo funerale.
p.s. ma come cazzo fai a fare battute come quelle sull’addaura? Ma non hai un minimo non dico di ammirazione ma di rispetto per chi è morto con una bomba sotto il culo in una merda di autostrada invece che mettersi in malattia e andare a fare le regate in barca a vela?
Ricchiuti, il problema è che quello di Saviano non è un semplice dejavù. Il libro di Saviano è un superamento dell’articolo della Gazzetta della camorra, o del trafiletto che fino a qualche tempo fa si guadagnavano le cronache di camorra (adesso, per fortuna, se ne scrive molto di più: potere di un libro, è eccezionale pensarci, ma voi siete troppo impegnati a cercare altro).
Il libro di Saviano ti fa capire quanto la camorra pervada Napoli, la Campania, l’Italia e tutto il mondo. Il libro di Saviano ti spiega perchè non basta non comprare il cd tarocco per non sentirsi comunque non chiamato in causa dal problema camorra. Perchè il libro di Saviano fa capire che la camorra è ovunque, e tratteggia una realtà totalmente pervasa di camorra.
E se la gente apre gli occhi e capisce che la camorra è ovunque, per la camorra – che non è la mafia, che non cerca appoggi politici a palazzo Chigi, che non mette le bombe, che è abituata a non farsi vedere e a vivere nell’ombra – questo è un pericolo.
Ma sei troppo accecato nella tua crociata per accorgertene, continua pure a giocare a “dove Saviano ha copiato chi” e “caccia all’errore storico”, che è esattamente la differenza tra chi ha letto e capito Gomorra come un’opera letteraria e chi l’ha considerato alla stregua della Settimana Enigmistica.
Nel mio post delle 17 e 55 è saltato il copia-incolla dell’intervista a Raffaele Cantone, PM di Spartacus. La riporto qui.
Gomorra ha reso commestibile un argomento che in genere viene trattato solo da addetti ai lavori, o dall’opinione pubblica quando ci sono fatti gravi, omicidi eccellenti o delitti di innocenti che cadono nella quotidiana guerra tra bande che si consuma nel Napoletano per il controllo del malaffare. L’approccio di Gomorra, la sua visione d’insieme, ha invece imposto o attirato lo sguardo di una larga fetta dell’opinione pubblica sul caso Napoli, sulle tante facce del crimine in città e in provincia. Ora la camorra non è più solo argomento per convegni o questione per tecnici o investigatori
Letto e capito come opera letteraria per poi avere la presa di coscienza e fare la rivoluzione, non credo.
La gente mica crede e rischia la pelle per una opera letteraria. Se gliela vendi come è stata venduta, magari è diverso nel senso che ci possiamo anche fare i murales. Che problema c’è.
D’altronde i magistrati fanno il gioco loro, nel senso che a loro il libro serve per tenere alta l’attenzione sociale sul loro lavoro e non sentirsi soli.
Ma con la verità di Gomorra a me che voglio conoscerla che mi frega della convenienza personale del pm ?
A me dei milioni di persone che secondo vdp si sarebbero sensibilizzati e chiedono non sanno manco loro cosa, probabilmente il prefetto mori, non cale. Quella è sociologia, costume, chiacchiericcio.
A me interessano le piccole cose. Che si dica che sulla Durante Saviano ha mercificato una morta e che per questo c’è gente che con voce impostata legge questa mercificazione pensando pure di lavarsi la coscienza.
Mi interessa sapere come nasca un esperto di camorra in questo paese, cioè uno che ha fatto una inchiesta ma non l’ha fatta però c’era e non c’era ma ha copiato epperò è letteratura.
Tradotto, sono esperto di camorra anch’io se copio Di Meo ?
Ma allora forse l’esperto è Di Meo, in primis.
E in secundis, ma che razza di paese è quello che nomina esperto un romanziere come se fosse normale, ma quello non è il film The gardener e non è patetico che ciò avvenga, non è patetico a che livello di alienazione ti porti il voler credere a qualcosa ?
Quei “fogli di camorra” saranno anche imbarazzanti da tenere in mano. Ma evidentemente non abbastanza lerci da non poter vendere milioni di copie a un popolo di schifiltosi ipocriti.
Mannaggia, tutto quello che volevo dire lo hanno gia’ ampiamente e perfettamente scritto vocidipopolo e marcos, che ringrazio.
ricchiuti, a cuccia.
Pure quella dell’Addaura sottoscrivi ?
Stasera i nostalgici abbondano, vedo.
Secondo me Ricchiuti dovrebbe prendere atto che i suoi oppositori
A) o non hanno letto le dichiarazioni linkate nell’articolo
B) oppure non non le hanno capite
delle due l’una…
mangiatori di briciole di tante altre camorre
creati dall’ avidità del potere che ne fa uso dai tempi dei principi e baroni siciliani del 600 al Garibaldi della spedizione dei mille
credete che un distorto racconto possa risolvere il problema ?
credete che combattere il folclore possa annientare la vera camorra, quella che è sopra i cammorristi ?
non credete che forse è proprio quello che vogliono ? rovesciare le colpe sul popolo, sull’ ultimo anello di una lunga catena che alimenta il fenomeno per i propri interessi
livelli superiori che non hanno alcuna necessità o convenienza a cambiare le cose, a licenziare i loro addetti agli affari sporchi
che non è la camorra invincibile… o la mafia, ma sono i coro presunti antagonisti non interessati alla vittoria……
ed allora che 1 – 10 o 1000 persone sanno, se sanno in modo distorto, non conta nulla
Non è azzannando gomorra (ammesso che tu ci riesca) che otterrai che questo paese diventi improvvisamente serio e affidi l’analisi della camorra e le strategie di intervento a persone davvero qualificate. Tu ti scandalizzi se Saviano ottiene un incarico di consulente (ma è vera ’sta notizia?) e non pensi che magari in assenza di Saviano quell’incarico poteva (potrebbe, potrà) finire alla Carfagna, in quel caso immagino della scelta coglieresti l’enorme portata rivoluzionaria del nobile e sacro gesto di rottura con pratiche decennali e immonde di professionismo antimafia. Però, dopo gli applausi, il problema camorra resterebbe là e così le Annalisa Durante continuerebbero a crepare per strada e gli Schiavone eletti in Parlamento. Però a te questo non interessa, ti interessano le piccole cose. E allora rovista pure nel retrobottega e tienici informato delle scoperte, delle scoperte però, non delle acide opinioni nel solito minestrone-omelia anti-saviano che c’era non c’era che copia però è letteratura. Tu non sai un cazzo dov’era quando e come. Tu sai le cose per sentito dire e le affermi come se fossero verità assolute. Nel frattempo a Casal di Principe sparano.
in Sicilia potei rientrare 100 anni dopo lo sterminio della mia famiglia
i figli firono mandati a studiare in america da parenti e parenti “fedeli”
cosa capirete mai voi da un saviane che non si è mai spostato da dove vive ?
Caro secondo me, non è che uno non può postare un commento se prima non ha letto non solo l’articolo ma anche tutti i link che propone. Facciamo notte. Tu invece che hai letto meritoriamente tutto, saresti così gentile a dirci a noi superficiali non solo quali dichiarazioni non abbiamo letto ma già che ci sei anche a spiegarcele (meglio prevenire), in modo che si possa finalmente capire quello che non si è capito, putroppo nemmeno dal tuo utilissimo intervento?
Vdp, tu che dai del prevenuto a me, “tu non sai bla bla”, è risibile.
Io almeno se un Di Meo mi spiega la fregatura e mi racconta il lato oscuro di una cosa gli presto attenzione e se convincente me ne fo convincere.
Io.
Tu ?
