“Perché spendere, tanto questa muore lo stesso”
01/10/2011 - Questo il sunto delle intercettazioni registrate dal 2009 a oggi nella clinica palermitana “Latteri” Una brutta storia di malasanità, un’inchiesta che risale al 2009 ricostruita oggi dall’edizione palermitana de La Repubblica. PERCHE’ SPENDERE – “Perche’ dobbiamo spendere soldi…”, esclamò la
Questo il sunto delle intercettazioni registrate dal 2009 a oggi nella clinica palermitana “Latteri”
Una brutta storia di malasanità, un’inchiesta che risale al 2009 ricostruita oggi dall’edizione palermitana de La Repubblica.
PERCHE’ SPENDERE – “Perche’ dobbiamo spendere soldi…”, esclamò la dottoressa Maria Teresa Latteri nel suo ufficio nella clinica palermitana “Latteri”, parlando con i suoi collaboratori. “Allora non hai capito – tagliò corto davanti alle proteste dei suoi interlocutori – che la prassi che fai tu costa alla clinica 250 euro e quello mi dà cento euro”. La “prassi” in questione era la somministrazione del Tad, il disintossicante generalmente dato ai malati di tumore dopo la chemioterapia.
RIMBORSI “INSUFFICIENTI” - “Quello” era l’assessore regionale alla Salute Massimo Russo che aveva contenuto il rimborso di cento euro a seduta per i pazienti in ‘day service’. La dottoressa, naturalmente, non sapeva che nel suo ufficio di via Cordova, su ordine del sostituto procuratore Amelia Luise – che sta indagando su una presunta truffa al sistema sanitario ai danni dei malati di cancro – i carabinieri del Nas avevano piazzato una microspia.
RISPARMIARE SUI FARMACI – Era il settembre 2009 (come ricostruisce oggi l’edizione palermitana di “La Repubblica”), due mesi dopo il decreto taglia-rimborsi della Regione. Poco dopo i carabinieri del Nas verificarono le cartelle cliniche dei pazienti della clinica e accertarono che il Tad veniva somministrato ai pazienti ricoverati, anche in regime di day hospital, ma non a quelli in day service. E’ stata intercettata anche una telefonata tra un medico e un paziente: quest’ultimo accusava evidenti malesseri e disse che il Tad non gli veniva piu’ somministrato. E almeno in un caso la procura e’ dovuta intervenire per impedire conseguenze gravi, come nel caso di una paziente alla quale non era stata somministrata l’albumina.
SPERIAMO CHE MUOIA - “Siccome, per dire – afferma la dottoressa Federica Latteri in un dialogo con Maria Teresa Latteri, registrato nell’agosto 2009 – questa sta facendo albumina, io non gli faccio altri dieci giorni di albumina che si spendono un putiferio di soldi a matula”, cioè inutilmente. E la sua interlocutrice: “No, infatti… loro sperano che muoia”; “loro” sarebbero i parenti. E l’altra: “Io magari scrivo in cartella che rifiutano di fare qualsiasi procedura e terapia”.












Che persone esistono sulla terra….
Mi viene da vomitare!
“Glutathione Injectables not approved by Food and Drug Administration”
Qualcuno dei commentatori sa spiegarmi perchè la FDA non ha approvato l’uso del TAD?
ed inoltre per quale patologia veniva utilizzata l’albumina?
Questi stralci di intercettazioni mi danno più l’impressione di discussioni sull’utilità di certe terapie e sul rapporto costo/beneficio piuttosto che l’intenzione di lucrare sulla pelle degli ammalati, chi lavora nel campo affronta questi argomenti quotidianamente e potenzialmente sono tutti passibili di gogna mediatica e giudiziaria.
Prima di esprimere giudizi forcaioli aspettiamo per lo meno di conoscere meglio i fatti.
si capisce lontano un miglio che sei un medico, cos’è ?! sei anche di parte ?! guarda che forse ti sfugge il fatto (molto importante) che si tratti di INTERCETTAZIONI ! mi dici quali altri cazzo di fatti vorresti che fossero accertati ?! o ti svegli o vuol dire che sei con loro !
scusate ma… mentre “quelli” intercettavano ? (visto che si parla dal 2009) gli altri lasciavano tranquillamente morire quei poveretti in quel modo ?! ma quand’è che la gente si sveglia e si comincia a prendere qualcuno a calci in culo ?!
C’è un obbligo perentorio di convenzionarsi con il SSN?
No?
E allora perchè prima vi convenzionate e poi rompete i coglioni?
Campate attaccati alla tetta dello Stato e non vi piace il latte? La porta è quella…
Secondo me le cose dovrebbero essere più chiare: i soldi per curare tutti non ci sono più e quindi bisogna tirare fuori i soldi dalle proprie tasche, chi non li ha non si cura. I tipi che sono seguiti in day service dovrebbero sapere che la regione assegna a loro solo 100 euro al giorno per cui devono sborsare 150 euro al giorno se vogliono delle cure ottime.
Come ho già detto se sto morendo di fame e vado al ristorante senza un soldo in tasca mi fanno morire di fame.
Poi nel terzo mondo e nei paesi in via di sviluppo è normale pagare la sanità e si sa benissimo cosa succede se non hai i soldi. L’Italia è in via di fallimento perciò questa è la via in cui ci stiamo incamminando.