La Terra Santa? Una bancarella
23/07/2008 - Israele, nonostante tutto, è un paese meraviglioso, meta di turisti da tutto il mondo. Ma la facciata mostrata al turista è una scenografia che nasconde, necessariamente, la parte più scomoda. Una realtà fatta di tensione e divisioni che non sfuggirebbero
Israele, nonostante tutto, è un paese meraviglioso, meta di turisti da tutto il mondo. Ma la facciata mostrata al turista è una scenografia che nasconde, necessariamente, la parte più scomoda. Una realtà fatta di tensione e divisioni che non sfuggirebbero nemmeno al visitatore più distratto.
Se ci prendi la mano a fare il saccente e a monitorare i media rischi di sentirti un po’ il poliziotto buono da filmaccio Usa, con la tua dose d’etica, ma in fondo refrattario alle regole, anarchico quasi. Con la pistola al sicuro sotto la giacca lontana dai bambini. Se sei uomo, sei divorziato, bevi, i figli (quelli che stanno lontano dalla pistola) non li vedi mai, tua moglie ti odia e hai una storia con una collega più giovane che all’inizio odiavi. Muscoloso, intuitivo e tenebroso. Con la barba incolta e cazzate del genere. Se sei una donna, sei bella, intuitiva il doppio di quello con la barba, più veloce dei colleghi, all’inizio nessuno ti da una lira (perché sei donna), tuo padre è un ex poliziotto (morto) e devi lavorare il doppio degli altri. Anche tu finisci a letto col collega. Nei film.
E’ bello monitorare i media e vedere sotto i tappeti quanta polvere c’è. Una polvere pesante.
MERAVIGLIE D’ISRAELE – È tempo di vacanze. Il turista inconsapevole naviga sui placidi mari di internet per trovare qualcosa di degno. Last minute, last second, last nano second. Navigo anch’io e leggo su guidaviaggi.it del 21 luglio che l’Istituto Centrale Israeliano di Statistica ha diffuso gli ultimi dati relativi al turismo in Israele nel primo semestre 2008. Incremento del 33% rispetto al 2007. Il Ministro del Turismo israeliano ha dichiarato che: “Nei primi mesi del 2008 il Ministero del Turismo d’Israele ha avuto successo nell’accrescere l’offerta turistica attraverso l’ingresso di nuovi operatori che hanno scelto d’investire sulla destinazione(…)”. Sono molti i siti che parlano delle israeli wonders, dei tour alla scoperta del paese, fatti, cifre e informazioni pratiche. Nel sito israele-turismo.it (il primo su google alla voce Israele turismo) il navigatore può trovare informazioni utili per chi decide di andare dove “La luce è fuori di voi e dentro di voi”. Dormire, mangiare, divertirsi, annoiarsi. In effetti, Israele è un paese meraviglioso e senza precedenti per crescita e prosperità, se si pensa che è stato fondato nel 1948.
GERUSALEMME ‘CAPUT MUNDI’? – Questo sito però (opinione personale) è un po’ mistificatore. Ad esempio sulla cartina di Israele ci sono la Samaria, la Galilea e la Giudea. Nessun accenno alla Green Line, ai Territori occupati, alle colonie, al muro. C’è anche Azza, (Gaza in Ebraico), non ben definita geopoliticamente. Su questo sito si può anche leggere:
“Sacra alle tre grandi religioni monoteiste, e contesa per millenni da una varietà di popoli e nazioni, Gerusalemme è la capitale d’Israele, ma si potrebbe dire che sia il centro del mondo”. Capitale di Israele e centro del mondo. C’è qualcosa che non va. Sul centro del mondo se ne può discutere, ma Gerusalemme non è la capitale di Israele. E’ anzi (come accenna il testo sopra) per antonomasia la città contesa, è la chiave di tutto, è fisicamente divisa in due, è massacrata da secoli di faide, lotte, guerre, morti, bombe, incursioni, spari, agguati, dolore, espropri, paura. È la legge fondamentale di Israele (che non ha una costituzione) che laurea Gerusalemme capitale, mentre la comunità internazionale non riconosce questo status. Tutte le ambasciate dei Paesi che hanno rapporti diplomatici con Israele sono a Tel Aviv. Anche il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite confutano questa quisquilia (Ris. ONU 252 (1968) 21 .05. 1968 e Ris.ONU.267 (1969) 03.07.1969). Gerusalemme è meravigliosa, tra le più belle città del mondo. Anche per gli eretici ha un certo fascino: il Santo Sepolcro, la Via Dolorosa, il Muro del Pianto, la Spianata delle Moschee ecc ecc.