Tu e gli altri tutti chiusi a riccio venite a dare lezioni di realtà a me ? Voi che a Di Meo sputate a priori, voi del ben altro, che è comunque utile, voi che vi siete bevuti i cinesi nel container come acqua fresca venite da me a dirmi, tu che ne sai.
Voi a me.
I ciechi per disperazione che vogliono accecarmi, sennò per carità.
Se ne dovesse cadere il reliquiario.
Bum.
Queste sono scoperte, caro Vdp.
Prova a far sapere alla gente che il lenzuolo Gomorra è una fiction di un ragazzino copincollata e vedrai che fine fa la tua sensibilizzazione.
E’ per questo che ti rifiuti di vedere, perchè hai bisogno pure tu, nel tuo sentimentalismo dittatoriale, che alla gente non cada il velo.
Ma io ho fiducia, il popolo italiano è sentimentale, i murales li dipinge. Ma il riflusso arriva sempre.
E vedrai che fine fa la tua antimafia dello spirito.
Gli dò tre mesi ancora a Saviano. Dopo finirà nelle barzellette coi carabinieri o nell’imbuto dell’ambiguità come Falcone nel ‘92.
E potrà salvarsi solo in un modo. Dieci a uno che se lo lasciano solo, giovane ed esaltato com’è, quello lo fa pure.
Farà la fine di Syd Vicious, vittima del cartone animato su se stesso, se non vorrà fare la fine del Marziano di Flaiano.
Ale scrive:
Rcchiuti poi mi fa morire
Ale scrive:
dopo mesi che scassa il cazzo su Saviano alla fine il libro contro lo scrive un altro
Gregorj scrive:
Xd
Gregorj scrive:
beh, ma lui è un destino, come nietzsche
Gregorj scrive:
anticipa i tempi
Ale scrive:
no lui è un segaiolo, come Alvaro Vitali
Ale scrive:
se la scopano sempre gli altri la liceale
Greg, nfamone
Quello è il poi… meglio non scrivere il prima (e stavolta il povero Ricchiuti non c’entra e manco Alvaro).
Se scrivessi il libro di Di Meo al posto di Di Meo, temo che come dire, il suo di destino sarebbe più destino del mio.
Perchè? Chi è sto povero Di Meo? Bombolo?
@ greg: ti proporrò per andare a lavorare al Garante della privacy (cit.)
Di Meo è il derubato.
Bombolo ? Buttalo via, il mio idolo indiscusso.
Bombolo era un grande
Ma cmq Ricchiuti a parte il tuo pleonastico aderire alle cause perse sai che anche io penso a Saviano come un ottimo lavoro di marketing.
Non mi stupirebbe nemmeno che il libro l’avesse scritto qualche negro e non lui.
Però rimane il fatto che non lo ha scritto Di Meo che quindi rosica a vuoto. Se i fatti, gli anedotti e le altre cose le avesse messe lui giù in prosa decente e avesse cercato di vendere il suo scritto per poi trovarselo pubblicato col nome di Saviano sopra sarebbe un’altra cosa. Così è davvero solo un rosicone. Punto. Set. Partita.
Un po’ come quelli che davanti ad una foto di un ricco e famoso fotografo dicono “ma questa l’avrei potuta scattare anche io.” Rimane il fatto che non loro lo hanno fatto mentre il fotografo si, ed è per questo che è ricco e famoso. Segaioli.
a parte tutte le argomentazioni del caso, mi sembra a dir poco pericoloso il discorso !!
sono di Napoli, e di “pero’” su saviano se ne sentono a bizzeffe !! se un opera (romanzo, inchiesta, plagiata o cosa) mette in risalto delle cose che di solito sono “ammacchiate” e crea scompiglio, buttarsi addosso all’autore, per qualsiasi motivo, non fa altro che far pensare alla “ggente” ‘e vabbe’ … ma allorapure saviano !!” e se ne vanno tutti contenti con la coscienza risciaquata …
anche con Grillo (opinabile sotto molti punti di vista !) c’e’ il discorso “ma ha dichiarato 4 milioni di euro !!”, come se li avesse presi dalle tasse, come i nostri principi !! fa gli spettacoli e guadagna … ce li porti tu !
e se Saviano ha fatto meglio la stessa cosa che hanno fatto gli altri non vedo cosa ci sia di male !! tanto di cappello !!
Ag, se Di Meo non avesse scritto mi spieghi cosa avrebbe copiato Saviano, le intenzioni ?
E poi Di Meo è solo uno dei tanti saccheggiati, una pletora di piedi neri di questi giornali che se ti pagano quando ti pagano ma che si sono fatti il mazzo.
Poi arriva Saviano, preleva, li insulta pure e chiudi tu dando loro dei rosiconi.
Perché lo fai ? Perchè non hai capito o probabilmente hai bisogno di dare del segaiolo comunque, perché boh, perché dare del segaiolo ad una causa persa come la chiami tu appaga il tuo bisogno di chiudere la vicenda.
Forse perché vedi seghe ovunque.
Beato te che le vedi intere, io ne vedo mezze.
Questa di Gomorra non è una questione di diritti d’autore tra privati. E’ una questione del sesso della religione civile in Italia. E’ questa la partita che va vinta, smontare la preghiera borghese dell’antimafia sentimentale, ed è questione che va oltre le pastette editoriali.
E viene da lontano più di Bombolo.
Ricchiuti, secondo me non hai mai preso in mano quei giornali che venderebbero milioni di copie nelle tue fantasie, come “Cronache di Napoli”, o, peggio ancora, il “Corriere di Caserta”. Giornali che, per esempio, sono usciti con titoli a nove colonne del tipo “Peppe Diana era un camorrista”. In effetti, è sicuramente un eroe chi scrive per quei giornali, perchè, per accettare una simile linea editoriale, ci vuole sicuramente stomaco.
A tratti mi sembra, però, che tu non abbia mai letto nemmeno Gomorra, perchè, se dopo averlo letto, pensi davvero che quello sia una specie di diario che Saviano ha scritto real time, e non, invece, il frutto di realtà vissuta, ma anche ricerche filologiche e fantasia (come lo scrittore non ha nessun problema ad ammettere, cosa che tu ignoravi fino a ieri), hai davvero una scarsissima perspicacia.
Gomorra è un romanzo utile come presa di coscienza, che è fondamentale nella lotta alla mafia. Di certo, non faremo la rivoluzione con il libretto in mano, e non potremo evitare che, come tutti i fenomeni che diventano nazional-popolari, si scivoli nelle banalità, nei luoghi comuni e nella retorica di massa. Ma se, come ammetti, basta un libro per far sentire meno soli i magistrati che lavorano sulla camorra, ebbene, quel libro ha ottenuto un risultato straordinario.
Ci fu un signore, tanti anni fa, che passò la vita a sostenere che Shakespeare non era esistito ma che tutte le opere attribuite a quell’autore erano in realtà state scritte da uno che si chiamava come lui…
Ciao a tutti!
Che sciocchezze, sta a vedere che adesso aver fatto il giornalista, cioè aver raccolto la notizia su Don Diana e averla pubblicata è indizio di chissà cosa.
Questa sul prete è una delle pezze d’appoggio alla teoria “i fogli di camorra possono essere copiati perchè moralmente spregevoli”.
L’altra è quando titolarono “Il dolore dei boss per il piccolo Tommaso”: l’assioma sarebbe, guardate questi, pubblicano che i boss faranno uccidere Alessi e l’altro in carcere, vergogna, immondizia.
Che sia liberamente copiabile, ’st’immondizia.
Siete splendidi in questi ragionamenti, proprio degni della retorica dello splendido risultato raggiunto.
Il moralismo spicciolo e furbetto dei ventenni che ci spiegano come va il mondo, che tenerezza.
