Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Rassegna stampadi Alessandro Marchetti
pubblicato il 21 gennaio 2009 alle 09:25 dallo stesso autore - torna alla home

Siccome non ne avevamo abbastanza, ieri la tragicomica telenovela della Commissione di Vigilanza della Rai ha vissuto l’ennesima inutile puntata. Il geniale Riccardo Villari alias Vina-Villari ha infatti annunciato che non ha alcuna intenzione di rassegnare le dimissioni e, già che c’era, ha sconvocato la riunione della Commissione che lui stesso aveva indetto “a causa della concomitante convocazione della seduta di Assemblea presso la Camera dei Deputati, con votazioni”. Ha così evitato di trovarsi di fronte all’evidenza della paralisi, con gli unici due parlamentari rimasti (il radicale Marco Beltrandi e Luciano Sardelli dell’Mpa) dopo la dimissione formale e bipartisan degli altri 37. E siccome per ogni serie di successo e  vanno di moda i prequel quanto i riassunti delle 1174327888 Ecco il parlamentare PD che votò Villari in Vigilanzapuntate precedenti, abbiamo intervistato proprio il radicale Beltrandi, che da giorni occupa l’aula di Palazzo San Macuto per protestare contro la mancata convocazione e il funzionamento dell’organo bicamerale. Bertrandi ci ha voluto ragguagliare su come andò la vicenda dell’elezione di Villari a presidente della Commissione, e chi nel PD diede l’assenso e il voto decisivo a permettere al candidato-ombra di raggiungere la maggioranza necessaria: “La vuole sapere una cosa buffa? A votarlo fu Carra. E lui e Merlo verranno rinominati“.

E lei come fa a saperlo?

“Dunque è successo che in occasione della elezione del Presidente per prevenire polemiche, essendo io fra i primi a votare, presi la decisione di mostrare la scheda dopo il voto. È stata una pura operazione di trasparenza. Una cosa per cui mi hanno imitato in molti, ma non tutti. Sono stato anche criticato, ma in questo modo non mi avrebbero potuto accusare di aver votato Villari. Sa ora cosa succederà di bello? Che quando nomineranno i membri della nuova commissione io sicuramente non ci sarò – nonostante su Orlando avevo solo manifestato il mio dissenso dal partito e non “disobbedito” – al contrario dei due che disobbedendo hanno permesso a Villari di essere nominato”.

I famosi due voti del Pd. Chi sono?

“Uno di questi per me è Enzo Carra. Se proprio dobbiamo dirla tutta”.

Questo era uno dei nomi che circolavano.

“Certo glielo confermo. Ma vorrei anche far notare, e vorrei che qualcuno lo scrivesse, che c’è un vicepresidente di Commissione di nome Giorgio Merlo e un segretario di Commissione di nome Enzo Carra, persone peraltro che stimo, che non si sono mai presentati. Nonostante questo incassano un obolo, ossia il compenso per il ruolo che rivestono. Io qualche imbarazzo l’avrei avuto.  Vedrà che saranno subito rinominati. Il criterio meritocratico è stato completamente rovesciato”.

Questo significa che loro saranno in grado di garantire l’elezione del nuovo presidente…

“Certo. Ma se uno va a scavare in questa vicenda ci trova delle perle che non credo saranno facilmente ripetibili”.

Intanto è stata rimandata per l’ennesima volta la commissione. Poco male verrebbe da dire: in queste ore Pd e Pdl hanno obbligato i loro esponenti a dimettersi in massa.

“Esatto. Siamo rimasti solo io e Sardelli del Movimento per le Autonomie.  E’ una situazione che definire surreale è poco. Qualsiasi giurista, che non abbia doppi fini politici, sa benissimo che questa cosa che vogliono fare non sta né in cielo né in terra. Non è mai stata sciolta nessuna commissione, non è mai stato revocato un presidente che non si è dimesso. Non sono mai stati revocati due membri di una Commissione che non si sono mai dimessi. Non è mai stata sciolta una Commissione dai Presidenti delle due camere, quindi si tratta di vicende che sono del tutto estranee alla prassi parlamentare. A mio avviso , e non solo mio, del tutto illegali”.

Questo significa che nei prossimi giorni lei… 

“Di certo la cosa non finisce qui. Presto prepareremo dei ricorsi”.

Lei quindi non si dimette?

“Assolutamente no. Non vedo proprio perché. Perché ho fatto il mio dovere? Perché mi sono presentato ai lavori di questa commissione? È una cosa folle. Vorrei anche che ci si soffermasse sul comportamento dei componenti di questa commissione, a parte naturalmente me, Sardelli e Villari”.

Ecco, ricapitoliamo brevemente la vicenda di questa commissione.

“Praticamente una parte di questi, quelli del Pdl, ha eletto Villari. Poco dopo, dopo tre giorni, ha iniziato tutti a chiedergli di dimettersi. Poi dopo si sono dimessi perché Villari non ha annunciato in tempo le dimissioni. Perché questa è la verità.  Infatti adesso il commento è “no, ma la lettera doveva mandarla prima”. Come se fosse quello il vero vulnus. Poi adesso succederà che queste persone verranno rinominate. Quindi peggio di così. È una vicenda allucinante, e non c’è una persona che non lo ammetta. Io leggo i commenti su Facebook e gli interventi su Radio Radicale di giuristi: non ce n’è uno che dica che tutto ciò è ammissibile”.

Naturalmente nella Vigilanza torneranno a pesare gli equilibri e l’accordo politico fra maggioranza e opposizione.    

“Appunto. Il criterio meritocratico non verrà per nulla rispettato: io, Villari e Sardelli soltanto abbiamo garantito il funzionamento della commissione. Anche perchè la sua convocazione non è un optional, ma obbligata. Ci sono degli atti dovuti per la Commissione che attendono da molti mesi. Altri per un mese solo, ma non per questo meno gravi: si parla del regolamento sulla par condicio in Sardegna ad esempio”.

Sulla nomina di una nuova commissione non crede di essere in errore? Il Pd potrebbe non nominare i due parlamentari che hanno votato con la maggioranza…

“Forse mi sbaglio, ma non credo. Staremo a vedere”.

1 commentostampa - fallo leggere