DIETRO LA FACCIATA – Il turista inconsapevole se non è abituato, giramondo, documentato, smaliziato, può essere il pollo dei polli da spennare. Accaldato e ustionato dal sole compra un oggetto assolutamente inutile ad un prezzo dodici volte superiore rispetto a quello che pagherebbe sotto casa sua Made in China. Alzi la mano chi non si è mai letteralmente gettato sulla prima bancarella piena di paccottiglia spinto dall’entusiasmo della nuova avventura all’estero. La Terra Santa somiglia sempre più a quella bancarella. Se il turista si becca il pacchetto completo – accompagnato dalla guida con l’asticella, con gli occhi fissi sul selciato,
poi un giro al souk (veloce) torna in albergo e la mattina seguente prende l’autostrada esclusiva per gli israeliani e si reca in una qualsiasi località in Israele – tutto può sembrare… turistico. Se si resta qualche giorno in più nella Città Santa si comincia a sentire una strana tensione, il rumore dei mitra sulle cinture dei soldati, la percezione che tutto è diviso, che se si va un po’ più in là con lo sguardo si vede il Muro ad Abu Dis che non è solo cemento, ma è una maledizione, un indegno sipario sulla libertà dei palestinesi. A Betlemme, invece il turista inconsapevole resta interdetto. Lì c’è la Chiesa della Natività, Gesù, Maria ecc. Lì il muro circonda la città come fosse appestata. Il turista inconsapevole aggrotta la fronte. Si trova a dover passare attraverso un cancello gigantesco sorvegliato minacciosamente da tue torri, si gira e legge sul muro: “Peace be with you”, firmato dall’ormai famoso Ministero del Turismo, quello del 33%. Il turista inconsapevole non riesce neanche ad immaginare quanta polvere c’è sotto il tappeto e se la guida lo portasse a Nablus o ad Hebron, o solo a vedere il valico di Erez (Gaza), forse tornerebbe alla bancarella per farsi ridare i soldi.












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Complimenti per l’articolo. Oserei dire che è uno dei pochi pezzi oggettivi (ormai sempre più rari), che non risentono della reticenza internazionale nel far luce sulla violenza e l’assedio israeliano. Sono stato a Gerusalemme a fine maggio ed è stato avvilente vedere che per entrare nella spianata delle moschee ti devi spogliare e devi sorridere ai poliziotti israeliani. Passeggiare nella città stupenda, chi scrive ha ragione, forse una delle più belle del mondo) e vedere coloni armati che fanno capannello, bandiere con la stella di David dappertutto. Sono arrivato lì pensando che fosse una città contesa e per lo meno sperando di vedere la parte palestinese. Ho visto una città gestita da israeliani, sfruttata turisticamente da israeliani e occupata da israeliani. Gli unici palestinesi erano alle bancarelle, vendendo souvenirs e qualche maglietta…che sfortunatamente inneggiava l’esercito di Israele e la difesa della terra…ma nessuna che citasse la parola “Palestina” o “palestinesi”. Non è una città contesa…doverebbe essere la capitale della Palestina, se solo questa terra venisse riconoscita…e gli israeliani dovrebbero amministrare Gerusalemme ovest (se solo si applicasero le risoluzioni ONU). E’ invece una città israeliana che è stata strappata, come sempre con la forza e la violenza. Potrei parlare anche di Hebron, Nablus, jenin e la valle del Giordano…..ma sarebbe troppo triste.