Dì al tuo amico che scriveva da casa che posasse i soldi e la smettesse di prendersi per il culo da solo che tra tre mesi starà nelle barzellette.
Che razza di discorsi. Ma perché, Romanzo criminale non è basato su fatti perlopiù veri,raccontati drammaticamente? E nessuno che s’incazzi con De Cataldo citando gli articoli usciti sui giornali relativi alla Banda Della Magliana? Saviano ha usato delle fonti e ha rielaborato, tirando fuori un romanzo che ha avuto l’immenso potere di VENDERE COPIE. Questo ha fatto Saviano. E ha riportato un po’ d’interesse nelle persone comuni verso quello che sta combinando la cosiddetta Camorra. Non dargliene atto sembra davvero inspiegabile.
Nessuno ha letto Romanzo criminale come un utile strumento sociale, nessuno ha sollevato problemi di diritto d’autore, De Cataldo non ha etichettato furbescamente le sue fonti, nessuno ha pensato di affidare a De Cataldo la commissione Antimala.
Per non parlare dello stile.
De cataldo ha rielaborato nel vero senso della parola trasmutando in forma dialogica e quindi creando altro.
Saviano ha preso articoli fatti e ha cambiato le virgole.
Il paragone non regge, voto al paragonante cinque per aver introdotto un elemento di novità.
Una cosa però accomuna Romanzo Criminale e Gomorra: l’esaltazione di alcuni personaggi tra i giovani ma non come ha capito vdp.
Secondo me è proprio questo il vero problema di Gomorra, se non lo si legge con buoni strumenti critici alle spalle e contestualizzando correttamente: l’esaltazione di alcuni personaggi tra i giovani. Ma questo errore è già stato abbondantemente commesso con la mafia siciliana e risale addirittura alla Piovra, o al Padrino. La mia critica a Saviano è questa: aver dipinto la Camorra come invincibile. Lo scopo è, evidentemente, quello di far capire con che razza di criminali si ha a che fare, ma nella vulgata il rischio-mitizzazione è sempre in agguato. Attenzione, stiamo parlando di criminali che per alcune fasce della popolazione sono GIA’ dei miti. Detto questo, sarà mica colpa di Saviano se il libro ha avuto successo e se la gente lo elegge a simbolo di qualcosa, e magari gli vuole affibbiare la Commissione Antimala,no? Ogni cosa che si scrive è a rischio-travisamento, anche la narrativa (con annessi mitopoietici film-fiction)sulla Banda della Magliana.
Sicché adesso titolare a nove colonne “Don Diana era un camorrista” per ricchiuti significa “raccogliere una notizia” ad opera di “uno che fa il giornalista”. Questa è fantastica, hai mai pensato di fare il direttore di giornale nella vita? Comunque mi sa che devi deciderti: o Saviano ha copiato e allora i cinesi sono veri, o non ha copiato e allora i cinesi se non veri sono però verosimili. Io credo che il valore di Gomorra, che è un ROMANZO (facci pace con questa parola) stia anche e soprattutto nella capacità di raccontare visioni terribili e demoniache di un territorio forse irrimediabilmente malato e impazzito a mezzo di storie non necessariamente vere ma verosimili che è lo stesso. Proprio come in un quadro di Bosch. A te quello che non va giù è che ci sia stato uno che ha avuto l’idea di prendere in mano quei merdosi giornali di Diana camorrista e ricavarne materia prima per mischiarla ad altri elementi, non esclusa la capacità di inserirli in una visione d’insieme verosimile più del vero per creare qualcosa di grande valore di testimonianza, grazie a qualcosa che si chiama talento. Apprendo che avresti informazioni di primissima mano su chi copia chi quando e come. Avresti potuto scriverle nel tuo pezzo invece di intervistare l’edicolante e il tabaccaio del tuo quartiere, ma puoi sempre rimediare, consentendoci di abbeverarci alla Realtà purché ti riesca di distinguere tra fatto/notizia e invettiva/illazione, cosa di cui dubito. Infine: preferisco sempre l’alfiere borghese Saviano come consulente dello Stato a, tanto per fare un esempio, il proletario/popolare/faticatore/copiato/poverino/ magari autore del mirabile pezzo su don Diana camorrista. Allora meglio la Carfagna. Sei patetico nella tua accusa di antimafia sentimentale e tutti gli altri arnesi dialettici di serie del ruolo di anticonformista di professione che hai scelto di ricoprire. Confrontati sui fatti, cita una qualche cazzo di pezza d’appoggio sulle ottomila accuse che giornalmente rivolgi a chiunque cerchi di rendere migliore questo paese e poi ne riparliamo.
RICCHIUTI: “Che sciocchezze, sta a vedere che adesso aver fatto il giornalista, cioè aver raccolto la notizia su Don Diana e averla pubblicata è indizio di chissà cosa.
Questa sul prete è una delle pezze d’appoggio alla teoria “i fogli di camorra possono essere copiati perchè moralmente spregevoli”.
L’altra è quando titolarono “Il dolore dei boss per il piccolo Tommaso”: l’assioma sarebbe, guardate questi, pubblicano che i boss faranno uccidere Alessi e l’altro in carcere, vergogna, immondizia.
Che sia liberamente copiabile, ’st’immondizia.
Siete splendidi in questi ragionamenti, proprio degni della retorica dello splendido risultato raggiunto.
Il moralismo spicciolo e furbetto dei ventenni che ci spiegano come va il mondo, che tenerezza.
Dì al tuo amico che scriveva da casa che posasse i soldi e la smettesse di prendersi per il culo da solo che tra tre mesi starà nelle barzellette.”
Beh, con questo la discussione è chiusa.
E’ lampante che non sai nemmeno di cosa stai parlando, tant’è che sei partito gridando lo scoop “ehi, Saviano se l’è inventater un sacco di cose!”, poi, quando tutto il mondo ti ha fatto capire che questa cosa era pacifica e l’autore stesso lo ha detto ad alta voce, ti stai attaccando al grave reato di “copia” da certi giornali locali, di cui difendi una reputazione che non esiste, ridicolizzandoti oltremodo, perchè difendere un giornale che titola “Don Diana era un camorrista” si commenta da sè.
Ci sarebbe da definire cosa intendi tu per copia, ma sarebbe inutile, la discussione non ti interessa affatto, prosegui pure nella tua polemica.
Stefo, io credo che Saviano riesca ad evitare questo pericolo. Di certo il quindicenne infervorato si esalterà pure, ma, in generale, non mi sembra minimamente possibile paragonare Gomorra a ben altre opere di mitizzazione, come il Camorrista o il Padrino.
Sempre secondo me, ovviamente.
Vocidipopolo,
io non devo decidermi su niente.
Qui c’è Di Meo che dice, molta copia, il resto fiction.
C’è addirittura Serino, il critico letterario, che parla di Gomorra copiata come plot da Piedone l’Africano appunto per l’episodio del porto.
Tu continui a focalizzarti su di me, a chiedermi mille volte le stesse cose, a rivoltare le frittate nel senso che se una cosa la dice l’intervistato da me è un coglione da strada invidioso, poi la stessa cosa la dice Di Meo e allora dovevo mostrare le fonti, e poi è letteratura ma non lo è, è talento ma non è copia, anche se fosse copia chissenefrega ma se è copia è copia buona.
Stai sempre a spostare le carte. Non è sola, se è sola è una sola buona. A me interessa che la gente sappia che è una sola, quando l’avrà saputo te lo saluto il tuo peloso distinguo sull’arte e la testimonianza.
Tu non hai bisogno di pezze d’appoggio perchè anche se ti dico Matilde Andolfo alla fine hai la tua giustificazione.
Tu non hai bisogno di pezze d’appoggio mie perchè anche quando le hai tu hai le tue pezze a colori.
Perchè sai bene che come si rende pubblico il carattere di letteratura fantasy forse copincollata tutto il castello di emozioni savianee e di murales e di tensioni, di inesistenti tensioni antimafia andrebbe a farsi fottere.
Perchè la gente si disillude e c’è il rischio quando si disillude che alla fine le previsioni di Serino si avverino e che Gomorra faccia solo un falò.
Poi stampatelo bene in testa : don diana camorrista è una notizia che un giornale dà, esattamente come tortora in manette, perchè i giornali danno le notizie, che siano vere, false, smentibili, spiacevoli o meno.
La contestazione dei “fogli di camorra”in base a questo criterio è la cosa più pidocchiosa ed infantile che quattro interessati moralisti ventenni d’accatto potessero inventarsi.
Vedrai quando dei cinesi e del sarto ne torneremo a parlare come di Piccole donne e non come di Falcone e Borsellino le pezze che andrà a fare il tuo eroico imbroglio.
E’ lampante, Marcos, che se avessi letto l’articolo avresti trovato la firma di Donato De Sena, se avessi aperto il link dell’intervista mia a De Meo avresti trovato la data del dicembre 2007 e gridare allo scoop due anni dopo proprio non mi pare l’abbia fatto alcuno, se avessi ancora voglia di leggere sapresti che è Di Meo che parla di essere stato copiato.
Se poi tu pensi che fare il giornalismo sia evitare di dare notizie perchè rabbrividisci dal raccapriccio, problemi tuoi.
Lo fanno tutti, se l’ha fatto Cronache di Napoli ha fatto il suo mestiere e attaccarlo per questo serve solo al giochetto di coprire il copiante sputtanando il copiato.
Tanto la merdosa fonte la Mondadori l’ha dovuta inserire a forza in Gomorra da una certa ristampa in poi (nella mia copia c’è) e quindi che dirti, marcos.
Quando arrivi alla pagina turati il naso, ti dovesse venire uno sturbo.
Ricchiuti, quello che scriveva “su, rassegnatevi, vi siete sbagliati”, sulla base della notizia della pubblicazione del libro di Di Meo (stiamo commentando questa notizia, vero?), eri tu.
Scoop inesistente, non perchè, come stai cercando di far passare, la notizia è vecchia, di due anni fa (io ho seguito il blog di Di Meo tipo l’anno scorso, credo, e non sei la prima persona con cui mi trovo a discutere si queste cose su Saviano); lo scoop è inesistente perchè che Gomorra è un romanzo lo sanno tutti. Tu, fino a ieri, no.
Sulla seconda parte, quindi, mi sembra di capire che il fatto che don Diana sia un camorrista (come titolato a nove colonne) per te è una notizia. Molto bene.
Entro ed esco dall’argomento.
Gomorra non è niente di che come romanzo, neanche scritto chissa con che maestria.
A me personalmente non ha svelato nessun mistero nascosto, ma ha solo ribadito quanto già si sapeva in generale, ha però come grande merito di aver messo i Casalesi sotto ai riflettori.
Il fatto che Saviano non abbia MAI citato come fonti o come ispirazione, gli articoli di giornale da cui ha tratto pezzi interi del libro, è sia illegale che meschino.
Infatti Mondadori ha provveduto a segnalarlo, proprio per evitare ulteriori guai legali, visto che certi pezzi sono COMPLETAMENTE IDENTICI agli articoli sopracitati.
Saviano mi sta cordialmente sulle balle, perchè fà troppo il guru e non ringrazia MAI nessuno, manco quelli che gli fanno la scorta, ma questo non mi impedisce di pensare che sia una vittima della camorra, visto che non è il massimo vivere sempre sotto scorta… ma ogni tanto parlare anche della polizia o della magistratura sarebbe buona cosa, visto che alla fine non si arresta la gente con Gomorra, ma con il sangue ed il sudore di chi rischia la vita ogni giorno (retorico, ma vero!).
Non confrontiamo Gomorra con Romanzo Criminale, visto che Romanzo Criminale gli da una pista e pure due a livello letterario!!!!!!!
E lasciamo in pace il povero Bombolo, mito di tutti i 30/40enni tze tze
Continuate a scannarvi….
Marcos, dovresti ringraziarmi se ho accettato di condividere il mio tempo in una discussione sterile come questa con una persona come te.
Io non ho mai parlato di scoop, sei tu che hai cercato di mettermelo in bocca per cercare di far di me una caricatura.
Smettiamola di far finta che esista una discussione, tu hai le tue difese d’ufficio da fare, mi ricordo di te sul blog di di meo, sei uno dei tanti stracciacoglioni amici del divo che pietisce briciole dal piatto ricco.
Magari un autografo.
No, quello lo mandi a vocidipopolo che è un puro al 100%.
Perdonami, divertiva anche me la discussione ma arriva poi il momento in cui i due lottatori di wrestling gettino la maschera.Figuriamoci se possiamo continuare a fare cento commenti sulla verginità dei giornali, c’è un limite alla fiction, queste sono cose che le possono dire o Saviano a Stoccolma o Miss Mondo alla domanda sui buoni propositi.
Gente, il combattimento è truccato, qui ognuno ha l’interesse suo e nessuno è un giglio di campo. Forse solo vdp, perché non ha fatto in tempo.
(Tetsuo, ritiro tutte le cattverie che avevo pensato sul tuo conto, e ti perdono anche Bombolo, e finalmente santoddio uno che dice illegale e meschino invece di zdanov e letteratura, oh)
Concordo. Pure tre piste. Il confronto evidentemente non era inteso sulla base della qualità narrativa
Ricchiuti, temo che mi confondi con qualcunaltro, penso di non essere mai intervenuto sul blog di Di Meo (affermazione con margine di errore, un intervento potrei anche averlo scritto).
Dal piatto di Saviano, che non ho mai visto in vita mia e di cui non mi considero un fan, non raccolgo proprio nessuna briciola.
Discuto per il piacere di discutere, ma per farlo bisogna essere in due, ed è chiaro che tu non hai nessun interesse a farlo, per cui hai ragione tu, da questo punto di vista ti ho fatto solo perdere tempo.
Saluti.
Per discutere bisogna evitare di mettere in bocca agli altri le proprie miserie. Tu invece prima lo hai fatto e ora fai la vittima.
Fai bene, basta che la stoppiamo qui.
Bene, “molta copia il resto fiction”. Non vedo dove sia il problema. E’ un romanzo. sul termine “copia” intendiamoci: copia-incolla? Saviano ne risponderà civilmente e Di Meo & c avranno soddisfazione (e soldi). Rielaborazione? Lecito, lecitissimo. Le frittate le rivolti te: tu lanci accuse, io ti ho chiesto come fai ad essere così sicuro e te te ne esci con Di Meo che a-me-ha-detto-tutto-e-so-benissimo-come-dove-e-quando allora mi chiedo perché, visto che hai scritto e scriverai su Saviano-copione perché non intervisti Di Meo invece del tabaccaio (con tutto il rispetto per i tabaccai).
Ti sbagli, io ho bisogno di pezze d’appoggio, io, a differenza di te, non so se Saviano ha copiato, ha rubato, è un figlio di mignotta, una specie di relitto umano. Aspetto di sapere dove quando e come, ma fatti, non accuse genericissime. Mi dovete dire da che pagina a che pagina, da quale periodo a quale periodo, non invettive sparate alla stracazzo. E comunque se ha copiato se la vedrà con i copiati, ma Gomorra resta.
Perché i cinesi non saranno veri, il sarto non avrà vestito Angelina Jolie, il cercatore di territori in cui sotterrare i rifiuti non esisterà, ma io SO che a secondigliano e scampia la legalità non esiste, so che al porto di Napoli entra quello che entra, che gli stilisti a Secondigliano fanno le aste al ribasso per le loro fitosissime borsette da 1400 euro, che sotto quel terreno manco si sa quale merda c’è ma è certo che ce n’è e in grandissima quantità. Lo so perché non aspetto Saviano e neanche Garrone per sapere in quale merdoso stato di abbandono uno stato può lasciare quelli che vivono alle vele. Lo so, ma ringrazio Saviano e Garrone per averlo raccontato ad un pubblico più vasto possibile, affinché quelle supreme teste di cazzo dei politici possano trovare qualche difficoltà quando decidono di associarsi ai camorristi o a candidarli in lista e a difenderli quando qualche giudice che ancora non è stato fatto fuori cerca di incriminarli.
Di fronte a tutto questo i tuoi distinguo sulle virgole spostate, del capoverso copiato da un pezzo magari pure infame pubblicato da Cronache della Camorra, mi fa prima ridere e poi piangere perché quando leggo certe cose mi viene da pensare che per questo paese non c’è più speranza.
Infine, io un giornale che titola Don Diana camorrista, non è che non lo leggo, ci piscio sopra. E lascia stare Tortora, che non c’entra un emerito cazzo con uno come Schiavone, tanto per citarne uno di quei subumani a cui certe accuse fanno molto molto gioco.
Apprendo di una intervista di ricchiuti a Di meo e lesto corro a leggerla. Mi spiace ma non clicco su tutti i link quando leggo un articolo, ho anche un’altra vita. Comunque: Al di là delle accuse di copiatura su cui ho già detto, quello che mi sembra è che Di Meo e tutti quelli che gridano alla truffa si rifiutano di assimilare un concetto: in un romanzo io posso scrivere che mi arrampico sui muri, erutto lava dalla trachea e sparo razzi missile con circuiti di mille valvole e nessuno me lo può vietare. In questo caso abbiamo uno scrittore che racconta che ha fatto l’infiltrato, che ha conosciuto un sarto, che ha assistito ad un processo ecc ecc. E non è vero. Ma io mi chiedo: E ALLORA? Che cazzo c’entra questo con il valore e il successo di un’opera letteraria? Mi si dice: ma cazzo tutti l’hanno vissuta come un’inchiesta sul campo una cosa giornalistica. L’hanno vissuta così, ma non è così. Marketing furbastro? Operazione ai confini della slealtà? Appropriazione indebita? Mercificazione di un funerale? Non c’è problema, c’è un autore, c’è una casa editrice che risponderanno in tutte le sedi. Ma la camorra esiste. E ringrazio Saviano per averlo ricordato. E ricordato bene.
Concordo con VDP
Bravo, tu ringrazia.
Tanto con i tuoi io so (un altro Pasolini) che pensi di confutare ?
Io ti parlo di sòle, tu mi parli di sociologia e mi chiedi di lasciar stare chi mette in discussione il tuo papiello salutare, chi pensi di prendere in giro quando dici che Gomorra resta e Saviano può andare a farsi fottere, non scherziamo.
Se passa che Saviano ha copiato e Gomorra è quello che dico io, il tuo avertelo ricordato te lo saluto.
Ed è per questo che la cosa esula dall’affaire privato tra la Mondadori e Di Meo e co.
Esula perchè quando s’è portato all’incasso aver fatto di un docu-rom-copy-inch-memorial di quello che vi pare un fondamento della onestà e serietà di questo paese, è giusto che chi ha voglia di sapere come stanno le cose si possa porre degli interrogativi come me li sono posti io e possa avere tutti gli elementi per giudicare.
Non che glieli nascondi tu per paura che se ne avvantaggi Schiavone, sempre in questa tua ottica assolutistica nella quale Schiavone, i cosiddetti fogli di camorra, tutta roba senza diritti. Roba su cui, ti cito, ci si può pisciare, la puoi rubare, usare.
Questo è il tuo merdaio di paese pulito, nel mio il re se è nudo deve mostrare il pene e se fa ridere qualcuno fa anche ridere.
Ps
Pure qui come l’altra volta quando mi beccai dello Schiavone sr si parla di Schiavone e i suoi interessi.
Pure in questa discussione al trecentesimo commento ci si prende tra tanti io so la briga di ammettere la propria ignoranza su quello di cui si stava vigorosamente concionando. L’altra volta mi si disse Schiavone chi, stavolta ah poi il link, non l’avevo vist.
Cento e passa di commenti a parlare di scoop che non ho fatto ma che avrei millantato e di una intervista che manco Ioso aveva letta.
E tu saresti quello che giudica chi ha diritti e chi no ?
Evvai.
Ragazzo. ti stai arrampicando sugli specchi, come fai spesso quando non sai come replicare. Ti stai fregando le mani in attesa di clamorose rivelazioni che smonteranno il monumento. Bene, le attendo anche io, sarebbero i primi “fatti” e non illazioni su cui potremmo confrontarci. Vedremo.
Io non voglio nascondere un accidente, anzi, io mi auguro che la gente legga e non si rincoglionisca davanti alla tv dei quiz, vorrei che leggesse anche Di Meo, come io lo leggerò, io giudico da quello che vedo e leggo e le accuse non circostanziate mi lasciano indifferente, sul giornale in questione ribadisco che se pubblica cose infami è un foglio infame che non vale la carta su cui è scritto. O abbiamo nel cassetto accuse anche nei confronti di don diana? Nel caso, attendo. Ma fino a quel momento, piscio.
P.s. Io non ti ho mai dato dello Schiavone, ho solo annotato che un tuo pezzo riportava concetti e pensieri che erano pari pari quelli di Schiavone alcuni dei quali comunque tu mostri di condividere quando affermi che la lettera degli avvocati di Sandokan letta in tribunale è una accusa di legittima suspicione, che a me, assolutista pericoloso, fa ridere (questa volta senza piangere dopo). La tua intervista non l’avevo letta, ma io ho risposto e rispondo alle cose che scrivi qui e ora. E comunque ora che l’ho letta ne so quanto prima. Accuse circostanziate? Zero. Volontà di prendere atto che Gomorra è un romanzo e ragionare onestamente su questo concetto? Nessuna. Cortine fumogene dentro cui si intravedono chissà quali nefandezze ma non se ne riesce a definire nemmeno una? Parecchie. Domande formulate non con la voglia di capire ma con una tesi già bella e pronta e solo da essere confermata? Tutte. Se fossi un direttore di giornale te la cestinerei. Potrei dirti di provare con Cronache di Don Diana Camorrista, ma non lo farò, sennò mi ti offendi di nuovo e non è la mia intenzione.
Le ironie sulla mia presunta purezza, le lascio alla tua intelligenza. E chiudiamo qui. Dovevo andare a trans e per colpa tua ho perso l’appuntamento. Stronzo.
1) I fatti ci sono già. Che tu aspetti di averne altri, mi ricorda Bertoldo che doveva scegliere l’albero al quale impiccarsi.
2) Se un giornale ha una notizia, la mette. Non esistono giornali infami, esistono giornali che pubblicano interviste ai morti e godono di rispettabilità intonsa, e poi come ti permetti di giudicarli fogli di camorra ? Hai le prove che ci sia la camorra nella proprietà o per caso stai dicendo che se un giornalista ha come fonte il sottosuolo camorristico questo implichi il concorso esterno ? (inutile che dici di no, lo pensi)
3) A me non fa ridere se l’avvocato di Schiavone dice che il suo assistito è già stato condannato dal libro più venduto d’Italia e rimarca il condizionamento ambientale. Lo trovo logico.
4) Le mie interviste le cestinerai quando farai il mio direttore.
Salutami il trans, sono sicuro che mi troverebbe più spiritoso di te.
Nb Prossima volta che vuoi darmi dello stronzo, fallo subito, non farmi arrivare per parafrasi in parafrasi al commento a tre cifre.
“Dovevo andare a trans e per colpa tua ho perso l’appuntamento. ”
mai una telefonata, tu, eh? Egoista!
Hai un modo di argomentare che fa talmente girare i coglioni che non si riesce a non replicare. Forse è un tuo pregio.
1) Non ci sono fatti. Ci sono dichiarazioni, suffragate da cosa? Dalle tue convinzioni e da quelle di altri? Non è sufficiente.
2) E’ evidente che tu ignori il concetto di “notizia”. Non credo proprio che un articolo che dava del camorrista a giuseppe diana sia suffragato da affermazioni che non siano di camorristi interessati a mentire e riportate da uno che o è complice o è uno sprovveduto, in entrambi i casi non definibile come giornalista. Al contrario saremmo in presenza di uno scoop clamoroso. In attesa di poterlo leggere, propendo nettamente per la prima ipotesi. Che mi indigna talmente da stimolare la diuresi.
3) L’avvocato di Schiavome fa il suo lavoro ma l’idea che la corte giudicante o l’opinione pubblica possa essere fuorviata da Saviano nel caso di uno come schiavone, la considero risibile. A te piace fare il teorico del diritto, come corrado carnevale (la forma è sostanza), ma nel caso della camorra, la forma non tiene conto ad esempio dell’enorme carica intimidatoria della “lettera” di un boss della camorra. Altro che legittima suspicione e cavilli vari.
4)E’ impossibile che io possa essere mai un tuo direttore. L’ipotesi non esiste in natura.
Il mio trans non ti troverebbe affatto simpatico. E’ uno che bada alla sostanza, non alla forma.
Lo “stronzo” era a mò di saluto. Mi pareva coerente col tono della discussione.
La forma nel diritto è sostanza.
Anche nel sesso spesso e volentieri.
E che ti piaccia o no anche quelle dei camorristi sono notizie perché le notizie non sono altro che i proiettili della guerra per bande in cui consta la vita. E i camorristi sono una delle bande in gara, non i fuori concorso del gioco.
Riguardo il tuo problema di bertoldismo, ti ricordo, sarà la centesima volta ? bah, che la Mondadori non la pensa come te sul carattere e definizione di fatti evidentemente.
Mi dirai che la Mondadori è berluskoniana e quindi se inserisce Di Meo nelle ristampe è per fare le battute sull’Addaura che fan tanto ridere me, il papà di Schiavone e Don Zaucher tutti intenti a complottare contro i milioni emozionati da Gomorra.
Non preoccuparti del tuo trans, di solito piaccio a tutti, nonne comprese, e bacio persino i bambini come Hitler.
“e bacio persino i bambini come Hitler” pensa che traumi infantili crei nei poveri puerperi! Essere baciati da Ricchiuti, cose che segnano…
Io nella storia di Saviano sto in mezzo, cioè anche a me è sembrata una immane operazione di marketing. E se si vuole attaccare su questo è una cosa, anche se io attaccherei più l’editore e “certi giornali” (iniziano con R e finiscono con A) che l’hanno spacciata per le rivelazioni del secolo invece che fare il loro mestiere prima e andare a cercare notizie e interviste nelle procure campane.
Sulla questione invece delle copiature, eccetera… ripeto. Se Di Meo fosse stato abbastanza bravo e furbo da scrivere lui Gomorra e Saviano gli avesse fottuto il manoscritto e poi pubblicato a suo nome, ok, ci sta. Tutto il resto è rosico.
Anche sui rifiuti. Perchè non ci hai scritto tu un libro sopra Ricchiuti invece di stare a rosicare su Travagliosavianomichelleenonsochicazzoancora? Magari te lo pubblicavano.
Questo intendo per segaiolo alla Alvaro Vitali. Tsk, ma perchè Gloria Guida va sempre con gli altri?
Completo (quanto manca una funzione modifica caxxo):
…ma perchè Gloria Guida va sempre con gli altri? E non con me che la spio da un buco nel mio cesso mentre faccio la doccia?
(come volevasi dimostrare, mai postare di prima mattina senza un tasto modifica)
…mentra FA la doccia.
1) La copia deve essere dell’intero prodotto finale, magari titolo compreso. Non bastano i pezzi. Sennò è rosico. Apprendiamo la tua concezione di furto, molto più elastica della mia (hai capito i galantuomini)
2) Stai in mezzo e attacchi il marketing per ossequio alla tua cifra personale, l’antiberluskonismo. Perché alla fin fine è la Mondadori e Berluskoni che vuoi mettere nel mirino per le magnifiche e progressive, altro che il povero Di Meo, cosa essere mosche dinanzi grande battaglia finale. Da quando ti leggo, cioè da quando hai iniziato a scrivere su Giorn in reazione alle mie cause perse, io ho visto togliere a Moggi l’associazione a delinquere, a Travaglio l’aureola, su Saviano il giro si sta estendendo e dal Brasile ti saluta il nostro comune amico mentre i tuoi di amici fanno gli scioperi della fame con la destra nazionale di Briatore (che evidentemente ti fa meno schifo di quanto te ne facesse il povero Previti).
Tu ? Ah si, era Prodi il Presidente del Consiglio quando hai iniziato a menare il Cavaliere e Tremonti, oggi abbiamo Berluskoni a vita. Fai un po’ te chi è pleonastico tra me e te.
3) Non scrivo libri, non sono un giornalista, non faccio lo scrittore. Al massimo, faccio necrologi.
PS
X Vdp, a proposito di punti 4:
“E’ impossibile che io possa essere mai un tuo direttore. L’ipotesi non esiste in natura”.
Se se.
Baciami, stupido.
1) Semplicemente perchè sennò sarebbero “furto” o “plagio” il 90% dei pezzi musicali, il 40% dei romanzi, il 20% dei saggi e un buon 10% di quadri e opere d’arte varie che si ispirano, copiano, ricalcano, ecc.
Un po’ come fa quel tipo qui su giornalettismo col suo stream of consciousness sgrammaticato credendo di essere la reincarnazione di Joyce (speriamo non della Woolfe!).
2) I miei di amici? Anche tu fai parte del giro di quelli che la sniffano tagliata con la naftalina? No perchè, visto che faccio riferimento ad un giornale che non è Il Giornale ma il suo opposto (nome e cognome: La Repubblica) come uno degli artefici del megamarketing Savianesco ad accusarmi di antiberluskonismo fai veramente la figura del Capezzone da 4 soldi.
Poi nell’ordine:
Moggi ha il vero processo che inizia adesso, stai attento a gongolare così presto.
Travaglio l’aureola non la ho mai data, come infatti nemmno a Saviano, ma però non sono così ciula da darla a Ferrara prima e ad Adinofi poi. Io.
Il tuo comune amico è un volgare bandito da 4 soldi non Che Guevara e nemmeno Ezra Pound. Non capirne la differenza non fa onore alla tua intelligenza e nemmeno a quella di Lula.
Veramente quando ho iniziato a menare Tremonti e Berlusconi erano entrambi ancora al governo anche perchè non capirei come ho fatto a telefonare a Greg il giorno delle elezioni scommettendo una pizza che Prodi non sarebbe durato un anno (e ovviamente Greg mai ha pagato quel debito, l’infamone). Tu in quel momento amoreggiavi con Ferrara, poi con prodi al governo sei caduto nelle braccia dell’Adinolfo. Vedi’npo tu.
3) Non scrivi libri ma li commenti e li giudichi. Non sei un giornalista ma dai patenti di giornalismo. Non fai lo scrittore e questo si vede dalla sintassi.
Pugnette si chiamano a casa mia.
Appunto il guardare Gloria Guida dal buco nel muro e poi rosicare perchè la dà agli altri dicendo “ma son più stupidi di me, non è giusto!”
Woolf non Woolfe sennò ti attaccarai pure ad un refuso.
Comunque secondo Ricchiuti vige un concetto di circolazione delle informazioni che, a confronto, l’attuale legge sul diritto d’autore è quasi anarchia.
Oggi su Giornalettismo c’è un articolo di Michiele Fronterre su due scrittori russi, quando lo leggerò, io non mi fermerò a pensare da chi ha copiato Fronterre, anche perchè Fronterre, immagino, non ha copiato proprio da nessuno, pur avendo, ovviamente, attinto a numerose fonti di informazione.
Una notizia è una notizia, e i giornali che le pubblicano le rendono di dominio pubblico: il fatto che Saviano riporti notizie pubblicate sul Cronache di Napoli non mi stupisce più di tanto, visto l’argomento di cui si tratta. Se poi qualcuno pensa davvero che il Cronache di Napoli o la Gazzetta di Caserta scriva notizie e faccia ragionamenti nel modo in cui fa Saviano sul libro, quel qualcuno conferma che non ha proprio idea di che giornale sta parlando.
P.S. La notizia “Don Peppe Diana è camorrista” si basava sulle rivelazioni di uno degli accusati proprio della morte del parroco. La notizia era, dunque, che un camorrista conclamato accusava don Peppe Diana di essere anche lui camorrista: infatti, questa notizia è stata riportata in questi termini su numerosi giornali, tipo il Corriere della Sera. La Gazzetta di Caserta ha deciso di titolare così, sono scelte editoriali, per qualcuno rispettabili.
Inutile dire che la rivelazioni del camorrista erano totalmente infondate.
P.S. 2 Io non sto dicendo che i direttori dei suddetti giornali siano dei camorristi, o che nelle redazioni di quei giornali non possano lavorare brave persone. Semplicemente, spesso quei giornali mostrano una certa indulgenza con la camorra (e a volte, va ammesso, contiguità), tra l’altro confermata dall’eroe Di Meo, che, proprio nell’intervista linkata, descrive i camorristi come dei personaggi folkloristici, un pò beoti, che si cagano sotto davanti alle manette (già questo fa capire quanto Saviano – che invece nel suo libro dimostra tutt’altra tesi – abbia potuto prendere ispirazione da questo Di Meo). E’ una scelta probabilmente anche dettata dalla necessità di campare e lavorare in zone non facili, dove non è così semplice prendere posizione e dove non a tutti può essere concessa la scorta.
P.S. 3 Ha ragione vdp, difficile non rispondere!
1) La Mondadori continua a fregarsene delle tue analogie tra Di Meo ed Albano, Saviano e Michael Jackson. Mi fido più del pelo lungo dei legali di Previti che delle tue fisse sulle seghe.
2) Il marketing di Gomorra è essenzialmente web e tv, la stampa ne va a traino passivamente e semmai l’ha danneggiato l’autore pubblicandolo come tuttologo, di chi l’ha organizzato e ne incasserà i proventi, quindi di Berluskoni. Inutile che tiri Rep in mezzo, a parte te e quelli che lo fanno per lavoro la gente non legge i giornali. In Mediaset son così bravi che con Fede si stanno accaparrando persino l’antisavianismo nascente, figurati i tuoi miti della carta stampata. Ergo capezzonianamente nun ce provà.
3) Il processo a Napoli verte sugli stessi capi d’accusa di quello alla Gea, aver costruito una Cupola. Sarà la pubblica accusa a mandarlo in prescrizione.
4) Se pensi che Lula faccia favori a Carlà o sia romanticamente schierato per un bandito, sei un illuso. Tecnicamente è più complessa di così, in Brasile hanno “recepito” la dottrina Mitterand cioé sono andati a monte e hanno letto le carte. Fallo anche tu, così eviti di mettere il muso come l’amico tuo in carrozzina.
Se poi mi dirai che il Brasile sta usando la cosa politicamente, bene, prendine atto in generale e non soltanto quando l’accusato ti è lombrosianamente antipatico di come funzioni la tua amata giustizia da pagatore di tasse del cazzo che non sei altro.
Mai detto che Battisti sia un rivoluzionario o un artista da tutelare in quanto tale. A me basta che respiri per avere diritti, non che sia pure simpatico a quelli come te.
5) Io ho iniziato a scrivere su Giorn nel gennaio del 2007. Tu mi sei venuto dietro, credo fosse marzo, con il polpettone giustizialista in salsa western sui garantisti come male dell’Italia dopo un mio pezzo sempre sull’amico tuo in carrozzina, lo smemorato. All’epoca al governo c’era Prodi. In un anno ha perso tutti i consensi possibili e immaginabili.
6) Sul giornalismo non dò patenti, rifiuto i trucchetti di chi vorrebbe ritirarle quelle patenti che è un pizzico diverso. Sulla mia sintassi, come ho sempre detto, se hai appunti falli circostanziati sempre che tu abbia voglia di avere risposte. A me questa voglia non mi è mai parso di scorgerla nelle tue composte e tetragone messi di galantomismo cantato.
7) Non ho mai detto di nessuno, Travaglio compreso, che siano stupidi. Hai proiettato su di me evidentemente il tuo sentirti inascoltato giudice dei vivi e dei morti.
Se hai un problema con Gloria Guida, fattela tu.
A me non eccita il peccato quanto eccita quelli come te.
Ps Finalmente, anche se a margine di un ps, abbiamo il riconoscimento: la notizia che inficiava i diritti dei copiati poteva essere data, ciò nulla toglie sennò anche il Corsera sarebbe un foglio di camorra.
Pps Sui camorristi invece ha ragione Di Meo e non c’è nessuna condiscendenza a dare del beota a qualcuno. D’altronde se a Saviano sembrano delle cime, è perché ha evidentemente dei limiti propri. O una concezione libresca.
Totò in Un turco napoletano gli avrebbe ripetuto la battuta del “E se avessi conosciuto Leopardi”.
Quei fogli non sono contigui, raccontano professionalmente un ambiente. Professionalmente significa senza dare giudizi e senza fare filtri e senza andare a rompere le palle a Pasolini ogni capoverso.
Su uno di quei fogli abbiamo letto ad esempio nella sua crudezza il patto di pacificazione scissionisti-di lauro. Se Saviano ha potuto riprenderlo e mostrare alle brave persone come si era chiusa una guerra a casa loro, ben venga la contiguità. E se dobbiamo il respiro vero di un ambiente mefitico alla trascrizione pedissequa che di esso ne fa un mucchietto di anonimi e sputacchiati cronisti, e se questo respiro arriva sino alle porte di Hollywood, dobbiamo ringraziarli quei piedi neri, non denigrarli.
Ricchiuti…
Il tuo bello è che pigli per stanchezza
E’ sicuramente un merito e del resto avessi dovuto io scrivere quasi ogni giorno dei pistolotti contro Travaglio prima e Saviano poi mi sarei sparato un colpo nei maroni.
1) Se i legali di Previti sonon quelli che hanno scritto le famose leggi a personam, scagliandole tutte, col risultato che il loro assistito è stat salvato dall’indulto mastelliano, vabbè. Io sceglierei altro studio dopo questo successone. E comunque gli studi legali si parano sempre il culo in maniera ultraprevidenziale, rimane invece il fatto, non smentito, che Di Meo NON HA MAI SCRITTO STO FOTTUTO LIBRO e che quindi gli posso aver “rubato” un 4 righe di un articolo, una confidenza, un ricordo. Guarda caso infatti non fa causa, ma scrive un libro contro. Sarà perchè anche lui è garantista come te.
2) Per il mercato dei libri fa di più Repubblica che Fede, almeno chi segue la prima di solito sa leggere. Resta il fatto che tu mi accusi di antiberluskonismo di maniera perchè critico chi non ho mai criticato. Mah.
3) Vedremo, vedremo…
4) Rileggersi il pezzo mio, poi quello di Ale di qualche giorno fa. Non c’è altro da dire. Ed usare della strumentalizzazione politica per sostenere la innocenza di quel bel tomo è una operazione, appunto, degna di Briatore e della sua (molto ex) Bella.
5) Secondo me ti sbagli con le date ma veramente non fa differenza, sono stato convintamente prodiano dal 96 ad oggi e visto come stanno paesi come l’UK, l’Ungheria, ecc che non sono nell’euro dovresti stare anche tu qui a ringraziarlo perchè è stato l’unico ad oggi a fare qualche fatto e non pugnette.
6) De gustibus.
7) Grazie per fare Cerbero non ho il physique du role. E se invece tu invece di sprecare tempo a fare le pulci e a rosicare ogni santo dì su Travagliosavianomichelleecceteraeccetera provassi a far qualcosa di più produttivo, controbattendo le chiacchere con le inchieste, il marketing con le fonti di prima mano, forse saresti anche meno rosicone. Sennò sei esattamente come quelli che dileggi, un rimasticatore di atti giudiziari (vedi Moggi) e di articoli altrui (vedi Di Meo). Fan’po tu.
P.S. Io non ti saluto dandoti dello stronzo perchè mi sei simpatico, e non solo in fondo.
1) Rileggersi il commento di Tetsuo (non certo amico mio, non ancora almeno) a proposito del cosa ha copiato cosa
2) Fede è subentrato ora che sta montando l’antisavianite, per metterci il cappello Mondadori. Se Gomorra fosse stato venduto come un libro, allora avresti ragione tu, ma è stato venduto come un modo di vivere, come i primi Rolling Stones.
4) Su Battisti ce n’è da dire, faldoni su faldoni. Chiedi ai Wu Ming, a Giuseppe Genna, a Bernard Henry Levì oppure anche prima, chiedi a Pino Nicotri un parere sul climax nel quale è nato il suo processo e su quali basi giuridiche due paesi, la Francia prima, il Brasile oggi, neghino l’estradizione.Tu hai un gran rispetto credo per i giureconsulti, per quei begli uomini di legge dalla chiome bianche, portatori sani di giustizia: bene, la dottrina Mitterand è tutta tua, troverai un capolavoro di umanesimo giuridico degno del socialismo dal volto umano di cui magari hai nostalgia a fronte del tremendo liberismo.
7) L’invidia come categoria interpretativa omnicomprensiva è una categoria berluskoniana.
Non ti sono simpatico, in realtà pensi che io sia pittoresco perché hai il paternalismo bonariamente razzista di chi butta le noccioline alle scimmiette coi nastrini colorati e a ogni salto nuovo gridano tutti eccitati ancora, ancora.
In realtà la società dovrebbe temere più le persone come te che i lustrini come me.
Guarda che alle scimmiette di solito non perdo del tempo a rispondere e per quanta riguarda i lustrini sei un dilettante, meglio Platinette.
Per cui invece mi interessa discutere del punto 7). perchè non penserai di cavartela con il belruskonismo. Invece i tuoi scritti così “controcorrente” ti dirò che sono in realtà l’altra faccia della demagogia italica.
Da una parte quelli che han bisogno dell’eroe immacolato, ecco assurgere nell’Olimpo il primo che ha una mezza idea di come scrivere e fare giornalismo giudiziario (Travaglio) o di mettere assieme un coacervo di fonti e trarne un libro con l’aiuto di un fortissimo marketing (Saviano).
Dall’altra quelli che chiunque abbia successo in Italia deve per forza essere anche lui della stessa cricca se non peggio.
Poi c’è il terzo “topos”: la vittima del sistema, dei giudici, della società, il capro espiatorio, come i Moggi o i Battisti (livelli ben diversi sia chiaro, eh?).
Giri all’interno di topoi confezionati e oramai incancreniti sapendo comunque di avere un contraddittorio, e quindi un pubblico, assicurato. Rischi poco e alla lunga diventi prevedibilissimo come l’autobus in ritardo quando piove. Questa è la mia critica che come vedi non ha a che fare con la simpatia né con le scimmiette. Sei molto più interessante quando esci da questi miseri contesti e inizi a parlare di cose diverse (vedi il problema palestinese). Sembri un altro.
Sembro un altro se comincio a parlare di Palestina perché quando ho parlato di Palestina ho dato ragione a te.
E sui lustrini fidati, me la cavo mica male.
Vorrai provare prima o poi.
Per il provare dirò a Greg di organizzare una cena a lume di candela (a parte gli scherzi mi piacerebbe davvero, senza candela però).
Per quanto riguarda la Palestina, touché. Però vedi, mi aspettavo che tu difendessi lo Sharon di Sabra e Shatila o i kamikaze di Hamas, cioè gli indifendibili.
In passato lo Sharon di Sabra e Chatila …
Vabbè, lasciamo spazio all’immaginazione sennò rientriamo nei topoi.
Comunque, modestamente, sono molto meglio di Platinette. La doppio (in tutti i sensi).
Ps
E scroccando una cena abbiamo anche per oggi finalmente dato un tornaconto pratico agli affari di cuore. Con buona pace di vdp.
Adesso mi dite come s’esce da ’sto thread perché non lo reggo più.
Concludendo, come diceva Bongiorno.
Saviano ha fatto come fecero i Beatles col White Album. Con la scusa dell’arte e della purezza del bianco, non fecero manco un nome di quelli che avevano “collaborato”. Per cui alla fine pulito tutto restano un barbuto vate che in una campagna spoglia dall’urbe di pasoliniana memoria corre come nei film di Nino D’Angelo ad abbracciare frigoriferi, gridando non mi avete ammazzato, non mi avreta (con la a) mai.
Secondo me aiutare quelli che vogliono scalare questa piramide di consensi per vedersi riconosciuti i meriti è cosa buona e giusta anche perché ci dà più info su come funziona la costruzione dei miti e del consenso in questo paese.
Per quanto mi riguarda, e voglio finalmente rispondere alla domanda postami da Ag anche per ringraziarlo perché offre lui sennò non vengo, e in questo m’appello a un maestro come Pino Nicotri, non scriverei Gomorra. O qualcosa anche di lontanamente simile.
Quel libro è scorrevole da leggere e l’editing ha fatto miracoli, l’importanza civica per carità, siamo apposta qui per smontarla altro che letteratura. Ma non fa per me. Probabilmente non dovrebbe fare per nessuno se volessimo proprio guardarci in fondo in fondo, nell’ambiguità ove riposiamo la nostra profonda essenza.
Gomorra è un affresco in bianco e in nero, il tema a casa di un ragazzino. Che dà del degrado al degrado e non anche la vita dentro il degrado, fior da letame e retoriche varie.
Se ho capito qualcosa della vita che ho attraversato è che la pietanza che ingolliamo la capiamo solo se non abbiamo fame. Se sei giovane hai troppa fame e troppi denti, ingoi.
Per descrivere il bene che diventa male e il male che fa anche bene ci vuole un uomo che mastichi e sbocconcelli.
Non dico Sciascia ma solo perché non opero ancora resurrezioni.
Sipario.